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	<title>Jonkind &#187; Pensioni</title>
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		<title>L&#8217;orologio rotto di Rousseau</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 22:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrail]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[ferrero]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[rousseau]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; vero, come sostengono i teorici dello sviluppo economico liberista, che non si può trattare il problema delle risorse economiche come se non ci fosse, nel sistema, una forma di dinamismo creativo dal di dentro in grado di moltiplicare l&#8217;output complessivo a disposizione di imprenditori, commercianti e lavoratori. E&#8217; quindi corretto criticare l&#8217;antimodernismo di Jean [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero, come sostengono i teorici dello sviluppo economico liberista, che non si può trattare il problema delle risorse economiche come se non ci fosse, nel sistema, una forma di dinamismo creativo dal di dentro in grado di moltiplicare l&#8217;output complessivo a disposizione di imprenditori, commercianti e lavoratori.</p>
<p>E&#8217; quindi <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/25/Rousseau_illuminista_avversario_della_modernita_co_9_110725029.shtml">corretto criticare l&#8217;antimodernismo di Jean Jacques Rosseau</a> quando si chiede:</p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8220;Com&#8217; è possibile arricchirsi senza contribuire ad impoverire gli altri?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;">Niente come il sistema capitalistico degli ultimi duecento anni ci ha dimostrato come la volontà degli uomini unita alle leggi della scienza tecnica e sociale (economia inclusa) sia in grado di creare la ricchezza dal nulla, rendendo il benessere degli individui un risultato non di una competizione all&#8217;ultimo sangue per risorse scarse ma piuttosto la conseguenza positiva di un&#8217;insieme di interazioni virtuose in grado di moltiplicare le il prodotto finale quasi all&#8217;infinito.<span id="more-5158"></span></p>
<p style="text-align: left;">Ho scovato <a href="http://www.noisefromamerika.org/articolo/viaggio-giappone">la frase di Rousseau un articolo di Giuseppe Tedeschi</a>, seguendo il filo web delle polemiche scatenate dalle dichiarazioni del segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero: <a href="http://www.noisefromamerika.org/articolo/rousseau-padre-modello-superfisso">secondo alcuni</a> (gli economisti liberisti di cui sopra) l&#8217;atteggiamento di Ferrero di criticare la riforma delle pensioni del governo Monti additando il ritardo del pensionamento dei padri come ostacolo all&#8217;entrata al lavoro dei più giovani (i figli) sarebbe la dimostrazione di una visione &#8220;rigida&#8221; del modello economico, della miopia del modello c.d. superfisso.</p>
<p style="text-align: left;">Non è mia abitudine dare ragione a Ferrero, quasi mai, tuttavia bisogna chiedersi se in determinate circostanze di stagnazione economica, di mancata crescita reale del prodotto lordo anzi in mezzo a una vera e propria recessione (per l&#8217;Italia si stima un -1% nel 2012) non sia vera per davvero la storia per cui se gli anziani vanno in pensione 3-4 anni più tardi e non mollano il posto di lavoro (posto di lavoro protetto solidamente dall&#8217;art.18) alla fine per i giovani il fatto che lo Stato e l&#8217;INPS risparmino denaro possa essere una medicina peggiore del male, dato che dal basso si riducono le possibilità di trovare un nuovo lavoro e quindi alla fine un&#8217;età pensionabile più alta si traduce in un aumento del tasso di disoccupazione giovanile.</p>
<p style="text-align: left;">Ci ho pensato ieri sera, chiaccherando con miei due amici di università, che oggi amministrano due medie aziende industriali:</p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;Maurizio, da te la media età dei dipendenti è parecchio alta, con questa riforma cosa cambia?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;ho diverse persone che erano già sullo scivolo, e sono dovute ritornare a bordo&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;quanti anni&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;in media 3 anni in più di lavoro&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;le avresti sostituite?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;beh, non tutte, diciamo con un rapporto di 3 a 1&#8243;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;quindi per 3 persone che andavano in pensione ne assumevi una in più&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;esatto&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;un giovane suppongo&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;certamente, adesso invece per 3 anni non assumerò nessuno&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;E tu, Alex?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;Guarda, lo stesso. Posto che per come stiamo messi e con la bassa produttività che c&#8217;è in giro sarebbe in realtà un rapporto di 3 a 0, cioè non rimpiazzi nessuno, ma è probabile che almeno un neolaureato lo avrei assunto. Invece niente anche io per 3 anni&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: left;">Insomma, tendenzialmente sono anche io contro il modello del superfisso e contro la visione di un&#8217;economia come una gara dei padri per rubare il posto ai figli e viceversa. Ma può anche succedere, come la storia dell&#8217;orologio rotto, che ogni tanto anche Rousseau e Ferrero abbiano ragione.</p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Citofonare Bossi</title>
		<link>http://www.jonkind.com/2011/11/18/citofonare-bossi/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 23:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrail]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[A chi mulina l&#8217;argomento della povera Politica emarginata dalla Tecnica (proprio mentre stava realizzando chissà quale miracolo) proporrei questa ipotesi: facciamo cadere il governo Monti alla prima curva legislativa, così poi si va allegramente all&#8217;appuntamento con il Destino segnato dalla stella polare dei cosiddetti speculatori internazionali. Da qui ad Aprile scadono circa 200 miliardi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A chi mulina l&#8217;argomento della povera Politica emarginata dalla Tecnica (proprio mentre stava realizzando chissà quale miracolo) proporrei questa ipotesi: facciamo cadere il governo Monti alla prima curva legislativa, così poi si va allegramente all&#8217;appuntamento con il Destino segnato dalla stella polare dei cosiddetti speculatori internazionali.</p>
<p>Da qui ad Aprile scadono circa 200 miliardi di euro di debito pubblico italiano, vale a dire bisogna che qualcuno ce li presti sul mercato, siano gli investitori istituzionali o privati, stranieri o italiani.</p>
<p>Nel 2010 l&#8217;INPS ha erogato più o meno la stessa cifra in trattamenti pensionistici: 190 miliardi.</p>
<p>Si fa presto a fare il conto. Facciamo cadere il governo ma decidiamo che se nessuno ci presta quei soldi, o se parte della cifra venisse a mancare, si smette immediatamente di pagare le pensioni ai circa 14 milioni di pensionati in coda alle poste. Non si può mica togliere il pane ai giovani, alla sanità, alle forze armate.</p>
<p>Se non troviamo i soldi a prestito sui mercati smettiamo di pagare la pensione ai vecchi.</p>
<p>Che sapranno in quel caso a chi rivolgersi. A chi li ha sempre protetti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Forse conviene di più fare causa a Strauss Kahn</title>
		<link>http://www.jonkind.com/2011/07/05/forse-conviene-di-piu-una-causa-a-strauss-kahn/</link>
		<comments>http://www.jonkind.com/2011/07/05/forse-conviene-di-piu-una-causa-a-strauss-kahn/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 19:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dialoghi dal Declino]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[radio maria]]></category>

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		<description><![CDATA[(conversazione su Radio Maria tra un esperto di pensioni e un&#8217;ascoltatrice, lunedì ore 13,30 circa) &#8220;buongiorno, chiamo da Roma, volevo chiedere un parere all&#8217;esperto di pensione&#8221; &#8220;buongiorno signora, dica&#8221; &#8220;sono l&#8217;Adelina&#8221; &#8220;sì&#8221; &#8220;vivo da sola&#8221; &#8220;certo, dica, dica pure&#8221; &#8220;non ho una pensione&#8221; &#8220;eh&#8221; &#8220;è proprio difficile vivere così, ma è giusto secondo voi? Trattare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2011/07/Radio-Maria.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4475" title="Radio Maria" src="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2011/07/Radio-Maria.jpg" alt="" width="657" height="94" /></a></p>
<p><em>(conversazione su Radio Maria tra un esperto di pensioni e un&#8217;ascoltatrice, lunedì ore 13,30 circa)</em></p>
<p>&#8220;buongiorno, chiamo da Roma, volevo chiedere un parere all&#8217;esperto di pensione&#8221;</p>
<p>&#8220;buongiorno signora, dica&#8221;</p>
<p>&#8220;sono l&#8217;Adelina&#8221;</p>
<p>&#8220;sì&#8221;</p>
<p>&#8220;vivo da sola&#8221;</p>
<p>&#8220;certo, dica, dica pure&#8221;</p>
<p>&#8220;non ho una pensione&#8221;</p>
<p>&#8220;eh&#8221;</p>
<p>&#8220;è proprio difficile vivere così, ma è giusto secondo voi? Trattare così un essere umano?&#8221;<span id="more-4472"></span></p>
<p>&#8220;Ha ragione signora, ci dovrebbe pensare lo Stato, o almeno il Comune, e invece niente, tocca aspettare la Provvidenza..&#8221;</p>
<p>&#8220;vivo da sola, i miei figli non mi aiutano e poi hanno le loro spese. Sono sempre sola&#8221;</p>
<p>&#8220;ma almeno lei ha il conforto della parola di Dio, pensi a chi non ha la fede&#8221;</p>
<p>&#8220;da noi, in famiglia, pensava a tutto mio fratello&#8221;</p>
<p>&#8220;capisco&#8221;</p>
<p>&#8220;e purtroppo non c&#8217;è più&#8221;</p>
<p>&#8220;il Signore aveva altri progetti per lui&#8221;</p>
<p>&#8220;è morto&#8221;</p>
<p>&#8220;condoglianze signora, diremo una preghiera&#8221;</p>
<p>(&#8220;diremo una preghiera, condoglianze&#8221; -una seconda voce in studio)</p>
<p>&#8220;e io sono da sola, adesso, senza poter mangiare&#8221;</p>
<p>&#8220;signora Adelina, voleva fare una domanda?&#8221;</p>
<p>&#8220;Sì, sì, ho chiamato perché ho sentito alla radio che Tremonti ha fatto una manovra sulle pensioni&#8221;</p>
<p>&#8220;sì, esatto, c&#8217;è un decreto al Quirinale&#8221;</p>
<p>&#8220;Ecco, allora volevo sapere se ci sono speranze&#8221;</p>
<p>&#8220;che tipo di speranze&#8221;</p>
<p>&#8220;di avere la pensione, io non ho niente. Non ho la pensione, vivo da sola&#8221;</p>
<p>(si sentono voci in studio, incomprensibili)</p>
<p>&#8220;sì&#8230;allora, Adelina, se lei non ha avuto la pensione fino a oggi ci sarà un perché, ce lo spiega?&#8221;</p>
<p>&#8220;Pensava a tutto mio fratello, mio fratello pensava a tutti noi della famiglia&#8221;</p>
<p>&#8220;suo fratello aveva una pensione?&#8221;</p>
<p>&#8220;mio fratello lavorava e ci dava da mangiare a tutti&#8221;</p>
<p>&#8220;va bene&#8230;sì, quanto tempo fa è mancato suo fratello, signora Adelina?&#8221;</p>
<p>&#8220;E&#8217; morto nel &#8217;43&#8243;</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>&#8220;Me lo ricordo benissimo&#8221;</p>
<p>&#8220;E&#8217; morto nel 1943&#8243;</p>
<p>&#8220;in un bombardamento&#8221;</p>
<p>&#8220;in un bombardamento del 1943&#8243;</p>
<p>&#8220;volevo sapere se con questa manovra di Tremonti c&#8217;è la possibilità di avere una pensione di guerra&#8221;</p>
<p>&#8220;eh, signora, guardi&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;perché lui è morto sotto le bombe, c&#8217;ho i documenti&#8221;</p>
<p>&#8220;ha tutta la documentazione?&#8221;</p>
<p>&#8220;sì&#8221;</p>
<p>(entra la seconda voce di studio) &#8220;signora, ma sono passati 68 anni!&#8221;</p>
<p>&#8220;ma io non ho mai avuto la sua pensione di guerra&#8221;</p>
<p>&#8220;ma non poteva chiederla prima? Perché non ha mai fatto richiesta?&#8221;</p>
<p>&#8220;perché non sapevo se potevo averla&#8221;</p>
<p>&#8220;eh, ma doveva provare&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;io non la faccio la domanda se non sono sicura, ti fanno pagare tutti i bolli e le altre tasse&#8221;</p>
<p>(seconda voce) &#8220;no, ma guardi che è gratis&#8221; (si sente una risata in sottofondo)</p>
<p>&#8220;quindi faccio domanda?&#8221;</p>
<p>&#8220;ehm..guardi, adesso le diamo l&#8217;indirizzo delle ACLI o del patronato INPS, della sua zona, rimanga in linea&#8221;</p>
<p>&#8220;quindi la faccio, mi garantite?&#8221;</p>
<p>&#8220;signora Adelina non garantiamo, ma è gratis, guardi che le conviene provare&#8221;</p>
<p>&#8220;allora provo, dite di provare a chiedere&#8221;</p>
<p>&#8220;le mandiamo l&#8217;indirizzo, resti in linea&#8221;</p>
<p>&#8220;grazie, grazie&#8221;</p>
<p>&#8220;Arrivederci Adelina&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Definisci &#8220;sostenibile&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 17:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Starv the Beast]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[Definire sostenibile il sistema pensionistico italiano è un po&#8217; come trovare il lato buono nel disastro atomico di Fukushima: abbiamo la certezza che dopo l&#8217;incidente la centrale verrà definitivamente chiusa. Il rapporto OCSE sui sistemi pensionistici dei paesi membri ha fornito una sinistra conferma, l&#8217;Italia è il paese industrializzato che spende di più in pensioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Definire sostenibile il sistema pensionistico italiano è un po&#8217; come trovare il lato buono nel disastro atomico di Fukushima: abbiamo la certezza che dopo l&#8217;incidente la centrale verrà definitivamente chiusa.</p>
<p><a href="http://www.oecd.org/dataoecd/16/60/47368940.pdf">Il rapporto OCSE sui sistemi pensionistici</a> dei paesi membri ha fornito una sinistra conferma, l&#8217;Italia è il paese industrializzato che spende di più in pensioni, il 14,1% del PIL contro una media OCSE di solo il 7%. La ragione è duplice, da un lato assieme al Giappone siamo il paese più vecchio, dall&#8217;altro il sistema pensionistico che ci ha preceduto (e che ancora mantiene i già pensionati) era tra i più generosi.</p>
<p>Quando escono notizie come queste <a href="http://www.ilgiornale.it/economia/pensioni_italia_promossa_ma_paesi_ocse_spendiamo_piu_tutti/18-03-2011/articolo-id=512149-page=0-comments=1">la nostra stampa tende a sottolineare il lato buono della vicenda</a>, con l&#8217;alzarsi dell&#8217;età pensionabile e con il graduale passaggio al sistema contributivo abbiamo la garanzia che &#8220;facciamo schifo&#8221; ma che &#8220;peggio non potrà andare&#8221;, ed entro il 2050 avremo un sistema contributivo completo, senza alcuna solidarietà intergenerazionale, con il pensionando che riceverà esattamente quanto versato durante la vita lavorativa, con una modesta rivalutazione in genere legata all&#8217;inflazione. Un sistema forzoso di risparmio privato, che non potrà far esplodere la spesa pubblica.<span id="more-3411"></span></p>
<p>Ma intanto il sistema attuale, da qui al 2050, quelle delle radiazioni al 14,1% del PIL per intenderci, continuerà a redistribuire ricchezza dai giovani (che consumerebbero tanto) ai vecchi (che consumano poco), continuerà a prelevare risorse dalle imprese (che pagano i 2/3 del sistema) che così sono meno competitive e non possono investire in ricerca e sviluppo, continuerà a tenere sotto pressione massima un sistema già poco competitivo di suo, che non può più diventare tedesco ma che non potrà mai essere cinese.</p>
<p>Un sistema pensionistico radioattivo che sta facendo danni all&#8217;organismo economico italiano più di quanto crediamo, danni invisibili che pagheremo con una discutibile capacità, nel futuro, di generare abbastanza reddito sia durante la vita lavorativa che per sostenere un sistema contributivo completo, ai pensionati dopo il 2050.</p>
<p>Io mi incazzo sempre quando sento magnificare la sostenibilità di un sistema che prima di stabilizzarsi porterà una serie di danni fatali. Perché questa volta forse c&#8217;avrà davvero ragione Keynes: nel 2050 saremo tutti morti.</p>
<p>PS</p>
<p>Continuo a pensare che prima o poi bisognerà introdurre una specie di tassa di scopo, una sorta di &#8220;contributo alla reindustrializzazione italiana&#8221;, prelevato dalle pensioni sopra un certo ammontare. Ma so anche che è politicamente quasi impossibile.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il principe dei ladri</title>
		<link>http://www.jonkind.com/2010/07/16/il-principe-dei-ladri/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 16:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Starv the Beast]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Robin Hood]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni volta che Giulio Tremonti afferma che abbiamo il migliore (e più stabile) sistema pensionistico d&#8217;Europa viene davvero voglia di mettere mano alla pistola. Lo ha fatto ancora oggi, a margine dei commenti sulla manovra finanziaria del Senato, che include altri artifizi per incrementare l&#8217;età pensionabile che nei prossimi anni salirà da 65 in su, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/07/Giulio-Tremonti-Forza-Italia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1002" title="Giulio Tremonti Forza Italia" src="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/07/Giulio-Tremonti-Forza-Italia.jpg" alt="" width="445" height="110" /></a></p>
<p>Ogni volta che Giulio Tremonti afferma che abbiamo il migliore (e più stabile) sistema pensionistico d&#8217;Europa viene davvero voglia di mettere mano alla pistola.</p>
<p><a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-831492/dl-manovra-tremonti-bene-senato/">Lo ha fatto ancora oggi</a>, a margine dei commenti sulla manovra finanziaria del Senato, che include altri artifizi per incrementare l&#8217;età pensionabile che nei prossimi anni salirà da 65 in su, fino forse ai 75 anni, in totale controtendenza con i nuovi ritmi della globalizzazione e il &#8220;ringiovanimento&#8221; richiesto alle nuove classi produttive per sopravvivere (oggi si è considerati professionalmente morti a 40 anni, altro che 75).</p>
<p>Il sistema migliore. Ma di che? Il più stabile? Forse, perché la riforma di passaggio al contributivo dal retributivo, a partire dal 1 gennaio 1996, ha promesso che a pieno regime (nel 2040) il sistema non potrà mai essere strutturalmente in deficit, in quanto dovrà pagare prestazioni pari alle sue entrate, con un meccanismo di equilibrio a prova di recessione economica.<span id="more-998"></span></p>
<p>Stabile nel 2040, appunto. E con un costo mostruoso. Non certo gratis.</p>
<p>Il costo è la riduzione delle prestazioni per i contributivi, mentre ai retributivi è stato garantito il meccanismo premiante della pensione in base all&#8217;ultimo reddito e non in base ai contributi versati lungo tutta la vita. Un costo altissimo per i futuri pensionati, per pagare le pensioni agli attuali pensionati. Un costo che non è solo nelle prestazioni ridotte di cui sopra, ma anche insito nel fatto che per mantenere &#8220;il sistema più bello e stabile d&#8217;Europa&#8221; dovranno essere mantenuti attivi un livello di contribuzione aziendale attorno al 40% (che fa dell&#8217;Italia uno dei paesi più cari per il costo del lavoro e uno dei meno competitivi al mondo) e una pressione fiscale effettiva del 50%, in quanto lo Stato e il Fisco sono i salvatori in ultima istanza dell&#8217;INPS, nel caso questa vada in deficit.</p>
<p>Non solo il danno delle prestazioni più basse, se si riesce a tirare la cinghia fino ai 70 anni, ma anche la beffa di un inferno contributivo e fiscale fino ad allora, durante la propria vita lavorativa. Perché margini per scendere non ce ne sono.</p>
<p>La riforma del 1996 salvò in sostanza le rendite dei quarantenni e dei cinquantenni, che sarebbero andati in pensione in tempo utile, &#8220;fottendo&#8221; (fottendo nel testo) i ventenni e i trentenni di allora, ancora poco forti politicamente e meno posizionati professionalmente. Un furto intergenerazionale di cui si hanno pochi eguali nei paesi industrializzati, nella storia recente.</p>
<p>Giulio Tremonti nel 1996 aveva 39 anni. Il 18 agosto di quest&#8217;anno ne compirà 63.</p>
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		<title>Oldies but Goldies</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 16:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrail]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo spettro si aggira per l&#8217;Europa. No, non è il comunismo, è l&#8217;anzianismo. La tendenza dei governi europei, oberati di debito pubblico e sempre più a corto di giovani lavoratori, è a dir poco schizofrenica. Dato che questi problemi non potranno che far esplodere i deficit contributivi dei sistemi pensionistici, la brillante soluzione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo spettro si aggira per l&#8217;Europa. No, non è il comunismo, è l&#8217;anzianismo.<br />
La tendenza dei governi europei, oberati di debito pubblico e sempre più a corto di giovani lavoratori, è a dir poco schizofrenica. Dato che questi problemi non potranno che far esplodere i deficit contributivi dei sistemi pensionistici, la brillante soluzione dei nostri governanti non è di ridurre i flussi complessivi in sbilancio (aka ridurre il valore delle pensioni attuali) bensì di modifcare i termini anagrafici del sistema, senza accorgersi di come questo crei un paradosso insostenibile nel tempo.<br />
E&#8217; notizia di oggi che la Spagna &#8211; probabile prossima fermata della crisi economica &#8211; per ridurre il rischio di bancarotta vorrebbe innalzare dal prossimo anno l&#8217;età pensionabile fino a 67 anni, 2 anni in più dell&#8217;Italia dove, a tendere, si andrà in pensione tutti a 65 anni. Un&#8217;idea del genere, se a prima vista sembra utile per tamponare il disastro dei conti pubblici non tiene conto dell&#8217;impatto sul mercato del lavoro e nemmeno dei paradigmi culturali della società dei consumi, sempre più puntati sul consumo dei giovani, in una corsa disperata verso il regresso adolescenziale. Impatto sul mercato del lavoro, perché mantenere al lavoro i sessantenni significa ingorgare il sistema dall&#8217;alto, con un tappo all&#8217;ingresso dei ventenni dal basso. Avere i sessantenni ai vertici di imprese e istituzioni significa inoltre sclerotizzare la società, rallentare l&#8217;inevitabile adattamento dell&#8217;economia ai mutamenti della società.<br />
Che modello di riforma è, in una società consumistica, dove il quarantenne impiegato è considerato uno da buttare, imporre a tutti di lavorare fino a quasi settant&#8217;anni?<br />
(nella foto il CdA di Google, nel 2030)</p>
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		<title>Il sonno della Regione. I mostri (Momento Raskolnikov)</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 23:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dialoghi dal Declino]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[regione]]></category>

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		<description><![CDATA[(microfono aperto a Radio Popolare, si discute di pensioni con un esperto che risponde ai radioascoltatori) &#8220;Sono io?&#8221; &#8220;E&#8217; lei, prego, è in onda, dica&#8221; &#8220;Bene, io sono del &#8217;50 e ho iniziato a lavorare nel &#8217;75. Lavoro in Regione, quindi nel settore pubblico&#8221; &#8220;Sì, cosa vuol chiedere al nostro esperto?&#8221; &#8220;Allora io voglio andare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(microfono aperto a Radio Popolare, si discute di pensioni con un esperto che risponde ai radioascoltatori)<br />
&#8220;Sono io?&#8221;<br />
&#8220;E&#8217; lei, prego, è in onda, dica&#8221;<br />
&#8220;Bene, io sono del &#8217;50 e ho iniziato a lavorare nel &#8217;75. Lavoro in Regione, quindi nel settore pubblico&#8221;<br />
&#8220;Sì, cosa vuol chiedere al nostro esperto?&#8221;<br />
&#8220;Allora io voglio andare in pensione, perché mi sono proprio stancata&#8221;<br />
&#8220;Stancata?&#8221;<br />
&#8220;Sì, di questi politici, non ne posso più&#8221;<br />
&#8220;Ah, va bene, quando vorrebbe andare?&#8221;<br />
&#8220;Alla fine della legislatura, dopo le elezioni regionali, quindi direi nella primavera del 2010. Però vorrei sapere se rientro nelle finestre. Io credo di no. Quindi vorrei andare in pensione subito e voglio sapere con quanto.&#8221;<br />
&#8220;Va bene, sentiamo l&#8217;esperto&#8221;<br />
&#8220;Perché davvero non ne posso più di questi politici, mi hanno stancata.&#8221;<br />
&#8220;Sì, sentiamo l&#8217;esperto&#8221;<br />
&#8220;Non dovrei rientrare nelle finestre&#8230;(si interrompe la comunicazione)<br />
(parla l&#8217;esperto): &#8220;ma, veramente&#8230;si informi&#8230;forse le finestre si applicano. Questo significa aspettare almeno qualche mese prima di andare in pensione. Comunque lei è in pieno sistema retributivo, non misto, quindi a lei non si applicano i nuovi coefficienti sul montante. Significa che le spetta il 2% del suo stipendio lordo per ogni anno di contribuzione (quindi 70% ndr), del suo ultimo stipendio.<br />
Momento Raskolnikov &#8211; On<br />
<em>Ma ****** vecchia, ti lamenti pure? Le finestre? Ma certo che ti tocca la finestra, e schiatta ancora un po&#8217; su quella scrivania. Altrimenti dalla finestra ti ci ******** noi. Ma ********* arpìa, cosa vuoi ancora? Cosa hai fatto in Regione per 35 anni, che ci stai sul groppone quando lavori e pure quando vai in pensione. Ti stanno sul ***** i politici? Invece dovresti baciargli il **** tutte le mattine che grazie a loro te ne vai in pensione con il doppio rispetto a un ******** che inizia a lavorare adesso e che ti dovrà mantenere fino a quando ********? Ma **********, va&#8217;!</em><br />
Momento Raskolnikov &#8211; Off</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La leva pensionistica della classe &#8217;96</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 16:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Top Facts]]></category>
		<category><![CDATA[1996]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Periodicamente, di solito una volta a trimestre, scoppia in Italia la polemica sulle pensioni: sono troppo basse, sono troppo alte, ci costano il giusto, ci costano troppo, vanno riformate, la riforma va bene così. Anche questa settimana, puntuale, è scattata la polemica, rilanciata dal direttore della Banca d&#8217;Italia, Mario Draghi, a cui ha risposto immediatamente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="gobba_pensionisica.jpg" src="http://www.jonkind.com/gobba_pensionisica.jpg" width="214" height="175" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span>Periodicamente, di solito una volta a trimestre, scoppia in Italia la polemica sulle pensioni: sono troppo basse, sono troppo alte, ci costano il giusto, ci costano troppo, vanno riformate, la riforma va bene così.<br />
Anche questa settimana, puntuale, è scattata la polemica, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/10/draghi-pensioni-ammortizzatori.shtml?uuid=dc7ec35c-b7e7-11de-98a5-fed6d7e3db8b&#038;DocRulesView=Libero&#038;fromSearch">rilanciata dal direttore della Banca d&#8217;Italia, Mario Draghi</a>, a cui ha risposto immediatamente, per il governo, il ministro del welfare Maurizio Sacconi. Secondo Draghi la crisi economica ha peggiorato lo scenario di spesa pensionistica (crescente) rispetto alla crescita del PIL (negativa) ed è necessario intervenire subito prima che la finanza pubblica rischi ulteriori crac. Per il governo le riforme vanno bene così come sono, anche perché sta procedendo l&#8217;innalzamento dell&#8217;età fino a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne; la finanziaria 2010 prevede anche che si vada oltre i 65 anni: dal 2015 l&#8217;entrata in pensione verrà aggiornata in base ai nuovi coefficienti di sopravvivenza umana, che continuano a crescere da diversi anni.<br />
Nel grafico all&#8217;inizio del post potete vedere le ultime previsioni, aggiornate al 2008, da parte della ragioneria generale dello stato (RGS). A partire dal 2010 si nota un notevole salto della curva, un salto che durerà almeno fino al 2046, quando il rapporto spesa/PIL comincerà a scendere. Questo saldo si chiama in gergo &#8220;gobba del sistema pensionistico&#8221;.</p>
<p><span id="more-443"></span><br />
Il problema è quindi grave dal punto di vista assoluto ma anche dal punto di vista dell&#8217;equità di trattamento fra giovani e vecchi. I due fattori più gravi che inficiano la sostenibilità e l&#8217;equità del sistema pensionistico sono i &#8220;baby boomers&#8221; (problema n.1)  e la &#8220;grande truffa del &#8217;96&#8243; (problema n.2).<br />
I &#8220;baby boomers&#8221; sono i lavoratori nati nel secondo dopoguerra, almeno fino al 1970. Quelli furono anni di grande natalità demografica, spinti dal boom economico e dal generale grado di fiducia nel futuro da parte delle famiglie italiane immerse nella crescita rampante del consumismo. Questa quota della popolazione, la più rilevante numericamente, sta cominciando ad andare in pensione adesso e ci andrà completamente fino al decennio 2040-2050, facendo esplodere il gruppo della popolazione pensionata, rispetto a quell&#8217;attiva, con un picco che sarà in un rapporto di 1,12 a 1 nei confronti dei lavoratori attivi.<br />
&#8220;La grande truffa del 96&#8243; è la riforma Dini approvata nel 1996 che ha trasformato il sistema da retributivo (<a href="http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/View.aspx?ID=2009101513945741-2">assegno pensionistico legato all&#8217;ultimo stipendio, dal 60% fino all&#8217;80% in base agli anni di contributi</a>) a un sistema contributivo (dove si ottiene un assegno legato ai contributi versati durante tutta la vita con prestazioni che non supereranno generalmente il 30% dell&#8217;ultimo stipendio). La grande truffa non sta tanto nel cambiamento di sistema &#8211; assolutamente necessario, in linea con quello di paesi come gli USA &#8211; ma per il fatto che la riforma sarebbe scattata a &#8220;babbo morto&#8221;, cioè non subito ma solo per chi cominciava a lavorare in quel momento, con un gap tra approvazione e applicazione di almeno 40 anni, a danno dei più giovani.<br />
Le polemiche in corso si riferiscono al fatto che c&#8217;è chi (come Draghi) vorrebbe affrontare il problema n.1: attenuare l&#8217;effetto dell&#8217;entrata in pensione dei &#8220;baby boomers&#8221; aumentando l&#8217;età pensionabile di questi ultimi, tenendoli il più possibile al lavoro per ridurre il rapporto spesa/PIL assoluto che già adesso, prima della partenza della gobba, <a href="http://www.corriere.it/economia/09_giugno_23/debito_ue_pil_italia_4ced874c-5fda-11de-bd53-00144f02aabc.shtml">è il più alto dei paesi OCSE, attorno al 14%.</a> Tale rapporto salirà almeno fino al 16% ma se la recessione economica dovesse prolungarsi più del dovuto nei prossimi anni potremmo avere un rapporto che schizza almeno fino a quota 18%.<br />
L&#8217;approccio di Draghi è corretto e il Ministro Sacconi sbaglia a dire che le cose vanno bene così. Ma in un certo senso sbaglia anche Draghi. Questa crisi economica ha dimostrato che il lavoratore è sempre meno necessario al sistema produttivo (guardate con che facilità sono stati licenziati dalle aziende in crisi) e che la disoccupazione strutturale nel mondo potrebbe facilmente innalzarsi dal 2-4% attuale al 4-8% nei prossimi decenni. Tecnologia, globalizzazione, scarsa redistribuzione, impediranno a molte persone di trovare lavoro entrando nel sistema lavorativo &#8220;dal basso&#8221;. Ritardare l&#8217;età pensionabile dei più vecchi significa intasare il sistema &#8220;dall&#8217;alto&#8221;, con un tappo di impiegati/quadri/dirigenti che continueranno a occupare il loro posto tra i 65-70 anni o addirittura (con i nuovi coefficienti di sopravvivenza) tra i 70-75. Questo semplicemente aumenterà la disoccupazione strutturale con al vertice delle aziende anziani presumibilmente demotivati e poco produttivi che ridurranno ulteriormente la crescita del prodotto interno lordo.<br />
Allora che c&#8217;è un solo modo di prendere per le corna il toro delle pensioni. Disinnescare il problema n.2 la &#8220;grande truffa del 96&#8243;, che è stato il peggior scherzo da carogna che uno stato possa fare ai proprio giovani. Ritardando l&#8217;applicazione della riforma al 2040 e oltre si è creata una comunità di giovani che prenderà il 30% dell&#8217;ultimo stipendio verso una comunità di anziani che prenderà tra il 60% e l&#8217;80%. E questa disparità si è affermata con la giustificazione, abnorme, che si dovevano difendere i diritti acquisiti dei lavoratori già occupati al momento della riforma. Un&#8217;affermazione che avrebbe avuto senso, forse, ai tempi del Congresso di Vienna ma che è un crimine politico-sociale in una moderna democrazia dove tutti i valori della fiscalità (pensate all&#8217;IRPEF, o agli stessi contributi INPS) possono cambiare nel tempo ma sono applicabili, nello stesso momento, a tutti i cittadini (tutti pagano e pagheranno gli stessi contributi ma è differente l&#8217;algoritmo di rivalutazione, i giovani prenderanno il 30% pagando il 30% mentre i vecchi prenderanno tra il 60% e l&#8217;80% sempre pagando il 30% con rivalutazione di più del doppio dei loro versamenti). La riforma Dini afferma il principio della parità diacronica (nel tempo tra tutti i riformati del &#8217;96) ma nega la parità sincronica oggi, fra tutti i lavoratori, con alcuni che sono fiscalmente discriminati rispetto ad altri. Questo, secondo il parere di chi scrive, violerebbe la Costituzione Italiana, in particolare, applicando la parità, paradossalmente, in un dato punto della curva temporale, tra i vivi e i morti, ma non tra i vivi e i vivi.<br />
Pensate, voi che avete iniziato a lavorare dopo il 1996, di dover sgomitare in un mercato sempre più difficile, fino almeno a 75 anni, con i vecchi che se ne vanno dall&#8217;azienda sempre più tardi e a cui pagherete il beneficio di una rivalutazione di più del 100% sulla pensione retributiva. Una cosa da incazzarsi tutte le mattine. Da generare odio per generazioni. Ecco allora che &#8220;la grande truffa del 96&#8243; si trasforma in un &#8220;grande furto&#8221; che io stimo nello spazio della gobba pensionistica per i prossimi 40 anni, per almeno 2 punti percentuali di PIL ogni anno (l&#8217;area tratteggiata nel grafico). Un furto dai vecchi ai giovani di almeno 30 miliardi di euro all&#8217;anno, che se sventato potrebbero tradursi in minori tasse (è il gettito annuale dell&#8217;IRAP), maggiori spese sociali produttive, assegni di disoccupazione, offerta formativa, riduzione del debito pubblico.<br />
C&#8217;è dunque un solo un modo, andando oltre le parole del Governatore Draghi, per risolvere la crisi delle pensioni italiane e non è (o almeno non è solamente) l&#8217;aumento dell&#8217;età pensionabile che potrebbe addirittura rivelarsi dannosa (ma vi vedete, a 70 anni, lavorare in questa società sempre più aggressiva, dinamica, giovanilistica? Che possibilità ci sono di essere produttivi e inclusi a quell&#8217;età?). L&#8217;unico modo è riprendersi la refurtiva, riprendersi tutto o in parte, quel bottino che gli anziani prendono per sé. Senza rancore, ma con rigore.<br />
E&#8217; anche spiegato perché la politica di oggi non vuole le riforme, perché è completamente parte della generazione che sta rubando i soldi ai giovani, di quella parte della popolazione che stanno prendendo un bottino pari al doppio di quello che ha versato nel tempo. L&#8217;uinca speranza è la presa di coscienza dei più giovani che agiscano con referendum o altro tipo di spallata per riformare la riforma del &#8217;96.<br />
Perché, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=xLxVTyFfQos">come in quel film di Spike Lee,</a> i ladri sono ancora nella banca, devono ancora uscire.<br />
(chi scrive ha iniziato a lavorare nell&#8217;aprile del 1996 e quindi ha un evidente motivo di interesse nella stesura di questo post)</p>
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