Domenica 07 Mar 2010
Quel pranzo keynesiano lungo 150 anni (e nessuno che paga il conto)
Categoria: Starv the Beast
Si fa un gran parlare, nelle istituzioni europee, di exit strategy dalla crisi economica grazie all'iniziativa dei governi attraverso gli investimenti pubblici, in quella che viene riconosciuta come la sintesi della cosiddetta "ricetta keynesiana".
Alla truppa dei keynesiani si arruolano schiere di insospettabili come il Ministro dell'Economia italiana Giulio Tremonti, che non si era mai distinto nei primi anni del suo magistero per l'accento messo al sostegno pubblico della domanda ma che oggi, soprattutto quando si trova di fronte ai grand commis dei grandi Etat (Francia, Germania, UE) tende a colorarsi di socialdemocratico per rivendicare il primato della politica sulla finanza selvaggia; salvo poi ammonire che tutto deve avvenire in un percorso di riequilibro dei bilanci pubblici e che sarebbe meglio emettere Euro-Bond a nome dell'Unione piuttosto che BTP italiani. Insomma, per rinverdire quel caro vecchio detto: keynesiani con il culo degli altri.
I politici hanno tutto il diritto di rivendicare la propria superiorità morale rispetto al mercato ("il mercato quando serve, la politica dove necessario" è il sinistro slogan che gira nelle stanze d'Europa) e di proporre le loro idee, purché accettino il principio di realtà, e scontino le loro responsabilità.


"La crisi è stata causata dall'incapacità di valutare correttamente i rischi, dovuta all'interessata euforia che si impadronisce periodicamente dei mercati, e dalla passività della Federal Reserve, incapace di portar via il whisky quando la festa si fa troppo calda; salvo poi servirne ancora dosi abbondanti, per fugare la tristezza, quando subentra alla sbornia."


Alla fine del primo anno di crisi economica i mercati azionari di tutto il mondo sono entrati in una fase di movimento laterale: i prezzi delle società quotate, proprio mentre si dà per scontato il rimbalzo della crescita economica nel 2010 e si interrompe in America la caduta dell'occupazione, sembrano aver toccato i loro massimi, in attesa di capire cosa succederà una volta che i programmi di sostegno monetario e fiscale da parte dei governi dovessero cominciare a essere ritirati dai governi (la cosiddetta Exit Strategy, prevista per questo inverno sarà probabilmente attivata a partire da Aprile).
Lo scudo fiscale verrà prorogato. Ma sarà una "stangata" per i ritardatari che pagheranno l'1% in più. O anche il 20% in più rispetto al 5% iniziale. O anche il 50% del 2% di rendimento alternativo. O il 100% di se stesso. Il 400% rispetto al tasso di sconto americano. Infine, valore tendente all'infinito asintotico rispetto al niente.
Una delle tante bugie raccontate da Tremonti con tenacia goebbelsiana (lo ha fatto anche la settimana scorsa, ad AnnoZero) è che il nostro paese avrebbe il sistema pensionistico più solido d'Europa. Giulio respinge le richieste di riforma sostenendo che il bilancio dell'INPS quest'anno è in attivo e va bene così. Avanti popolo, alla riscossione (in Posta).
Scontro di civiltà ideologiche tra pubblici e privati per il decreto-legge del Governo ("decreto Ronchi") che stabilisce che la distribuzione dell'acqua, oggi in capo ai comuni, verrà assegnata tramite concessioni pluri-decennali a soggetti di natura privata, con una presenza massima dello Stato al 30% del capitale. Il decreto per ora non prevede altro, non istituisce un authority di controllo, non stabilisce prezzi massimi da praticarsi ai cittadini, nemmeno un tasso minimo di efficienza da preservare. Si direbbe che il decreto apra un capitolo ancora da scrivere: se arriveranno le suddette regole sarà una privatizzazione parziale, se non arriveranno sarà liberismo selvaggio.
Questa differenza tra i due tipi di debito, pubblico e privato, Tremonti la evidenzia spesso. Anche ieri, nella sua lectio magistralis tenuta ai quadri del partito comunista cinese (sì, avete letto bene, partito COMUNISTA e CINESE), Giulio ha spiegato che il debito pubblico non deve preoccupare in maniera eccessiva perché, come indicatore di rischio, va calcolato solo il livello aggregato di debito del paese, sommando quello delle amministrazioni pubbliche a quello delle famiglie. In Italia il debito privato è basso mentre quello pubblico è alto, come in Giappone, mentre in America è il contrario. Secondo Giulio l'America sta messa peggio di noi.
Il nuovo rapporto World Energy Outlook dell'Agenzia Internazionale dell'Energia prospetta le tendenze di produzione e consumo delle principali materie prime utlizzate per produrre energia, con particolare focus sul gas naturale.




Dopo aver messo fine ad un contenzioso che durava 40 anni, quest'estate Berlusconi si è accordato il leader libico Gheddafi sull'indennizzo dovuto alla Libia per l'occupazione coloniale subita nella prima parte del '900.
Qualche giorno fa a Napoli un uomo è caduto in una buca ed è morto.
...è solo che porta sfiga.












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