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La Politica è come Dio. Senza l'idea che abbiamo di lei impazziremmo, ma probabilmente non ci è di nessuna utilità. (...)

 
 
 

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Venerdì 02 Apr 2004

Dal G.F. alla F., l'erotismo per ridere del super-format

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Quando ho iniziato questa rubrica, qualche anno fa, il Grande Fratello era alle prime edizioni e nel gran clamore della novità fioccavano le dispute degli intellettuali ed imperversava la profondità degli psicologi mentre il pubblico (il Grande Pubblico) tratteneva il respiro trepidando per le uscite di scena dei protagonisti ma anche per la sensazione di vivere un cambiamento epocale nello spettacolo, nella vita della società, nella rappresentazione che l'umanità ha di se stessa (alé...)

In più fioccavano i siti di satira. Come tutte le volte che è in gioco qualcosa di grosso. Nel botto delle prime edizioni ci stava che qualcuno si prendesse la briga di prendere in giro il super-format della Endemol che ha rivoluzionato il modo di fare TV. Internet era piena di parodie. Erano nati il grande budello, il grande randello, il grande pisello, il grande fardello. Clarence impazzava con la grande famigghia...poi Clarence è morto, Berlusconi è arrivato al potere e neanch'io mi sento tanto bene...

Ci siamo abituati. Ci siamo assuefatti. E non si può ridere, con adeguato sarcasmo, di ciò che non emoziona più. Il G.P. (il Grande Pubblico) continua a premiare la trasmissione con gli ascolti, ma il popolo della rete ha abbandonato l'idea di mettere in scena la ridicola rappresentazione degli internati del giovedi sera. Ma più di tutto ha potuto l'anticorpo. Il Grande Fratello è di per sè una farsa, una variante della commedia umana vista dal basso. E' satira-satira. Gioco di specchi. Ineffabile confusione tra realtà e finzione. Nel gioco di persone intelligenti che guardano degli imbecilli reclusi, in un gioco ripetuto alla noia, piano piano, una volta raggiunto il punto di accumulo, il flusso si inverte. E quando ti rendi conto di essere un imbecille che guarda dei furbacchioni la satira te l'han combinata loro. E tu raccogli.

L'unica parodia possibile in un tale contesto, e non vien mai a noia, è sempre lei: la pornografia. Ormai nella rete web i siti di satira del Grande Fratello sono veramente pochini, fiacchi, senza lampi. Invece la ciambella con il buco migliore è un sito sexy, che raccoglie le foto dei protagonisti catturati nei momenti più osé, momenti intimi rubati durante la trasmissione. Oltre alla sbirciata di sguincio, alla scossa di libido, c'è anche un sorriso, perché l'erotismo delle foto in questione è casalingo, sgualcito, un po' goffo. Si ride perché li vediamo in mutande (e come per il famoso zoppo che cade si scoppia a ridere, allo stesso modo se vediamo qualcuno in mutande si ride ancora di più) ma anche perchè il loro erotismo è impacciato e distratto, un po' da strapazzo. C'è Carolina con la cellulite, Katy in sottoveste, Ascanio sbottonato un filino... Ma soprattutto c'è lei, Barbara D'Urso, la conduttrice del programma, la G.F. del G.F., che è ancora un bel tocco di donna mentre ci sorride ammiccante dal bordo di foto professionali, posata ed impostata ben più dei suoi figliocci. Perché lei è una donna di mondo, ed ha già posato per Playboy ai bei tempi...quando c'era ancora la satira. Insomma, tira più la F. del G.F. Non c'è poi tanto di nuovo, in TV.

 

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Mercoledì 16 Apr 2003

Il Califfo sparito: che fine ha fatto Saddam?

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

La guerra in Iraq rischia di creare un nuovo prototipo di guerra-lampo, quella nella quale il nemico scompare.

Il nemico, in questo caso Saddam Hussein, è sparito, si è dileguato, bye bye.

Come nel caso di Bin Laden nella precedente guerra afghana, il mondo si chiede dove sia il bersaglio grosso, lo spauracchio che ha tenuto ONU e USA sotto scacco per mesi.

Mentre lo Sceicco del Male è dato ora morto in una grotta, ora in fuga in moto o a cavallo, ora in Pakistan, adesso si sprecano le ipotesi su dove sia colui che è stato definito il Califfo di Baghdad: è in Siria? è morto in un ristorante di Baghdad (bombardato dalla CIA), è alle Hawaii? (pagato dalla CIA).

Qualunque sia la sorte del dittatore non si può non notare come in queste guerre iper-veloci, i nemici degli americani non abbiano nemmeno il tempo di dibattersi moralmente tra l'onore del martirio e l'opzione della fuga: la sconfitta è subito evidente, c'è solo il tempo di fare le valigie.

In tutto questo i vincitori vengono privati di un punto fermo: l'esposizione del trofeo, la gogna per il tiranno. Verrebbe da dire vittoria moralmente dimezzata: come può essere una guerra giusta quello in cui il nemico se la da a gambe? Se manco lui ci crede?

In più il vincitore prova un senso di smarrimento nella sua auto-rappresentazione.

Manca la tragedia, la punizione divina, il suicidio dell'abbietto, mancano i tribunali internazionali, le teste infilzate nelle picche, la firma della resa incondizionata.

Il novecento è stato definito il secolo breve, il Duemila sarà il secolo della guerra breve.

 

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Mercoledì 08 Mag 2002

Adotta un terrorista: un'insolita uscita dalla crisi di Betlemme

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Vediamo di ricostruire: per togliere l'assedio dalla Basilica di Betlemme, in cui è asserragliata una pattuglia di palestinesi -presunti terroristi -la strana triade Usa, Vaticano,Italia si è inventata una soluzione: 13 di questi, i più ricercati da Israele - che evidentemente ha deciso di lasciarli andare per non buttar giù a cannonate il luogo sacro -debbono essere ospitati da un paese straniero, meglio se neutrale, meglio se italiano.

La strana triade in realtà composta da Powell, Sodano, Andreotti ha già mostrato delle crepe, tipo Andreotti che continua a parlare a nome del Governo, quando dovrebbe starsene buono buono in parlamento finché morte non lo colga (il giro di parole serve ad individuare un senatore a vita...)

Insomma Andreotti, stia zitto e non prenda impegni per noi, debbono aver pensato Berlusconi e Bossi, il primo perché pensa che il 13 porti sfiga - in assenza, al solito, di parole chiare e di prese di posizione coerenti del premier dobbiamo attenerci all'arte filo-politologica -; Bossi perché con la nuova legge sull'immigrazione da lui proposta esordire proprio aprendo le porte a questa pattuglia di bombaroli farebbe incazzare - a ragione - qualche buon immigrato marocchino con la coscienza in regola, costretto a lasciare l'Italia a causa della nuova normativa.

Ma non è che gli Usa ed il Vaticano facciano una figura migliore.

I primi pur di raggiungere un successo diplomatico si mettono a decidere per gli altri, per cui l'Afghanistan deve essere liberato da ogni terrorista mentre su quelli altrui purché ci sia qualcuno che se li prenda in casa, va bene.

Il Vaticano, tanto per cambiare, predica in patria e razzola all'estero, proponendo un lasciapassare a persone di dubbia provenienza (non saran terroristi forse, ma quanti innocenti resisterebbero ad un assedio di un mese contro i tank israeliani?) e soprattutto sanciscono che la Basilica di Betlemme è inviolabile, ma qualche palazzina italiana merita di finire sotto tiro (per chi di voi conosce anche solo di nome il Mossad, capirà che dobbiamo attenderci perlomeno un esplosione anche a casa nostra, se accogliessimo la pattuglia...).

Insomma, quello di Betlemme è un vero pasticcio, potenzialmente più esplosivo - si perdoni la parola - del caso Ocalan qualche mese fa, o della fuga dei terroristi che dirottarono l'Achille Lauro addì 1985, terroristi catturati dagli Usa ed affidati all'Italia che se li fece scappare, in maniera ridicola, anzi volontariamente.

Chi avrà messo in testa a qualche genio diplomatico l'idea che l'Italia è il Bengodi dei terroristi?

 

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Mercoledì 08 Mag 2002

Grattacieli e no: come cambia la vita un palazzo...

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Tra qualche tempo sarà necessario riscrivere il rapporto tra l'uomo ed una delle sue invenzioni più sublimi: lo skycraper il grattacielo.

Mai come in questi ultimi mesi a cavallo tra il 2001 ed il 2002 (il vero giro di boa del millennio, secondo i certosini) si sono verificati tanti e tali fatti, tragici alcuni e burleschi altri, da far credere che qualcosa, in quel percorso ideale partito dalla costruzione della torre di Babele (lasciata a metà, già allora si trattava di Grandi Opere...) si sia interrotto per sempre.

L'idea che una costruzione umana, edificata in pietra prima, in vetro e cemento poi, si protendesse a tal punto verso il cielo, fino a quasi sfiorare Dio, è stata da sempre la molla che ha spinto verso l'alto mistici e costruttori alla ricerca di una comunanza spirituale i primi, di profitto gli altri (ma si sa, in certe religioni nordamericane fede e profitto pari sono).

Ma oggi quell'incantesimo si è rotto, quella pulsione religiosa non c'è più, il patto tra il grattacielo e l'uomo si è rotto.

Hanno cominciato i terroristi islamici dell'11 settembre, picchiando con i loro aerei di linea dirottati sui piani alti del World Trade Center a New York, li ha emulati un ragazzino in Florida, schiantandosi con un piccolo aereo da turismo contro gli uffici della Bank of America. E' di poche settimane fa l'entrata del 70enne Fasulo nel Pirellone di Milano, con un Fokker a volo radente fino allo schianto al 26esimo piano della Regione Lombardia.

Non c'è più nulla di magico nello spettacolo architettonico di un parallelepipedo turrito che si staglia sull'orizzonte e vigila, come guardiano, sulle nostre metropoli.

L'uomo rifiuta il palazzone, lo odia come simbolo della stupida opulenza del Golìa moderno, ci si butta contro, per morire e far morire.

La sublime aspirazione dell'uomo di salire al cielo, di avvicinarsi a Dio, diventa più prosaicamente il tentativo di mandarsi al Creatore, lasciandoci le penne.

Lo spunto per questa piccola riflessione mi viene leggendo la notizia di una donna che a Miami ha cercato di suicidarsi buttandosi dal 14esimo piano di un palazzo. La poverina non ce l'ha fatta: si è solo rotta un braccio cadendo su di una panciuta e molle automobile americana; per una volta non ci sono aerei di mezzo ma la lugubre ombra di un grattacielo che aderisce perfettamente alla nera dissolvenza del Signor La Morte - mi si è proiettata innanzi, con forza.

A dire il vero altre riflessioni mi stimola le lettura di quella breve notizia riportata da Il nuovo on line, almeno due:

1) La donna è caduta su un auto, vicino all'auto c'era l'agente Mike Fresco, la donna sarebbe in crisi dopo 7 anni di matrimonio (che originale...), il palazzo era il 14esimo, il doppio di 7. Il Venerdi precedente (giorno sfigato il Venerdi, quaresimale...) la donna aveva ingoiato un tubetto di pillole, senza riuscire nell'intento...Ecco, se io dovessi inventarmi una notizia la scriverei proprio così, ma io non faccio il giornalista in america e poi c'è la testimonianza di Mike Fresco;

2) Mike Fresco dopo aver portato la donna in ospedale ha affermato: "evidentemente non è il suo momento...(ironico) per poi impietosirsi: "ha bisogno di aiuto".

Ok, Mike, buttala dal 28esimo.

 

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Martedì 19 Mar 2002

Sgarbi contro le Iene. Si va dal giudice.

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Una volta i giullari servivano a far divertire il Principe.

Se il Principe non si metteva a ridere per le buffonaggini degli artisti convocati al suo cospetto la fine era certa: i malcapitati venivano decapitati.

In questa semplice assonanza c'è più di una speranza.

La rissa tra Iene e Sgarbi, con intervento del prode Staffelli a parare il colpo, si trascina ormai da diversi mesi: è cominciata con la storia dell'assenteismo (in parlamento), poi quella del pendolarismo (notturno, per musei), quella dello schiavismo (dei custodi, dei musei di cui sopra), per arrivare alla questione Telemarket, la Tv commerciale di opere d'Arte per la quale Sgarbi è un testimonial ed il cui Presidente Corbelli è stato arrestato per truffa. A Sgarbi, per questa vicenda, non sono contestati reati - come neanche nelle altre occasioni - ma solo comportamenti strambi, inopportuni per un personaggio con il suo ruolo al Governo.

Nel corso della polemica che vorrebbe farsi satira - o viceversa - sono volati i seguenti:
da Iene-Striscia a Sgarbi:
drogato
assenteista
pendolarista
impotente
cornuto
opportunista
inopportunista.

Da Sgarbi alle Iene-Striscia:
tapiri
calci
pugni
schiaffi
culattoni
raccomandati
comunisti.

Ora, è evidente che chi semina vento raccoglie tempesta: com'è, come non è, si è arrivati allo scontro dal Giudice. Praticamente ognuno di questi vocaboli vale una potenziale causa: certo Sgarbi - come al solito - esagera: 51 milioni di euro!!! per essersi beccato del drogato tra il serio ed il faceto.

Prepariamoci, la storia sarà lunga: chi vincerà? C'è da scommettere che finirà tutto in niente.

Ormai la polemica è fine a se stessa, l'importante è far chiasso, le due parti in causa fanno tutto per alimentare il teatrino, a favore di audience da parte di Iene-Striscia, a favore di popolarità da parte di Sgarbi, che ci mette un pizzico di delirio estetico, una quota di grasso d'artista pop.

Quando finirà la sarabanda?
Facile a dirsi: quando il Principe si metterà a ridere.

Sarà un'impressione, ma quando, durante le interviste-rissa le parti cominciano ad annusarsi, a matarsi, infine si scagliano l'una contro l'altra si nota una certa goffaggine timida, una certa inquietudine da palcoscenico.

Come pagliacci che entrano in scena per compiacere il Principe, i "nostri", mettono in scena una recita per un solo spettatore: vorrebbero piacere un po' più dell'altro agli occhi del Sovrano, hanno però il timore di risultare inadeguati, di non piacere affatto.

Caro Berlusconi, sei l'unico che può interrompere la gazzarra prima che si distragga un giudice per simili cazzate.

Dì ai tuoi pagliacci che basta, lo spettacolo è finito.

Ed usa il pollice a fin di bene: su o giù.

E se non ti piaceranno non esitare.

Malcapitati, decapitati.

 

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Lunedì 11 Mar 2002

Satira: anno zero.

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Tirato politicamente per i capelli dalla Destra (che lo accusa di essere un militante dell'opposizione) e dalla Sinistra (che cerca di farne un paladino della democrazia contro il regime berlusconiano) Benigni aveva a Sanremo una grossa responsabilità: definire i nuovi confini di intervento della satira, il nuovo ruolo, nella neonata Repubblica del Centro Destra al Governo, della battuta ridanciana a sfondo politico.

L'intervento del comico toscano in prima serata, sabato 9 marzo 2002, era atteso come un pronunciamento delle Nazioni Unite, come un discorso di Bush, come una tetta della Arcuri all'arrivo della primavera.

L'intervento di Benigni ha però sorpreso un po' tutti limitando lo spazio riservato alla politica e lanciandosi invece sul Sesso (letteralmente, quello di Baudo, Arcuri e Belvedere), nella Musica (con una canzoncina sull'amore) e su Dante, citato con un inno a Madonna Vergine.

Lo show di Benigni, coinvolgente ed appassionato al punto di scatenare una standing ovation da parte del teatro Ariston, ha prima commosso poi diviso il pubblico televisivo (20 milioni di spettatori, quasi una finale dei Mondiali...) e la critica.

A tutti è parsa possibile una doppia lettura: la prima conciliante con i suoi nemici, la seconda nel segno della continuità antagonista.

Soprattutto la chiusura dell'intervento, con le esortazioni a Berlusconi affinché faccia tutto il possibile per farci sentire tutti orgogliosi di essere italiani, è subito parso materiale da esegesi nel genere satirico: sberleffo o pacificazione? .Invito ad andarsene dal governo oppure un brandello di fiducia , una nuova delega inaspettata e clamorosa? .

I "maligni" - favorevoli alla tesi della mano tesa al premier - sostengono che, con il film Pinocchio in uscita il comico toscano non possa permettersi di dare troppo contro al padrone dei cinema, delle Tv, delle videocassette, dei supermercati dove vendono i popcorn e la coca cola che bevete guardando le videocassette...e così via....

I "benigni" (scusate il gioco di parole)- i lealisti della satira come arma sempre sguainata contro il regime - parlano invece di provocazione sottile, falsamente ingenua, ricca di carica dirompente proprio perché in grado di arrivare a chiunque, favorevoli e contrari politicamente, dando al Presidente del Consiglio una responsabilità forse troppo alta per lui, che conosce solo l'orgoglio anticomunista.

Insomma, l'Italia si divide in due: Guelfi, che pensano che Benigni si sia venduto a Berlusconi per il suo tornaconto, e Ghibellini per i quali Enrico B. rimane il campione anticonformista di sempre.

E' il momento di contarsi - come diceva la maestra in gita salendo sul pullman - chi di voi è Guelfo, chi Ghibellino?

 

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Lunedì 04 Mar 2002

La colazione? Ma no: è la coalizione

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Non credo di essere il solo a pensare che Rutelli e Fassino siano i nuovi comici della politica.

L'uno - Rutelli - si picchia sulla fronte
"azz...l'opposizione!" e se ne esce con la sveglia che suona per l'opposizione alla manifestazione di Roma (altro che le suoneremo le nostre campane..., qui basta una sveglia da comodino...).

Fassino poi, ha l'aria triste, ma allo stesso tempo comica, di certi caratteristi Guareschiani del dopoguerra: lo Smilzo della Banda di Peppone, il Lungo che se ne sta zitto in un angolo della Casa del Popolo, con il suo cappello floscio, pronto ad entrare in azione quando c'è da spaventare il nemico Don Camillo. Fassino è il KGB dal volto umano.

Mah!

Tra il Verde (ex) Rutelli ed il Rosso (ex?) Fassino la figura del semaforo è la più appropriata, parlando di carisma...tanto il vigile della democrazia non c'è più.

Manco l'Authority sul conflitto di interessi...

 

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Lunedì 04 Mar 2002

Dammi 3 parole: discorsi da leader.

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

"Tireremo diritto", così Berlusconi qualche giorno fa, in uno dei suoi discorsi, puntava la prua della sua Arca delle Libertà (la definizione è mia, n.d.r., se Rutelli me la ruba gli faccio causa...) verso l'ostacolo dell'opposizione piazzaiola di Sinistra, con un chiaro intento di speronamento.

Le orecchie più fini avranno sicuramente riconosciuto, in quella frase perentòria, una similitudine con le traiettorie verbali, oltre che politiche, di quello che è considerato il vero modello politico del Berluska: il Duce, Mussolini.

Infatti non si può non notare come negli ultimi tempi il premier si lanci in proclami sempre più fermi e roboanti, fatti di poche parole ma solide come colonne di marmo antico, con un certo compiacimento per l'effetto incalzante ed ammaliatore che una prosa determinata può provocare nelle orecchie della platea adorante.

Con una malcelata preferenza per la regola del Tre.

E così in un discorso a Manfredonia la legge sulla riforma in bilancio, appena approvata dal Governo, viene definita da Berlusconi "una riforma necessaria, dovuta, improcrastinabile....

Un-due-tre.

Come nel famoso discorso sulla Sinistra portatrice d'Odio i manifestanti vengono visti nelle "piazze che urlano, inveiscono e diffamano".

Un-due-tre.

Come al Congresso della Lega al Palavobis di Milano, ancora la Sinistra viene accusata di non aver fornito, in 7 mesi "un suggerimento di buon senso, un emendamento costruttivo o un consiglio positivo».

Un-due-tre.

Le chiare, fresche, dolci acque del Petrarca sono da sempre il rifugio degli oratori di scarse Lettere e dal naso lungo.

Anche il Duce lo sapeva:

Credere, obbedire, combattere.

 

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Martedì 12 Feb 2002

Sgarbi-Iene: duello continuo per il video bloccato

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Continua la battaglia legale tra Vittorio Sgarbi e Le Iene per la messa in onda del famoso video-rissa dove il sottosegretario prende a calci i tre del Trio Medusa e prende a morsi il microfono.

Dopo un falso allarme - pareva che Sgarbi avesse dato il via libera - il video rimane sequestrato dalla Magistratura, anche se ormai di quella intervista si sa tutto per le anticipazioni trasmesse da Striscia La Notizia e Studio Aperto.

Per chi ancora non lo sapesse la rissa era stata scatenata dalle basse insinuazioni delle tre iene sull'abitudine di Sgarbi di andare in giro di notte per musei con il sorgere di due inquietanti interrogativi:
1)mentre lui è in giro che fa la bella fidanzata Sabrina Colle tutta sola? (facciamo le corna)
2) è giusto far svegliare di notte i poveri custodi per aprire le porte delle pinacoteche a Vittorio? (suoniamo le trombe)

Purtroppo dobbiamo far notare che la polemica dei media si sta spostando sempre più da Sabrina che langue sospirosa ai custodi che sbadigliano a mezzanotte e passa.

Come sempre avviene il potere, qui in Italia, nasconde le storie di letto dei politici e fornisce un problemino sindacale con il quale distrarsi in nome del popolo operaio.

Non credo che la storia dei custodi tirati giù dal letto possa appassionare il volgo più di tanto. Quindi protesto: ci stanno rubando un argomento boccaccesco non da poco!

A meno di non trastullarsi con un topos del cinema italiano dei cosiddetti Bmovies: la bella & bona che pur sposata con un ricco e potente se la fa con la manovalanza.
Quanti ministri, generali, professori, chirurghi sono stati aggirati in camera da letto, nelle sceneggiature triviali dei mitici '70, da imbianchini, idraulici, soldati semplici pronti a scappare dalla finestra con le scarpe in mano e le brache in vista.

Ecco, funziona: immaginate la scena del film Il Custode dove l'onesto suddito della sovrintendenza viene svegliato da una telefonata in piena notte: è il sottosegretario che vuole visitare il Museo. Il nostro deve andare ad aprire le sale, scende dal letto, sbuffa, smoccola e tira pure una ...........
Che c'è caro?, dice la flessuosa mora al suo fianco, seminuda, coperta solo da un lembo di lenzuolo.
Lui: E' quel coglione di tuo marito:, dice il nostro eroe in canotta, vuol vedere se passano ancora le corna dalla porta .
Inizia una musichetta ruffiana, passano i titoli iniziali del film. Attori: il custode Renzo Montagnani, la fidanzata è Gloria Guida, il sottosegretario Mario Carotenuto...
...così c'è pure la rima.

 

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Domenica 27 Gen 2002

Niente sesso. Vado al museo.

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Le Iene e Sabrina Colle: croce e delizia per Vittorio Sgarbi.

Le prime, sotto le poco mentite spoglie dei tre del Trio Medusa, sono una spina nel fianco dell'intellettual sottosegretario; già mesi orsono andò in onda una scazzottata tra i tre intervistatori demenziali ed il professore, accusato tra il serio ed il faceto di assenteismo parlamentare. Il tutto di fronte alla bella Sabrina che strizzava l'occhio alla telecamera.

La stessa fidanzatina di Vittorio Sgarbi sembra una involontaria dispensatrice di ridicolo per il suo uomo: leggendaria una sua intervista in cui - letteralmente - non si strappava le vesti davanti alle capacità amatorie del pallido neo-Vate italico (dopo Dannunzio e Buzzanca, direi, il maschio viril-cortese più rappresentativo del nostro secolo...)mettendo in dubbio il suo rendimento a letto.

Adesso Iene-Colle fanno addirittura l'accoppiata e, partendo dalle confessioni della fidanzatina sulle peregrinazioni notturne nei vari musei di Vittorio, il Trio Medusa ha imbastito la solita mini-bastarda-inchiesta e si è domandato: "se Sgarbi di notte va al museo, Sabrina chi se la tromba?".

Di fronte all'assalto il professore se l'è cavata da par suo: calci al cameramen, insulti ai tre Medusa. Inoltre è intervenuto l'avvocato ed il video è stato bloccato con richiesta di risarcimento per il professor-onorevole-sottosegretario.

Lo scontro Iene - Vittorio Sgarbi sta diventando uno dei punti caldi del rapporto tra satira e potere politico in Italia, con la crescente voglia di censura della Destra al potere e la voglia di esser censurati della Sinistra all'opposizione (siamo di fronte ad una Sindrome?).

Dopo Luttazzi-Berlusconi e Ventura-Gasparri ci troviamo di fronte all'ennesimo scontro da uninominale secco: da che parte stare? Dalla parte dei bersagliatori o dei bersagliati?

Mi sa che apro un forum.

Mentre il paese si divide a metà due dubbi ancora mi tormentano:

dubbio 1: ma tra le Iene, Sgarbi e la Colle chi ci è e chi fa?

dubbio 2: ma la -...(bip)... - di Sabrina Colle che c'entra con la satira?

 

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Martedì 08 Gen 2002

Cicciolina torna in politica. Polemica hard

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Miss Ilona Staller, dopo la parentesi della politica italiana dove fu eletta al Parlamento Italiano nelle liste del partito radicale italiano, ci riprova. Questa volta l'ex pornostar già famosa per le sue performance in "Banane e Cioccolato" e "Moana e Cicciolina Trans" - solo per citare i film che ho visto in prima persona (l'importanza delle fonti, cari giornalisti...) - si candida nel suo paese d'origine: l'Ungheria.

Ma sono già sbocciate polemiche sul suo passato nel paese: il giornale conservatore Magyar Nemzet la accusa di essere stata una spia comunista quando, giovanissima, la ragazza serviva come cameriera ai tavoli di un locale di Budapest.

Ma Cicciolina respinge le accuse: "''Non ho fatto rapporti ai servizi, ma abbiamo chiacchierato qualche volta''.

Credo che la procace Ilona non abbia capito bene.

La domanda non era "ha avuto rapporti con i servizi"?

Daltronde sui suoi rapporti il mondo è al corrente da tempo: con persone, cose, animali. Un comunista in più o in meno chi volete che se ne curi...

 

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Domenica 30 Dic 2001

Sgarbi in Afghanistan: governo ladro?

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Il prode Vittorio, sottosegretario ai Beni Culturali con fidanzata al seguito, è l'avanguardia politica della missione italiana in Afghanistan.

Le cose non sono partite benissimo, dato che l'aereo con la delegazione ministeriale e con i primi ufficiali ha rotto un motore ed ha dovuto fare scalo in Oman.

Se il buongiorno si vede dal mattino...

Un episodio del genere, consolidando l'immagine povera di un'Italia con le pezze al culo e le scarpe di cartone, avrebbe scoraggiato il sottosegretario più interventista.

Ma non il prode Vittorio che, glissando sul motore in avarìa e sugli incerti destini dell'esercito italiano in Asia si è detto entusiasta perché Berlusconi gli ha dato un compito di primaria importanza: "Vittorio, recupera il recuperabile".

L'ordine fa riferimento al patrimonio artistico dell'Afghanistan: Sgarbi comincerà visitando la famosa vallata con le statue di Buddha distrutte dai talebani e farà una capatina al Museo di Kabul.

Ma una frase come quella di Berlusconi starebbe bene in bocca al Napoleone della Campagna d'Italia oppure ad Adolf Hitler, durante il sacco di Parigi da parte dei nazisti.

Data la sua immagine (assai deteriorata) sulla questione dell'appropriazione indebita, Berlusconi dovrebbe astenersi dal dare simili indicazioni ai suoi scudieri.

E se sparisce qualcosa dall'Afghanistan? Daranno la colpa all'Italia?

 

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Domenica 09 Dic 2001

Ci sarà un giudice a Bruxelles?

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Bossi, il leader della Lega, ha spiegato al popolo dei suoi sostenitori perché il Governo si ostini tanto a non accettare l'irrigidimento delle regole europee sul mandato di cattura internazionale.

Per Bossi tutto nasce dall'esigenza di difendere il popolo padano, milanese in particolare, dall'ingerenza dei giudici comunisti belgi.

"Non consegnerò mai un cittadino padano ai magistrati europei", ha tuonato Bossi, per poi aggiungere "un cittadino, magari di Arcore...", con evidente riferimento al Berluska ma poi, "odorando" che il popolo aveva bisogno non del caso esemplare ma di un bozzetto lumbàrd ha corretto: "non consegnerò mai un operaio della Bovisa ai giudici di Forcolandia - che starebbe per Eurojust - per di più comunisti!!!".

Ecco qua un'altra figurina che mancava, dopo la casalinga di Voghera, ad esemplificare il buonsenso mediano dell'Italia che lavora e un po', di quel che succede nel mondo, non ci capisce una fava: l'operaio in tuta blu, figlio di un'industria che non c'è più.

Umberto Bossi, facendo leva sulle sue qualità retoriche, ha evocato un lavoratore in tuta sporca, sigaretta e voce di catarro (Alfa Romeo, Giancarlo Giannini o giù di li...) in un quartiere (la Bovisa) con più islamici che saldatori di razza, equiparandolo alle delinquenze di Al Qaeda (da cosa dovremmo proteggere il Cipputi in tuta blu, se non dalle incursioni di una legge fatta apposta dopo l'11 settembre per catturare i terroristi?) e che sogna così, tanto per fare, di tanto in tanto, di commettere qualche reato di corruzione e farla pure franca.

Ma davvero l'operaio della Bovisa dovrebbe preoccuparsi dei giudici di Bruxelles?

Oppure è veramente solo Berlusconi che si nasconde?

Inutile però prendersela con Bossi che fa confusione: non era forse chiaro lo slogan di Berlusconi in campagna elettorale?: un presidente operaio?.

Diavolo di un imprenditore.

 

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Venerdì 30 Nov 2001

I rischi della clonazione. Ma dove sta il pericolo?

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Tutti i maggiori centri di potere mondiale: George Bush, il Vaticano, l'Unione Europea - in stretto ordine di rilevanza - bocciano le ricerche della società americana ACT la quale lavorando sulla generazione degli embrioni, ha annunciato al mondo di poter clonare l'uomo (Si-può-fareeee! Urlerebbe Gene Wilder...).

I grandi dubbi che si pongono sono questi; uno è di ordine morale ed uno di ordine politico:

1) E' giusto creare e poi uccidere un embrione per scopi di ricerca? Può l'uomo creare l'uomo e poi ucciderlo?
2)Come controllare il proliferare di embrioni-uomini-artificiali? Se uno scienzato pazzo - scusate la banalità - avrà il potere di creare orde di uomini partendo da embrioni tutti uguali e programmati - potrà controllarne pensieri ed azioni, avendo a disposizione un esercito di imbecilli pronto a tutto.

Sono due interrogativi enormi che ognuno di noi deve risolvere in coscienza, io dico questo:

a) Voglio sapere come la pensa bin Laden.

b) La grande questione è se un embrione è una vita o no, da quando cessa di essere embrione (tre secondi, un minuto, due giorni, etc.)e diventa una vita? E soprattutto c'è qualcuno che rimane embrione tutta la vita?
Sulla natura umana dell'embrione, su questo cavillo filosofico- biologico nasce la divisione tra Guelfi - i cattolici - e Ghibellini -gli scienzati -, un po' come quando partisan ed eretici cristiani subito d.C. si massacravano in una guerra fra sette ideologiche ed organizzavano un paio di scismi inseguendo l'evoluzione solido-gassòsa del figlio di Dio (è uomo? è spirito? un misto?).
La mia previsione è che sulla questione vinceranno i cattolici, data la miglior abitudine alle dispute bizantine.
Se poi bisogna decidere se è giusto uccidere l'uomo dopo averlo fatto nascere beh, qui ce ne corre di roba...

c) La storia dello scienzato pazzo o simili è interessante, vediamo di immaginare qualche scenario apocalittico, non so tipo un beduino con un fazzoletto in testa che riesce a costruirsi un esercito di terroristi programmandoli a leggere in un certo modo il Corano ed ad un cenno - magari criptato su un sito porno - riesce a scagliare molti di essi con aerei di linea sopra alcuni palazzi;
un altro scenario possibile è che alcuni politici, in combutta con alcuni miliardari multinazionali, decidano di imporre la loro egemonia sul mondo globalizzato programmando i consumatori ad amare gli stessi film, gli stessi panini, la stessa Coca Cola, uccidendo le differenze in nome del libero mercato ed accentrando il profitto e la produzione in un sistema chiuso di realtà potentissime militarmente ed economicamente;
la cosa peggiore poi - ma non voglio neanche pensarci - è che in paesi come l'Italia venga eletto un imprenditore con 3 televisioni perché non c'è niente di meglio.

Si, ecco, beh...ma c'è da fare tutto 'sto casino per una clonazione?

 

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Giovedì 29 Nov 2001

Aiuto! Gli alimentari!

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Ancora una volta gli americani-realtà battono la satira-finzione.

Un aereo Usa dedicato al lancio di aiuti umanitari in Afghanistan ha centrato, con una cassa di alimentari e coperte, una donna ed un bambino, uccidendoli.

Questa notizia ha un potenziale comico e tragico allo stesso tempo, da sola vale mille vignette, cinquanta spettacoli di cabaret.

Il tono tragi-comico della questione viene ovviamente amplificato dagli spokesmen del Pentagono che si trincerano nell'ottusità delle dichiarazioni di rito: "Gli USA sono molto addolorati. Si fa presente che molto tempo e attenzione sono dedicati alla scelta dei luoghi ritenuti idonei a ricevere gli aiuti umanitari".

Insomma viene voglia di dirgli grazie due volte: una per l'errore ed uno per la cura che ci hanno messo nel compierlo.

Ho un solo dubbio: che non si tratti di un incidente.

Gli americani si sa, preferiscono dirsi fessi che bastardi: all'inizio della guerra hanno centrato tre volte - ufficialmente per sbaglio - un deposito della Croce Rossa; in realtà forse lì si celava un centro logistico Taliban ma guai a sputtanare la Croce Rossa. Ancora, a Belgrado, durante l'attacco al regime di Milosevic, fece scalpore il bombardamento dell'Ambasciata Cinese; ufficialmente uno sbaglio colossale ma i bene informati sussurrano che da lì operasse l'intelligence jugoslava, ben coperta dal regime di Pechino, insomma guai a sputtanare i cinesi.

Ma chi volevano colpire i top gun USA buttando quella cassa dall'alto?

Ma che domande: una delle figlie di bin Laden, una di quelle date in sposa ora al mullah, ora al Fratello Terrorista Musulmano, ora a tutti e due per cementare i legami in Al Qaeda.

Le figlie dello sceicco con i loro matrimoni, spesso smentiti, sono in assoluto la miglior barzelletta di questa guerra.

Ma sono anche un bersaglio per i pignoli militari USA, pur nel rispetto delle regole della cavalleria militare: "una donna non si tocca nemmeno con un fiore".

Meglio una cassa da un quintale.

 

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Martedì 27 Nov 2001

Stupro alla texana

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

La Corte di Cassazione, ha ribadito la sentenza di colpevolezza per un marocchino accusato di violenza sessuale.

Quest'ultimo aveva fatto ricorso sostenendo di non aver commesso lo stupro perché la donna in questione, in quel momento, indossava i Jeans.

La Corte ha sentenziato che (riporto in virgolette): "i jeans indossati da una donna non sono una causa sufficiente a escludere il reato di violenza sessuale, specie se la paura della vittima di subire altre violenze da parte dell'assalitore determina la possibilità di sfilare più facilmente i pantaloni." (chiudo le virgolette).

Bene, direi che si tratta di una sentenza storica per tutta una serie di motivi:

1) Che cazzo vuol dire? Cioè, non si capisce. Almeno io non capisco: specie se la paura della vittima porta a sfilare più facilmente...boh! Incomprensibile, ma chi la scritta? Il marocchino di cui sopra?

2) Pur parlando di Jeans per una volta tanto la decisione storica non l'ha presa la Corte Suprema Usa bensì la Corte di Cassazione che sta a Roma Centro.

3) Sempre con riferimento al punto 1) deve trattarsi di una Sentenza Storica, deve in qualche modo segnare uno spartiacque nella condizione delle donne (specie marocchine), dovrà incorporare in sé il riscatto dopo anni di umiliazioni della società, insomma deve...insomma vorrà significare qualcosa: "in sé non significa che si toglie i pantaloni piu facilmente perché sono Jeans...insomma, boh, qualcosa di storico vorrà pur dire.

4) Proviamo a rimontare la sentenza:"la presenza dei jeans abbottonati (o sbottonati?) non esclude lo stupro anzi, lo facilita, almeno i Jeans stretti...niente non ce la faccio, rinuncio...sarà che è sera tardi.

Insomma, mi sa che lui l'ha stuprata, o ha tentato di farlo, ma essendo ubriaco s'è dimenticato di toglierle i pantaloni (jeans)e l'ha fatto sopra il Denim, in più la donna non ha chiamato la polizia un po' perché gli extra-comunitari sono un poco discriminati (come dice la cassazione) un po' perché se già non si capisce un cazzo di come scrive la Cassazione figuriamoci se ci basavamo sul rapporto della Questura.

 

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Domenica 25 Nov 2001

Cossiga ed il blocco del PC: lui scrive a Bill Gates

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Il più funambolico, imprevedibile, ambiguo dei politici italiani, Mr Francesco Cossiga, ha scritto una lettera pubblica a Mr Bill Gates, proprietario di Microsoft per un malfunzionamento del nuovo sistema operativo Windows XP.

Tutti i computer del suo ufficio sono bloccati.

Proviamo ad immaginare la risposta di Mr Bill Gates:

a) Dear Mr Kossiga, "boia chi molla"(supponendo che Gates, informandosi frettolosamente da qualche suo amico della CIA, sospetti il Cossiga di simpatie nostalgiche).

b) Dear Mr Cossiga, che succederebbe se tutti italian citizens le scrivessero per un semplice malfunzionamento del suo sistema politico? (uhm...Beh, domanda interessante...la paralisi della posta, I suppose)

c) Dear Mr Cossiga, I know your celebri sassolini da togliere dalla scarpa, maybe qualcuno è finito nella cache(l'impallamento della memoria di Windows è l'opzione più probabile se nei file di Cossiga ci fossero tutti i misteri della politica italiana).

 

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Domenica 11 Nov 2001

Osama se la ride: buonumore nell'intervista segreta

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Nell'ultima intervista rilasciata da bin Laden al suo giornalista preferito, il pakistano Hamid Mir, lo sceicco si è lanciato in minacce di ogni genere: la bomba atomica, la guerra chimica, i bambini americani (Osama: i bambini non dovevano morire sotto le torri, che ci facevano lì? Oppure la classica battuta spregiativa: questa cosa è talmente semplice che la capisce anche un bambino americano...).

Ma oltre alle parole dure Osama si è anche lasciato andare, due volte si è messo a ridere.

La prima quando il giornalista gli ha chiesto: è vero che lei ha sposato la figlia del mullah Omar? Non è vero, ah ah ah.

La seconda alla domanda: le ha mandate lei le lettere all'antrace? Ha detto di non saperne nulla e giù a ridere, ah ah ah.

Confesso che comincia a sfuggirmi qualcosa su questa guerra.

Ma forse è solo un problema di traduzione dall'arabo al pakistano all'inglese.

Sia per il video-rivendicazione che per quest'ultima intervista molti giornalisti ed addetti del Pentagono hanno invocato un problema di traduzione.

Il portavoce del Ministero della Difesa Usa, relativamente alla minaccia di Osama di usare le armi nucleari ha detto: "stiamo studiando le dichiarazioni, forse c'è un problema di traduzione, non confermiamo ancora il possesso dell'arma atomica".

Ma che può aver detto bin Laden che possa sconcertare gli americani? Proviamo ad indovinare:

1) Se gli americani SUONERANNO LE LORO CAMPANE anche noi suoneremo LE NOSTRE CAMPANE, le abbiamo anche noi (ma che se ne fa un arabo delle campane?)

2) Se gli americani CONTINUERANNO A GETTARE PACCHI DI VIVERI pieni di salame e bourbon anche NOI tireremo loro PACCHI DI VIVERI pieni di cibo offensivo, li abbiamo anche noi (ma cos'è che un americano medio si rifiuterebbe di mangiare? Deve essere veramente letale...merda?)

3)Se gli americani BLOCCANO I MIEI CONTI IN SVIZZERA, anch'io bloccherò i LORO CONTI IN SVIZZERA, i bancari li abbiamo anche noi (questa a dire il vero è la minaccia più vaga, anche se è difficile immaginare qualcuno di più scortese di un bancario arabo, che vive in Svizzera, poi).

 

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Domenica 11 Nov 2001

La guerra diventa cosa poco seria

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Due mesi dopo l'11 settembre la tragedia sta assumendo proporzioni più consone alla Commedia Umana.

Te lo do, non te lo do (bin Laden)..

Due anni fa il mullah Omar stava per consegnare Bin Laden a Washington ma poi quello ha fatto l'attentato in Somalia, gli Usa hanno bombardato l'Afghanistan e Omar - ci scusi la confidenza - ha cambiato idea, ovvero una volta che i buoi sono usciti dalla stalla tu che fai? Ti ci chiudi dentro.

La sposo, non la sposo. Te la do, non te la do (mia figlia).

Nella sua recente intervista al giornalista pakistano Hamid Mir, Osama ha mostrato di saper spaziare, in un'intervista alla Sabelli Fioretti, dalle cose serie - il nucleare - al faceto: è vero che ha sposato una delle figlie di Omar oppure il contrario, cioè che Omar ha sposato una figlia sua? (che razza di domanda, poi...magari ognuno ha sposato la propria di figlia, no?). Mr Laden si è messo a ridere ed ha smentito.

Neanche questo è dato sapersi a noi occidentali affamati di notizie?

Ci vado, non ci vado (a Kabul)

L'Alleanza del Nord sta avanzando verso Kabul ma Bush e Musharraf il Pakistano ci hanno ripensato, fermatevi nei dintorni della capitale, dicono, non entrate.

Altrimenti si crea il caos, i fondamentalisti pakistani si incazzano un altro po' e poi a pensarci bene, anche i mujaeddhin sono delle teste calde.

Sono gli stessi drammi strategico-politici che avevano attanagliato Bush padre che decise di non entrare a Baghdad durante la crisi del Golfo. Solo che Bush jr è già nelle pesche dopo un mese di guerra, figuriamoci fra due.

Si ha l'impressione che a dispetto dei proclami imperituri - Guerra Santa, Libertà duratura - i protagonisti di questo conflitto mostrino una naturale predisposizione al ridicolo.

Un po' di rispetto per la guerra, per favore.

 

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Martedì 16 Ott 2001

La lunga marcia: pacifisti in crisi di identità

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Il mullah Omar, complice conclamato di Osama Bin Laden nelle scorribande terroristiche è un teologo dell'Islam, uno che si interessa di teologia. Non è una vera e propria guida nella gerarchia clericale islamica, ruolo storicamente riservato agli Imam, eredi spirituali del Profeta Maometto.

Khomeini era un vero Imam, c'è un Imam bellicoso anche a Porta Palazzo che infiamma con le sue prediche i musulmani di Torino, l'Islam è pieno di Imam.

Ma Omar è solo un mullah che in alcuni vocabolari viene definito come il corrispondente di un prete di campagna nella civiltà islamica.

Un po'come se da noi il prete di Vimercate si mettesse a far politica con Bossi e marciasse verso Roma incendiando il Colosseo

Nello scontro finale tra Oriente ed Occidente siamo in debito di personalità spirituali bellicose. In grado di infiammare il popolo e di marciare verso la Guerra Santa.

I nostri parroci, con un maggior senso della misura, si limitano a marciare da Perugia ad Assisi invocando la pace nel Mondo, mischiandosi con politici dalla popolarità in picchiata e lanciando l'operazione Utopia Duratura che conta anche sull'appoggio dei giovanotti no global, Casarini ed Agnoletto in testa.

Il Pacifismo Globale, così come lo conosciamo dal Dopoguerra ad oggi vive forse il suo momento più difficile, sincretico con il fondamentalismo orientale più che il declino spirituale dell'Occidente, con il suo misto di chierici e mangiapreti, intellettuali e sfaccendati da case occupate.

Dopo il sussulto violento di Genova il pacifismo ha perso la sua innocenza e gran parte della sua audience.

Bush odia i pacifisti, il Papa non ha più l'entusiasmo di un tempo, anche il mullah Omar e Bin Laden disprezzano i portatori di pace, che non son buoni di caricare un kalashnikov.

Nessuno li ama più.

Consoliamoci, forse sono manovrati dalla CIA.

 

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Domenica 14 Ott 2001

Dio e Berlusconi. Il dramma di essere fraintesi

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Dio e Berlusconi hanno lo stesso problema, la mala interpretazione delle loro parole.

Dio dice: uomini, non dovete fare la guerra in mio nome, nel Corano non c'è una sola parola contro la vita...

Ma i teologi, gli studenti del Corano e simili dicono: Sia la guerra, in Suo nome, guerra santa: Jihad contro gli infedeli.

Berlusconi invece afferma a Berlino: La civiltà occidentale è superiore a quella islamica ed è normale che cerchi di conquistarla con la forza.

O meglio, questo è ciò che riportano i giornalisti presenti perché Berluska ha smentito tutto, dicendo che quelli della stampa lo hanno male interpretato.

Lui non ha detto niente di simile e per rimediare al pasticcio internazionale ha invitato a Palazzo Chigi tutti gli ambasciatori dell'Islam.

Non per scusarsi dice, dato che lui non ha mai detto quelle cose, ma allora perché li ha invitati.

Cos'abbia veramente detto Berlusconi non si sa ma il dramma è un altro:

che Dio parte in svantaggio, perché non può smentire ciò che dice.

 

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Domenica 07 Ott 2001

Grande Ritornello 2

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Alé, si ricomincia. Lo show più famoso della real TV torna ad appassionare i telespettatori, in attesa fremente dei bombardamenti americani in Afghanistan.

Quest'anno il GF2 è partito un po' in sordina , proprio grazie alla tragedia di New York e Washington e a dire il vero rispetto alla prima edizione pare aver perso un po' di smalto.

Un po' sarà la mancanza di novità, un po' i personaggi paiono meno interessanti dei protagonisti dell'anno scorso.

Dove quelli, infatti, apparivano schietti e peccavano solo di una dilettantesca manìa della recita, questi sono taroccati fino all'inverosimile, si atteggiano oltre ogni misura, sbracano a comando.

Per la prima edizione qualche intellettuale si scomodò al paragone con la Commedia Umana di Balzac, quest'anno, al massimo, siamo dalla parte della Tragedia Estetica dei Vanzina .

Trucco che cola, gergo giovanottardo, tatuaggio d'ordinanza, volgarità di maniera e l'aria della mediocrità che incombe su tutti quanti.

Taricone, Salvo, Marina, Lorenzo e gli altri della edizione numero 1 potevano godere dell'innocenza della prima volta, parevano presi veramente dai bar, dal negozio, dalla strada mentre questi ultimi, falsi come l'ottone, sembrano uscire da una retata nella stessa discoteca di provincia.

"Ti trombo qua, ti trombo là", ecco il leit motiv dell'edizione che, c'era da giurarci, può sperare solo nell'orgia per superare il deja vu . Solo una scopata collettiva potrà soddisfare le ambizioni degli autori e la voglia di identificazione di questa gioventù da spiaggia che ci ritroviamo in TV: Mascia, Tati e Mathias, l'unico nero che non tromba.

L'uomo è debole, speriamo nella Gialappa's.

 

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Sabato 06 Ott 2001

Cherchez la Femme

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Per spiegare la crisi islamico-occidentale seguita all'attentato al World Trade Center ed al Pentagono i commentatori di tutto il mondo si affannano ad aggiornare le analisi geo-economico-politiche che vedono al centro il solito petrolio o altri idrocarburi (ad esempio il gas).

Il Pakistan sarebbe strategico perché crocevia territoriale, potenzialmente riempibile di oleodotti o gasdotti fino all'Oceano Indiano.

Tutte balle.

Quando gli uomini danno di matto ed alzano la mano l'uno sull'altro, in qualche modo - parafrasando un proverbio cinese prima ancora che la regola numero 1 dei gialli letterari - la colpa è sempre delle donne.

Omero non era un fesso e, per dare senso alla prima carneficina della storia (Greci contro Troiani), accusava lo stolto desiderio di Paride per la bella Elena che fece scorrere sangue a fiumi in anni in cui non si vedeva una tanica di benzina in giro.

I kamikaze islamici vanno a morire per Allah ed il Paradiso ove gli si promette il riparo di frasche ombrose ed il conforto di 72 vergini e potete immaginare quanto l'ombra, in questo caso, rappresenti un richiamo trascurabile.

Bin Laden poi, alto un metro e novanta dallo sguardo dolce e dalla voce pacata, è già entrato - c'è da giurarlo - nelle fantasie erotiche di molte donne occidentali - orfane di un bell'harem islamico.

Se le donne lo amano egli ama essere amato e quindi, se mi passate il sillogismo, pur di farsi notare butterebbe giù due torri intere.

Infine la questione afghana è in gran parte data dalla discriminazione sociale delle donne locali, costrette a portare il Burkha, un manto che le copre dalla testa ai piedi. Se gli occidentali decideranno di morire per l'Afghanistan lo faranno anche - sobillati dal coraggio delle idee più che dalle loro mogli - per liberare le donne afghane dal giogo dell'integralismo più retrivo.

E già immagino il buon soldato americano John Smith che, come il nonno regalava stecche di cioccolato alle ragazze nella Napoli liberata dai nazisti, si batterà fino all'ultimo per sfilare sorridente nelle strade di Kabul, scoprendo i veli delle donne afghane (sic!) pur di fare amicizia.

 

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Domenica 09 Set 2001

I buoi di Berlusconi in fuga

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Quando i potenti entrano in campo per rassicurare il popolo in preda al terror panico il sospetto è dietro l'angolo: il sospetto che le cose possano solo peggiorare .

Tutti ricordano il famoso appello contro la svalutazione della lira di Amato, 24 ore prima che la lira svalutasse per ordine dello stesso dottor Sottile che si fece notare anche per aver imposto una tassa patrimoniale a lungo smentita nelle interviste.

Quando il potente scende in campo, di solito, è già impotente ed il suo intervento è una lugubre annunciazione del disastro che incombe, condito da un pizzico di senso di colpa.

Ecco perché l'intervento di Berluska - alla Fiera del Levante di Bari - quando ha invitato i risparmiatori in fuga dalla Borsa a mantenere saldi i nervi ed i titoli nel portafoglio - appare sinistra ed intempestiva: "credo che tutti devono (semmai debbano) tenere nervi saldi, non si devono scambiare gli alti (??????????) ed i bassi della Borsa con la consistenza delle aziende etc etc..

Ma, caro Berlusconi, chi doveva vendere ormai ha venduto , i buoi, come si suol dire sono scappati dalla stalla ed a piangere sul latte versato sono rimasti gli azionisti terrorizzati che a vendere adesso ci rimetterebbero la camicia. I ribassi in Piazza Affari degli ultimi giorni sono causati dai corvacci della speculazione che giocano al ribasso, non dal popolo risparmiatore che si guarda bene dal buttare tutta la carta straccia nel cestino.

Il Parco Buoi, insomma, è vuoto e desolato e Berlusconi predica nel deserto (per parlare con gli speculatori, poi, basterebbe una telefonata).

Anzi, visto il personaggio si può parafrasare Fox clamantis in desertum , data l'innata furbizia che porta a temere il solito conflitto di interessi: prima o poi il Presidente del Consiglio dovrà rifilare un po' delle sue proprietà al mercato a prezzi migliori degli attuali ed il contemporaneo intervento in TV del rubicondo ministro Martino sull'argomento sembra confermare l'idea di una combutta; dice -lapalissianamente - il ministro di Forza Italia: "il mio consiglio agli italiani è il seguente, comprare quando tutti vendono".

Con il necessario corollario che i politici, solitamente, vendono quando tutti comprano.

 

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Martedì 28 Ago 2001

Bombardamento di sigle in Palestina

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

La recente escalation del conflitto tra israeliani e palestinesi, culminata con l'uccisione di Abu Ali Mustafa, leader del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina durante un bombardamento aereo, mette in evidenza, per il grande pubblico, come Arafat non sia l'unico leader palestinese che controlli la resistenza verso Tel Aviv.

Dopo essermi scusato con voi per avervi chiamato grande pubblico, vado avanti.

In poche parole se dovessero fare fuori Arafat (c'erano quasi riusciti qualche anno fa in trasferta, a Tunisi) gli israeliani farebbero solo una piccola parte del lavoro perché gran parte della popolazione dell'Intifada viene mossa da altri leader, da altre sigle.

Il defunto Abu guidava il FPLP che sta per Fronte Popolare di Liberazione della Palestina.

Poi c'è l'OLP che sta per Organizzazione per la Liberazione della Palestina che è guidata da Arafat (e che, ovviamente, è divisa in correnti).

Il FDLP è il Fronte di Liberazione della Palestina. Non so chi la guida e non mi interessa.

L'ANP ha solo tre lettere e quindi credo sia fra le più importanti. E' l'Associazione Nazionale della Palestina e presumo che contenga rappresentanze delle sigle precedenti.

Le organizzazioni terroristiche invece, di ispirazione confessionale, non usano le sigle ma i nomi più evocativi di Jihad, Al Fatah, Hezbollah.

I romani insegnarono al mondo intero il principio del Dividi et Impera ed ai loro tempi usarono questa strategia per tenere sotto il loro piede le varie tribù israelitiche prima della Diaspora.

I palestinesi, da popolo senza identità quali sono, non imparano dalla storia e recitano la parte degli ebrei prima della Diaspora.

Gli israeliani ci marciano sopra, ed il Mossad (il controspionaggio con la Stella di Davide) è famoso nella costruzione di una rete di spie e delatori per mettere zizzania e divisioni tra i palestinesi.

Il senso grottesco della situazione mediorientale fu colto, con effetti fulminanti, dai Monty Phyton nel loro film del 1979, Brian di Nazareth, che raccontava la vita di un contemporaneo di Gesu Cristo nella Palestina sotto il dominio imperiale di Roma.

Vi rimando allo script del film.

Un giorno mi verrà voglia di tradurlo. Consiglio comunque il film su DVD.

 

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Venerdì 03 Ago 2001

Si uniscono i due portali dal volto umano

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

Dopo l'affaire Pirelli-Telecom un'altra M&A (fusione con incorporazione, detta altrimenti acquisizione) ravviva una Borsa giù di tono da un po' di tempo.

Dada si è comprata Clarence.

Supereva & Clarence da oggi girano a braccetto. Sono fatti l'una per l'altro. Si divideranno le ricchezze di casa.

A ben pensarci l'unione era inevitabile dato che erano gli unici portali a scegliere come simbolo una figura umana, una bella morettina, la mitica Eva (o Super Eva?) per Dada ed un simpatico angelo bislacco, con berretto, nasone e l'aria da ubriaco, per il portale della satira Clarence, inventato da alcuni redattori di Cuore.

Due figure umane contro una concorrenza di ranocchi verdi, cani neri, Y e V panciute.

Da oggi il futuro è più roseo e divertente.

Clarence porterà in dote autori geniali e una biblioteca di "svanziche" digitali, Supereva metterà di suo un esercito di guide, 500, esperte di tutto lo scibile.

Io comunque l'avevo previsto, me lo sentivo...

Ehi, mi raccomando...non cominciamo a parlare di tagli, eh...di satira non ce n'è mai abbastanza.

 

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Domenica 17 Dic 2000

Della necessità di una satira contro i cantanti pop

Categoria: Z - Amarcord, quando ero una Guida Supereva

 

I musicisti italiani, gli idoli del pubblico giovane, vivono scortati da una sorta di immunità. I media (giornali, radio, Tv) li ascoltano e li rappresentano con un misto di curiosità e riverenza, non osando criticarli, per evidente paura di incorrere nel disprezzo dei loro fans. Eppure i cantanti hanno oggi un ruolo che va al di là dell’intrattenimento: sono dei veri e propri maitre a penser, degli opinion leader o per dirla in italiano, anche loro ogni tanto la sparano grossa, come gli anchor man, come i calciatori di serie A, come gli uomini politici quando prendono posizione su questioni di interesse nazionale.

Prendiamo Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, in religione Jova. I suoi appelli a sostegno di Jubilee 2000, la campagna per l’annullamento dei debiti di alcuni paesi poveri, lo hanno portato alla ribalta della politica estera italiana, per non parlare delle sue prese di posizione pacifiste ed anti-interventiste ai tempi della campagna di bombardamenti sulla Serbia (espresse con la famosa canzone “il mio nome è mai piu”, cantata a tre voci con Piero Pelu e Ligabue). Il ruolo politico di Jovanotti, grazie al tam-tam dei mezzi di comunicazione, è evidentemente ben piu importante di quello di molti parlamentari regolarmente eletti (e pagati) e le sue dichiarazioni assumono ben maggiore rilevanza di quelle, putacaso, di un Roberto Barbieri (democratico di sinistra), o di un Nicolò Cuscunà (Alleanza Nazionale) qualunque. E va da sé, ovviamente, che quello che dice Jovanotti sia criticabile, anche se espresso in nome dei sentimenti migliori.

In fondo non tutti sono d’accordo nell’eliminare il debito al Terzo Mondo (beh, insomma, qualcuno dovrà pur pagare, cioè i contribuenti) e così nemmeno molti erano d’accordo sul fatto che Milosevic potesse essere fermato con un giro di basso e batteria. Eppure non si è vista una vignetta in tutti i giornali del regno. Il buon Lorenzo è solo un esempio di come nel nostro paese sia necessario un “manifesto per la satira contro i musicisti”: è cioè l’obbligo, per una migliore e piu costruttiva satira nazionale, che quest’arte non si incarognisca solamente contro i soliti noti, i Berlusconi, i Rutelli, i Bossi, i Veltroni, ma prenda di mira anche i nuovi esponenti della retorica nazionale, i cantanti pop. Tanto loro mica se la prendono.

 

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