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	<title>Jonkind &#187; terremoto</title>
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		<title>Volete aiutare i giapponesi? Comprate le loro auto</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 16:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come già scritto efficacemente altrove, i giapponesi hanno molte più qualità &#8220;umane&#8221; di quanto noi occidentali si possa immaginare, e tra queste capacità umane c&#8217;è l&#8217;elevata capacità di produrre velocemente debito pubblico da parte di una classe politica non è in odore di santità, quando si parla di corruzione clientelare e inefficienza. Il Giappone è il paese con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2011/03/toyota.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3266" title="toyota" src="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2011/03/toyota.jpg" alt="" width="432" height="183" /></a></p>
<p>Come <a href="http://www.freddynietzsche.com/2011/03/12/una-questione-di-umanita/">già scritto efficacemente altrove</a>, i giapponesi hanno molte più qualità &#8220;umane&#8221; di quanto noi occidentali si possa immaginare, e tra queste capacità umane c&#8217;è l&#8217;elevata capacità di produrre velocemente debito pubblico da parte di una classe politica non è in odore di santità, quando si parla di corruzione clientelare e inefficienza.</p>
<p>Il Giappone è il paese con il più alto rapporto debito/PIL al mondo, il 218% nel 2010, contro il 118% dell&#8217;Italia, che è terza nella classifica degli stati più scassati. Per darvi un&#8217;idea l&#8217;Italia raggiungerebbe il Giappone solo smettendo di raccogliere tasse per 4 anni consecutivi, pur continuando a mantenere la stessa spesa pubblica. Non che Tremonti non ci abbia pensato, ma non può farlo (non glielo lascerebbero fare) perché l&#8217;Italia non è il Giappone, e adesso spieghiamo il perché.<span id="more-3258"></span></p>
<p>Il debito monstre del Sol Levante è in realtà il finale, senza happy ending, della favola keynesiana del cavallo morto. Dopo la crescita strepitosa degli anni &#8217;70 e &#8217;80, con l&#8217;affermarsi dell&#8217;industria Made in Japan (elettronica, cantieristica, automobili) con conseguente boom immobiliare in patria (la valuta estera delle esportazioni veniva investita in case), il Giappone ha vissuto, all&#8217;inizio degli anni&#8217; 90, prima lo sboom immobiliare (bolla a Tokyo? Oh, yes) e poi lo stato comatoso dei consumi domestici, che continuano a rimanere gli stessi più o meno da vent&#8217;anni (il famoso &#8220;ventennio perduto&#8221; giapponese, della crescita zero). Il Giappone ha una popolazione sempre più vecchia, con una propensione al risparmio sicuro (case e Bot, per intenderci) e questo danneggia il dinamismo dei consumi e degli investimenti che ci sarebbe con una quota di consumatori più giovani e investitori più spregiudicati, inchiodando il PIL a livelli molto meno spettacolari di quelli che il Giappone potrebbe raggiungere con la forza, intatta anche se sempre più minacciata dalla concorrenza internazionale, dello Yen-export.</p>
<p>Cosa ha fatto il governo giapponese nel ventennio perduto? Ha raccolto il risparmio dei propri concittadini offrendo in cambio titoli di stato e ha investito quei risparmi tramite consumi e investimenti di spesa pubblica, per rilanciare l&#8217;economia interna con una più accurata e lungimirante serie di iniziative rispetto a quanto avrebbe fatto il mercato da solo. In sostanza il governo ha preso il cavallo vecchio e stanco del consumatore giapponese e lo ha portato al &#8220;fiume magico&#8221;, per farlo abbeverare nell&#8217;acqua miracolosa dei principi keynesiani. Ma il cavallo sta al fiume da vent&#8217;anni, e a forza di tenergli la testa sott&#8217;acqua forse è morto. E la cosa più grave è che gli economisti non hanno ancora perché il cavallo giapponese abbia fatto quella fine. Certo, i tassi di occupazione giapponesi sono tra i migliori del mondo, ma i prezzi, l&#8217;inflazione &#8220;buona&#8221; che dovrebbe dare la spinta virtuosa all&#8217;economia non accennano a decollare nemmeno con i tassi della banca centrale tenuti a 0% da anni, un defibrillatore sempre acceso per cercare di rianimare il ronzino affogato.</p>
<p>E adesso lo shock del terremoto: cosa succederà all&#8217;economia giapponese? In fondo lo shock finanziario post-Lehman ha visto il Giappone comportarsi come da manuale, con un crollo immediato delle esportazioni e un ribalzo altrettanto immediato allo stabilizzarsi dell&#8217;economia americana. Quella crisi non ha cambiato il suo modello di sviluppo. Ma ora che lo shock è interno e non esterno, cosa può accadere non si sa. Prima del disastro il Giappone stava studiando piani di rientro del mostruoso debito pubblico che avrebbero depresso il PIL ma avrebbe impedito allo stock di debito di fondere l&#8217;involucro (come va di moda dire adesso), provocando le radiazioni del panico sui mercati finanziari. Le prime stime dei danni materiali del sisma parlano di 150 miliardi di dollari, ma a oggi la Bank of Japan ha già dovuto pompare nel sistema monetario almeno 180 miliardi di dollari e le conseguenze, anche per i rischi sulle centrali nucleari, sono ancora abbastanza imprevedibili. C&#8217;è da scommettere che il debito PIL schizzerà pareccho in alto, nel 2011, e forse il Giappone dovrà cominciare a indebitarsi anche all&#8217;estero e non solo sul mercato domestico (oggi la quota di debito in Yen collocato all&#8217;estero è praticamente nulla).</p>
<p>Ce la faranno a uscire dai guai i nostri amici giap? Questo è praticamente certo, il terremoto non ha intaccato la formidabile capacità produttiva dell&#8217;arcipelago, anche se molte grandi aziende sono state costrette a chiudere gli stabilimenti per qualche giorno. Fino a oggi l&#8217;export giapponese è quello che ha tenuto in piedi l&#8217;economia, da domani si suppone dovrà farlo ancora di più, per andare oltre la catastrofe. E&#8217; stato proprio il rapporto tra export/debito pubblico (un indicatore fondamentale per sintetizzare la sostenibilità del debito a lungo termine) a permettere al governo giapponese di continuare a emettere titoli di debito con pur con il 218% di rapporto debito/PIL. Un debito che non ha sofferto fino a oggi delle turbolenze dei mercati internazionali proprio perché collocato tutto in casa propria, ai tassi quasi zero dello yen. Due caratteristiche, queste ultime, che l&#8217;Italia non può vantare e il motivo per cui Tremonti non può andare oltre il 120% del PIL, sennò gli corcano le mani.</p>
<p>Per farla breve, il Giappone può sconfiggere il mostro dei videogiochi (trademark) rappresentato dal terremoto ripensando la propria struttura dei consumi e degli investimenti interni &#8211; c&#8217;è da aspettarsi che i consumi scenderanno ancora ma sarà necessario fare investimenti per la ricostruzione &#8211; ma soprattutto facendo affidamento sulla sua capacità di esportare, esportando ancora di più. Come vedete dal grafico sottostante il Giappone nell&#8217;ultimo decennio ha diversificato parecchio le sue destinazioni commerciali, con la Cina che ha via via rimpiazzato le esportazioni perdute in Europa e America.</p>
<p><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2011/03/exports.jpg"><img class="size-medium wp-image-3260 aligncenter" title="exports" src="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2011/03/exports-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a></p>
<p>E&#8217; facile prevedere che il Giappone avrà bisogno di svalutare la propria moneta contro l&#8217;euro, soprattutto in funzione anti tedesca, nei settori dove la concorrenza è diretta, come nell&#8217;automobile.</p>
<p>Ecco, se vi siete commossi per le scene di devastazione dello Tsunami giapponese, avete un modo di aiutarli abbastanza concreto. Punite la Germania, che negli ultimi tempi si è fatta un po&#8217; arrogante all&#8217;interno della UE, e premiate il Giappone, comprando una Toyota, una Nissan o una Honda. Dovrebbero costare meno, nei prossimi mesi. E sono anche belle macchine, io ne ho appena comprata una.</p>
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		<title>(la faccia contro) Il Manganello come prosecuzione della politica con altri mezzi</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 21:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è questa foto, il volto insanguinato di uno dei manifestanti-terremotati durante la manifestazione romana del 7 luglio. Molto sangue, e si vede,  ma il ragazzo nella foto e un altro manifestante se la sono cavata con medicazioni leggere. Le prime notizie di giornata, mentre il corteo si faceva minaccioso verso la residenza di Berlusconi, sembravano più drammatiche di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/07/Roma7luglioUnita.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-988" title="Roma7luglioUnita" src="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/07/Roma7luglioUnita.jpg" alt="" width="447" height="175" /></a></p>
<p>C&#8217;è questa foto, il volto insanguinato di uno dei manifestanti-terremotati durante la manifestazione romana del 7 luglio. Molto sangue, e si vede,  ma il ragazzo nella foto e un altro manifestante se la sono cavata con medicazioni leggere.</p>
<p>Le prime notizie di giornata, mentre il corteo si faceva minaccioso verso la residenza di Berlusconi, sembravano più drammatiche di quanto sarebbero apparse solo in serata. Il riflesso dei media, ma più ancora della rete e dei social network, era stato subito per lo scatto della gamba verso il caso noto: il G8 di Genova, la polizia in tenuta da guerra che picchia indiscriminatamente il popolo pacifico, elegie sudamericane. Prima ancora di pranzo sbucavano le prime vignette di stampo centrosocialistico, poliziotti con scudo in plexiglass che menano di manganello l&#8217;agnello della manifestazione. Alcuni appelli online di nuove Pasionarie (&#8220;<em>stanno picchiando i nostri ragazzi, ditelo a tutti, non lasciateci soli</em>&#8220;) ci hanno per un attimo tenuto sull&#8217;orlo della parodia macabra.</p>
<p>Ci sono cose che in questo paese non si capiranno mai. Che la misura è forza, che il senso delle proporzioni è controllo.</p>
<p>Un paio di poliziotti ci sono andati giù troppo duro. Un paio di manifestanti le hanno prese più di quanto sia lecito aspettarsi in una manifestazione pacifica. That&#8217;s all. Qualche militare perderà il permesso di tornare dalla fidanzata per un paio di week end. Ma non c&#8217;è stato un tentativo di eversione fascista dall&#8217;interno.</p>
<p>Il corteo di protesta degli Aquilani era contro il decreto del governo che spalmava su 5 anni le tasse da pagare per i residenti delle aree colpite dal terremoto. Dopo gli scontri e il momento di tensione, con la mediazione del PD, gli anni di rateizzazione sono diventati 10.</p>
<p>Alla fine i due feriti sono stati utili alla causa.</p>
<p>Due feriti in un tafferuglio non sono una notizia, sono una forma di negoziazione nell&#8217;ambito democratico. Perché la politica ha ancora un rapporto fisico con la realtà umana che è destinata a controllare. Non facciamoci spaventare da un po&#8217; di sangue, a volte serve più di mille parole.</p>
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		<title>Adesso basta, però</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 16:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La propensione del nostro Premier a rigenerarsi in quel de L&#8217;Aquila sta cominciando a diventare un po&#8217; morbosa, un po&#8217; pelosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La<a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=54564"> propensione del nostro Premier a rigenerarsi in quel de L&#8217;Aquila </a>sta cominciando a diventare un po&#8217; morbosa, un po&#8217; pelosa.</p>
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		<title>Tasi e tira</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 00:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Lo ripeto: i sisma non sono prevedibili e ad oggi non c&#8217;è nulla che faccia pensare che dopo la scossa di domenica si possano riproporre altre scosse disastrose.&#8221; (Guido Bertolaso, pochi minuti prima che un&#8217;altra scossa disastrosa, di magnitudo 4.8, tirasse giù completamente il Duomo nel centro città a l&#8217;Aquila)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Lo ripeto: i sisma non sono prevedibili e ad oggi non c&#8217;è nulla che faccia pensare che dopo la scossa di domenica si possano riproporre altre scosse disastrose.&#8221;</em><br />
(Guido Bertolaso, pochi minuti prima che un&#8217;altra scossa disastrosa, di magnitudo 4.8, tirasse giù completamente il Duomo nel centro città a l&#8217;Aquila)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Silvio c&#8217;è</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 21:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ho ricevuto le condoglianze telefoniche da parte di molti capi di stato. Ad esempio il capo del Partito Democratico Americano&#8230;anzi&#8230;della speaker democratica Nancy Peloso (il nome corretto è Pelosi n.d.r.). La Merkel invece mi ha cercato ma ero molto impegnato e non è riuscita a raggiungermi&#8221;. (Silvio Berlusconi, intervistato telefonicamente a Matrix sul dramma del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Ho ricevuto le condoglianze telefoniche da parte di molti capi di stato. Ad esempio il capo del Partito Democratico Americano&#8230;anzi&#8230;della speaker democratica Nancy Peloso (il nome corretto è Pelosi n.d.r.). La Merkel invece mi ha cercato ma ero molto impegnato e non è riuscita a raggiungermi&#8221;.</em><br />
(Silvio Berlusconi, intervistato telefonicamente a Matrix sul dramma del sisma abbruzzese)</p>
]]></content:encoded>
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