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	<title>Jonkind</title>
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		<title>Movie stars life don&#8217;t work</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 00:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Suggestion Of The Day]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sarà un motivo se, sopratutto se distillata da un&#8217;insistenza 24/7 della telecamera, la vita delle star del cinema ci par noiosa come quella di un operaio kazhako. Va bene le fighe, le feste, l&#8217;alcol, le pillole, le sigarette e la piscina negli hotel di lusso, ma quanto puoi soffrire per una figlia mocciosetta, seppur simpatica, che frigna sul poggiatesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/09/somewhere.jpg"><img class="size-full wp-image-1166  aligncenter" title="somewhere" src="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/09/somewhere.jpg" alt="" width="550" height="399" /></a><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/09/somewhere.bmp"></a></p>
<p>Ci sarà un motivo se, sopratutto se distillata da un&#8217;insistenza 24/7 della telecamera, la vita delle star del cinema ci par noiosa come quella di un operaio kazhako.</p>
<p>Va bene le fighe, le feste, l&#8217;alcol, le pillole, le sigarette e la piscina negli hotel di lusso, ma quanto puoi soffrire per una figlia mocciosetta, seppur simpatica, che frigna sul poggiatesta di una Ferrari? Quanto puoi immedesimarti in un attore che nei primi dodici minuti di film riceve dodici-ammiccamenti-dodici da bionde stratosferiche?, che vive di sesso non regolamentare in un albergo a 5 stelle e piange (poco) a comando?</p>
<p>Non scherziamo.</p>
<p>Il film S<em>omewhere</em>, di Sofia Coppola, sembra il diaro privato di un amico famoso. Una roba che non scalderebbe un cuore fritto in padella. Estetizzante, autocompiaciuto, quell&#8217;ispirazione warholiana passata al setaccio dei peggiori difetti di Wim Wenders e del ritmo non proprio serrato dei maestri europei innamorati della scena senza nemmeno un taglietto superficiale (Manoel de Oliveira su tutti).</p>
<p>Eppure il film, miracolosamente, si tiene.</p>
<p>E&#8217; una testimonianza del mito rodato del <em>Sunset Boulevard</em> e di quello meno collaudato del <em>Chateau Marmont</em>. Una riscrittura di <em>Lost in Traslation</em> senza Bill Murray e il Giappone. Tuttavia un film digeribile nonostante la lunghezza delle scene e il furore ideologico della sequenza senza montaggio. Molta gnocca, forse troppa, e un giudizio troppo impietoso sul cattivo gusto italiano della televisione, per chi venga da Hollywood.</p>
<p>Voto: 6</p>
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		<title>Financial Fiasco &#8211; Johan Norberg</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 15:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Suggestion Of The Day]]></category>

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		<description><![CDATA[President Bush&#8217;s aim was to create an &#8220;ownnership society&#8221; where citizens would be in control of their own lives and wealth through ownership, which would promote both independence and responsibility. But that did not just mean free markets based on private property rights &#8211; it was the expression of a willingness to use the levers [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/09/financial-fiasco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1159" title="financial fiasco" src="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/09/financial-fiasco.jpg" alt="" width="136" height="205" /></a>President Bush&#8217;s aim was to create an &#8220;ownnership society&#8221; where citizens would be in control of their own lives and wealth through ownership, which would promote both independence and responsibility. But that did not just mean free markets based on private property rights &#8211; it was the expression of a willingness to use the levers of government to treat ownership more favorably than other contractual relationships in the marketplace. One of Bush&#8217;s key objectives was to increase the proportion of homeownership, and two of his best friends in that endeavor were called Fannie and Freddie.</p>
<p><em>(da Financial Fiasco di Johan Norber, edito da CATO institute, pag. 36)</em></p>
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		<title>Però, però, però</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 15:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrail]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni volta che leggo un&#8217;intervista a Giulio Tremonti capisco di quanto il Ministero dell&#8217;Economia sia troppo stretto per lui. Ma che dico l&#8217;Economia: l&#8217;Italia, L&#8217;Europa, il mondo sono realtà troppo strette per il politico più emergente che ci sia, amato sia dal PDL che dalla Lega; il &#8220;nostro ministro più colto&#8221;, per usare le parole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni volta che leggo un&#8217;intervista a Giulio Tremonti capisco di quanto il Ministero dell&#8217;Economia sia troppo stretto per lui. Ma che dico l&#8217;Economia: l&#8217;Italia, L&#8217;Europa, il mondo sono realtà troppo strette per il politico più emergente che ci sia, amato sia dal PDL che dalla Lega; il &#8220;nostro ministro più colto&#8221;, per usare le parole rispettose del direttore del Sole 24 Ore, Gianni Riotta.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/09/04/news/tremonti_l_emergenza_finita_patto_con_l_opposizione_per_l_economia-6747603/?ref=HREC1-3">Nell&#8217;intervista a Repubblica di oggi Giulio</a> ci tiene anzitutto a spegnere l&#8217;allarme: &#8220;l&#8217;emergenza è finita&#8221;, dice, ironizzando sui soliti corvi che si aspettavano ancora una volta il tracollo estivo dell&#8217;Italia. &#8220;Non ci sarà bisogno di una manovra correttiva.&#8221; I nostri titoli del debito pubblico vengono acquistati dal mercato a bassi rendimenti, quindi possiamo rinnovare (e ampliare) il nostro debito pubblico. Senza correre il rischio della Grecia.</p>
<p>Il tono dell&#8217;intervista, al solito, è alto, talmente alto e ispirato che a volte pensi che il naturale benchmark di Tremonti non siano i Wolfgang Schaeuble o le Christine Lagarde, ma come minimo il <em>&#8220;Great Design&#8221;</em> di Stephen Hawking. Grandi e possenti forze in azione nello spazio-tempo della politica e dell&#8217;Economia. Una fiducia laica in una sorta di accomodamento intelligente e spontaneo, la forza della diagnosi, l&#8217;inellutabilità (e irrilevanza?) delle conseguenze. Chi fa cosa? Non importa. <em>Brains are at work, please don&#8217;t disturb.</em><span id="more-1146"></span></p>
<p>Va tutto bene, insomma. Andiamo meglio degli altri (quali non si sa), l&#8217;Italia ce la farà. E secondo Tremonti questo è il momento di rimettere in piedi il cantiere delle riforme, stoppato dall&#8217;emergenza finanziaria prima dei <em>subprime</em> americani e poi della Grecia. Riforma del coordinamento europeo, con ariose traiettorie di collegamento con tutti e 27 i paesi europei, condividendo le politiche economiche con gli stessi paesi con i quali abbiamo conflitti di interesse (il fisco e le esportazioni, ad esempio); SCP, NRP, <em>Twenty twenty</em>, Patto di stabilità, creazione di <em>Kombinat</em>, processo telematico anti faldoni, tante nuove parole per infiorettare gli affreschi della politica europea e creare la <em>punch line</em> di fine articolo con l&#8217;Italia rappresentata dalla Torre di Babele di Bruegel il vecchio.</p>
<p>Va tutto bene, nel sistema economico italiano. Però è anche vero, Tremonti ammette, che bisogna creare una politica industriale; però bisogna rifare la contrattazione collettiva alla tedesca; però bisogna competere come i tedeschi; però bisogna riattivare la ricerca; però serve un federalismo fiscale efficiente; però bisogna rimettere in piedi il nucleare; però bisogna abbattere le regole burocratiche che soffocano l&#8217;impresa; però bisogna fare finalmente quella riforma fiscale che a quanto pare ci è stata impedita dalla crisi greca (quindi siamo come la Grecia,  altrimenti potevamo farla).</p>
<p>Ci sono troppi però nella raffigurazione idilliaca del nostro ministro dell&#8217;Economia. Sono tutte cose difficili da realizzare, in meno di dieci anni, per alcune di queste non abbiamo alcuna speranza. Quindi le cose non vanno bene affatto, forse il nostro non sarà uno scoppio di una bolla di sapone ma un impoverimento progressivo, proprio perché tutte queste cose non sono state fatte &#8211; o fatte male &#8211; negli ultimi anni.</p>
<p><em>Where have you been, honey, in all those years?</em></p>
<div class='wpfblike' ><fb:like href='http://www.jonkind.com/2010/09/04/pero-pero-pero/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Se basta un fischio per rompere la Costituzione</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 19:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrail]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stata la storia del giorno, la diatriba Dell&#8217;Utri &#8211; Di Pietro sulla libertà di espressione e di parola nella democrazia italiana. Il mio giudizio? Non è niente di importante. Il fatto che Marcello Dell&#8217;Utri sia stato fischiato fino a essere zittito è un fatto straordinario? Marcello Dell&#8217;Utri, libero cittadino con libertà di parola, condannato in due gradi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata la storia del giorno,<a href="http://www.italia-news.it/italia/senatore-dellutri-a-como--duramente-contestato---video-45379.html"> la diatriba Dell&#8217;Utri &#8211; Di Pietro sulla libertà di espressione e di parola nella democrazia italiana.</a></p>
<p>Il mio giudizio?</p>
<p>Non è niente di importante.</p>
<p>Il fatto che Marcello Dell&#8217;Utri sia stato fischiato fino a essere zittito è un fatto straordinario? Marcello Dell&#8217;Utri, libero cittadino con libertà di parola, condannato in due gradi di giudizio per associazione mafiosa, con una passione insistente sui Diari di Mussolini che riempie i giornali?</p>
<p>Può succedere.</p>
<p>Nelle migliori democrazie del mondo.</p>
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		<title>La via segreta dei nazisti &#8211; Gerald Steinecher</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 13:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Suggestion Of The Day]]></category>

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		<description><![CDATA[La sorte fu dalla sua parte, e non venne scoperto. Nel frattempo la sua ospite organizzò le tappe successive del suo viaggio attraverso il Brennero. Non era nulla di nuovo, già migliaia di SS, criminali di guerra ma anche soldati semplici e profughi, erano stati inviati in Italia con lo stesso sistema. Gli spalloni portarono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/09/segreta-nazisti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1136" title="segreta nazisti" src="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/09/segreta-nazisti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La sorte fu dalla sua parte, e non venne scoperto. Nel frattempo la sua ospite organizzò le tappe successive del suo viaggio attraverso il Brennero. Non era nulla di nuovo, già migliaia di SS, criminali di guerra ma anche soldati semplici e profughi, erano stati inviati in Italia con lo stesso sistema. Gli spalloni portarono Eichmann sul versante italiano del Brennero, dove trovò ad attenderlo il parroco di Vipiteno. Eichmann descrive così il generoso uomo di chiesa:</p>
<p><em>&#8220;Questo prete aiutava già da anni ogni genere di profugo. Qualche volta erano degli ebrei e, questa volta&#8230;Eichmann! Ricevetti pieno di riconoscenza la mia valigia dalle mani di questo sacerdote in bicicletta circa 1,5 chilometri oltre i confine italiano. Lo stesso mi invitò a festeggiare il successo dell&#8217;operazione con l&#8217;abituale bicchierino di vino. Questa volta fu un rosso sudtirolese! Il prete mi fece incontrare con un tassista che mi portò a casa sua. Lì mi tolsi i miei abiti tradizionali tirolesi e indossai qualcosa di meno vistoso.&#8221;</em></p>
<p>Con queste parole, Adolf Eichmann descrive la sua fuga attraverso il Brennero: l&#8217;osceno e spietato commento sugli ebrei che troviamo nei suoi appunti presi durante il processo a Gerusalemme nel 1961 rende ogni commento superfluo. Il tassista sudtirolese nascose Eichmann per un paio di giorni a casa sua a Vipiteno. Tappa successiva del viaggio dell&#8217;ufficiale delle SS fu un convento francescano a Bolzano, in cui si trattenne più a lungo.</p>
<p>(<em>Tratto da La Via Segreta dei Nazisti di Gerald Steinacher, Rizzoli editore, pag. 45)</em></p>
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		<title>L&#8217;idraulico e la rivoluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 11:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Karl Kraus 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[In un Paese in cui  si pratica, in doppia partigianerìa, l&#8217;arte commerciale viziosa dello &#8221;scontrino o sconticino?&#8221;, l&#8217;ovvio corollario è il depotenziamento della carica rivoluzionaria. Mentre si conoscono, nella Storia, numerosi esempi di rivoluzioni innescate dall&#8217;eccessivo peso dei tributi sulla popolazione, non si hanno mai casi di rivolte scatenate dalla pratica dell&#8217;evasione fiscale tra il popolo stesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un Paese in cui  si pratica, in doppia partigianerìa, l&#8217;arte commerciale viziosa dello &#8221;scontrino o sconticino?&#8221;, l&#8217;ovvio corollario è il depotenziamento della carica rivoluzionaria. Mentre si conoscono, nella Storia, numerosi esempi di rivoluzioni innescate dall&#8217;eccessivo peso dei tributi sulla popolazione, non si hanno mai casi di rivolte scatenate dalla pratica dell&#8217;evasione fiscale tra il popolo stesso.</p>
<div class='wpfblike' ><fb:like href='http://www.jonkind.com/2010/09/01/lidraulico-e-la-rivoluzione/' layout='default' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Giulio, serve la penna?</title>
		<link>http://www.jonkind.com/2010/08/31/giulio-serve-la-penna/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Starv the Beast]]></category>

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		<description><![CDATA[  Non so quanti evasori fiscali ci siano in India, ma l&#8217;accordo annunciato oggi tra i governi indiano e svizzero per lo scambio informazioni secondo gli standard OCSE per i paradisi fiscali è un passo importante, pur mancando ancora la ratifica dei rispettivi parlamenti. Tempo fa l&#8217;OCSE impose ai c.d. paradisi di firmare almeno 10 accordi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/08/oecd.jpg"><img class="size-full wp-image-1121  aligncenter" title="oecd" src="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/08/oecd.jpg" alt="" width="563" height="282" /></a></p>
<p> </p>
<p>Non so quanti evasori fiscali ci siano in India, <a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Fisco-accordo-India-Svizzera-evasione/31-08-2010/1-A_000116561.shtml">ma l&#8217;accordo annunciato oggi tra i governi indiano e svizzero per lo scambio informazioni</a> secondo gli standard OCSE per i paradisi fiscali è un passo importante, pur mancando ancora la ratifica dei rispettivi parlamenti.</p>
<p>Tempo fa l&#8217;OCSE impose ai c.d. paradisi di firmare almeno 10 accordi di cooperazione con altri paesi, per uscire dalla &#8220;blacklist&#8221;. Alcuni di questi (San Marino e Liechtenstein, per esempio) hanno deciso di uscire dalla nuvola nera della segretezza , <a href="http://www.oecd.org/document/37/0,3343,en_21571361_43854757_44270949_1_1_1_1,00.html">segnalandosi per il gran numero di accordi firmati in solo 12 mesi.</a> Accordi a volte un po&#8217; pittoreschi, forse opportunistici, quale l&#8217;accordo fra San Marino e Australia e altri improbabili canali finanziari.</p>
<p>La Svizzera, la cui economia intera si fonda sull&#8217;importazione di capitali dall&#8217;estero sta facendo ovviamente più fatica a cambiare pelle, ma qualcosa si muove anche se, ripeto, non so quanti indiani esportino capitali evasi in Svizzera.</p>
<p>Un Paese che manca dalla lista? E che dovrebbe essere il primo a firmare questo genere di accordi?</p>
<p>L&#8217;Italia.</p>
<p>Giulio, a che punto stiamo? Manca la penna? Perché non procediamo?</p>
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		</item>
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		<title>Lo svarione di Oscar</title>
		<link>http://www.jonkind.com/2010/08/30/lo-svarione-di-oscar/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 15:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Starv the Beast]]></category>

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		<description><![CDATA[Con un ritardo dovuto alle vacanze estive segnalo questo intervento del solitamente ottimo Oscar Giannino a difesa dei paradisi fiscali e a giustificazione dell&#8217;evasione come auto-protezione dall&#8217;asfissìa statalista. Oscar, nel tuo incipit anticipavi che il post avrebbe fatto girare le scatole a molti. Te lo confermo, solo che a girare non sono le mie palle stataliste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/08/Oscar-Giannino.jpg"><img class="size-full wp-image-1116  aligncenter" title="Oscar Giannino" src="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/08/Oscar-Giannino.jpg" alt="" width="375" height="255" /></a></p>
<p>Con un ritardo dovuto alle vacanze estive <a href="http://www.chicago-blog.it/2010/08/11/contro-i-demagoghi-delle-liste-fiscali-viva-la-svizzera-e-il-liechtenstein/">segnalo questo intervento del solitamente ottimo Oscar Giannino </a>a difesa dei paradisi fiscali e a giustificazione dell&#8217;evasione come auto-protezione dall&#8217;asfissìa statalista. Oscar, nel tuo incipit anticipavi che il post avrebbe fatto girare le scatole a molti. Te lo confermo, solo che a girare non sono le mie palle stataliste ma quelle liberiste.</p>
<p>Le tesi dell&#8217;articolo sono sostanzialmente tre: 1) che sia in atto un ingiustificato linciaggio verso gli italiani che hanno i soldi all&#8217;estero; 2) che sia in atto un&#8217;ingiustificata offensiva delle agenzie delle entrate contro gli evasori fiscali; 3) che l&#8217;evasione fiscale sia giustificata contro le pretese delle burocrazie statali, anzi l&#8217;ultima frontiera della libertà contro lo strapotere degli apparati pubblici.<span id="more-1093"></span></p>
<p>Il caso di linciaggio citato da Giannino riguarda la famiglia Aleotti, scoperta titolare del più ricco conto italiano in Liechtenstein con quasi mezzo miliardo di euro. E&#8217; tutavia il termine linciaggio a non sembrarmi appropriato. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-08-06/conto-aleotti-record-vaduz-080630.shtml?uuid=AYo7cTEC">La notizia è apparsa sui giornali italiani in piena estate</a>, quando solitamente l&#8217;agenzia delle Entrate ama intrattenere gli italiani in spiaggia con le storie di evasori belli e famosi, storie che di solito si dissolvono con il rientro nello smog cittadino. Non c&#8217;è stata, contro gli Aleotti alcuna campagna prolungata, la televisione non si è mossa di un metro (in un paese che tremerebbe solo se Gerry Scotti facesse un pronunciamento al riguardo). Sono sicuro che chiedendo a 300 persone a caso nella mia cerchia di amicizia nessuno saprebbe dirmi nemmeno chi sono gli Aleotti, figuriamoci chi avrebbe voglia di linciarli. Chi parla più dell&#8217;evasione fiscale di Valentino Rossi? E di Pavarotti? E del conto svizzero degli Agnelli?</p>
<p>Che la lotta contro i paradisi fiscali sia iniziata è un fatto, dove sia arrivata è un&#8217;opinione. Sono stati gli USA e la Germania a scatenare la bufera, pagando le liste sottratte con dolo nella banche svizzere e lussemburghesi/lichtene. L&#8217;Italia, una volta sistemata la gigantesca amnistìa dello scudo fiscale ha beneficiato anche lei di una lista di nomi rubati passata alle procure per battagliare con i difficili tornanti degli accertamenti legali, su reati per lo più prescritti a pioggia negli anni. Il punto vero è: c&#8217;è davvero una vittoria sui paradisi fiscali, come ci stanno raccontando o stiamo alla propaganda? Oggi potete portare 10mila euro in contanti in Svizzera senza dichiararli alla Dogana, il rischio di essere fermati equivale alla possibilità per uno spallone di urtare un finanziere travestito da albero lungo il confine. Con un po&#8217; di tempo libero si può esportare un milione di euro in una settimana. Perché gli evasori dovrebbero smettere di esportare valuta se è così facile? In un Paese, come l&#8217;Italia, che di paradisi ne ha addirittura tre? (Svizzera, San Marino, Vaticano). Per la minaccia, contenuta nella riforma scudata di Tremonti, di essere considerati evasori fiscali salvo prova contraria? Ma con nessuno di questi paradisi si è ancora firmato un accordo per lo scambio di nomi, e per le liste rubate dalle banche ci sono già autorevoli pareri sulla loro illegabilità e non usabilità. I paradisi fiscali sono ancora lì, dopo lo Scudo, per chi ci vuole andare, la possibilità di rendere conto è ancora bassissima, quasi nulla.</p>
<p>C&#8217;è poi la teoria liberista. Della necessità di competizione fiscale tra paesi, e dell&#8217;evasione come totem di libertà contro la spesa pubblica eccessiva. E&#8217; qui che mi girano le scatole. Per diversi motivi. Primo, perché la competizione fiscale tra paesi esiste, e non c&#8217;è bisogno di evadere. Le pretese degli Stati sono quasi mai sul patrimonio, ma sul reddito maturato all&#8217;interno del proprio paese. Si possono tenere capitali investiti all&#8217;estero se la tassazione delle rendite è più bassa, così come si possono comprare case all&#8217;estero, se sono più convenienti. Il patrimonio può andare dove vuole, una volta assolti gli obblighi sul reddito. Che vanno tassati nel Paese che li produce, un ovvio fondamento della concorrenza fiscale (devo sapere quante tasse pago in un Paese se lo voglio cambiare con un altro, no?). Se uno non ama la pressione fiscale sul reddito può andare a lavorare all&#8217;estero, in Irlanda, in Polonia, in Inghilterra. Micha ha bisogno di evadere. L&#8217;argomento poi dell&#8217;affamare la bestia statale non dandogli da mangiare è teoricamente affine, ma fallisce miseramente nella pratica. L&#8217;Italia da almeno 30 anni ha un&#8217;evasione fiscale da record eppure ha anche la pressione fiscale più alta d&#8217;Europa (quasi al 50%). In Germania si evade poco e hanno la pressione fiscale al livello della nostra. Negli USA la pressione fiscale è bassa ma anche bassa è l&#8217;evasione fiscale (stimata a meno del 5% contro il nostro 20%). Dunque il comportamento dei singoli non orienta il comportamento dello Stato in Bilancio, perché esiste una cosa chiamata indebitamento pubblico e perché non tutti i cittadini possono permettersi di scegliere, per cui la pressione fiscale se non cade su di te poi cade su qualcun altro (in Italia l&#8217;80% delle tasse è pagata da dipendenti quindi da elettori di Sinistra, a causa di decisioni prese da Governi votati dalla Destra).</p>
<p>Parliamoci chiaro, in Italia non esiste alcun linciaggio fiscale. Almeno fino a che il centro destra rimarrà al governo. Aggiungere a scopo propagandistico le parole &#8220;eccezionale&#8221; e &#8220;straordinario&#8221; di fronte ai numeri di recupero dell&#8217;evasione (come suggerito da Tremonti al direttore dell&#8217;Agenzia, Befera) non ne fa una strategia. Da anni gli elettori del centro destra votano per un governo che tiene la pressione fiscale elevata, tanto la pagano quelli del centro sinistra. Questo non è liberismo. E&#8217; una forma di guerra civile strisciante. L&#8217;evasione fiscale, oltre a deformare la normale alternanza tra Destra e Sinistra nel paese finisce per inflazionare i prezzi (soprattutto delle case) e impedisce di fare noi concorrenza fiscale agli altri paesi dato che l&#8217;equilibrio INPS, per esempio, prevede per 40 anni di non abbassare nemmeno un punto del 40% di costo del lavoro che pesa sulla nostra produttività (contro il quasi niente dei cinesi). </p>
<p>Personalmente credo che uno Stato non dovrebbe prelevare mai più di un terzo del reddito dei cittadini, e sono molto favorevole alle decisioni di quei Paesi europei (Germania, Polonia) che mettono in costituzione un limite al debito pubblico contraibile dal loro Paese. Queste idee dovrebbero fare di me una specie di liberista. Eppure non ho un conto in Svizzera. Credo che la pressione fiscale in Italia sia scandalosamente elevata, e qualunque forza politica dovrebbe avere come obiettivo l&#8217;abbassamento di 1% di Spesa Pubblica all&#8217;anno per almeno dieci anni, e relativo calo delle imposte.</p>
<p>Ma un obiettivo del genere si ottiene se il popolo degli elettori condivide l&#8217;idea di liberismo economico, sposata non solo da una parte della cittadinanza che poi lo pratichi a modo suo, <em>liberism in my backyard</em>. Se invece gli evasori fiscali e Giannino si vogliono fare la loro repubblichetta del New Hampshire e darci delle lezioni off-shore, che lo dicano anche ai liberisti non evasori, così ci regoliamo</p>
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		<title>Pax Libica, il gran ritorno della figa islamica</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 13:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrail]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ritorno del Colonnello è previsto per lunedi del 30 agosto, o forse domani, o dopodomani (gli piace tenerci sulla corda). Dopo la firma del Trattato di riparazione coloniale fra i due paesi, due anni fa, la visita serve a celebrare il secondo anniversario dell&#8217;evento: siamo ormai al quarto incontro ai massimi livelli di leadership, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/08/figa_islam.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1084" title="figa_islam" src="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/08/figa_islam.jpg" alt="" width="680" height="490" /></a></p>
<p>Il ritorno del Colonnello è previsto per lunedi del 30 agosto, o forse domani, o dopodomani (gli piace tenerci sulla corda). Dopo la firma del Trattato di riparazione coloniale fra i due paesi, due anni fa, <a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_agosto_27/visita-gheddafi-roma-1703650844774.shtml">la visita serve a celebrare il secondo anniversario dell&#8217;evento</a>: siamo ormai al quarto incontro ai massimi livelli di leadership, tra due paesi che solo 24 mesi erano teoricamente in guerra fredda.</p>
<p>Come nella tradizione del Governo Berlusconi, collaudata soprattutto con i russi, sapremo quasi niente di quello che lui e Gheddafi si diranno nelle segrete stanze, si parlerà di politica energetica per le forniture di gas, dell&#8217;appalto dell&#8217;autostrada costiera tra Egitto e Tunisia che verrà pagata dai contribuenti italiani per le misteriose vendette della Storia, si parlerà delle polemiche sulla crescita del capitale libico (tramite la banca centrale libica e il Fondo Sovrano Lia) nel capitale di Unicredit, che ha mandato ai matti gli alleati leghisti del PDL ma che è stata ben accolta da altri elementi dell&#8217;establishment economico italiano, come Cesare Geronzi di Generali: &#8220;i libici i migliori soci che io abbia mai avuto, non ho nulla da ridire sulla loro classe dirigente&#8221; (in questo condividendo il privilegio di quasi tutto il popolo libico).<span id="more-1080"></span></p>
<p>Ma ancora una volta &#8211; ancora la prassi del Berlusconi III tra moschetto e banane -, il frivolo sommergerà il serio, il senso del ridicolo aleggerà silenzioso come un Letta qualsiasi, il piccante incendierà le pietanze servite ai giornalisti.</p>
<p>Quasi tutte le anticipazioni dell&#8217;incontro e le relative polemiche si sono concentrate attorno al callido Tarak Ben Ammar, finanziere tunisino dall&#8217;opacità cangiante, <a href="http://www.jonkind.com/2009/06/30/gheddafi-tycoon/">da anni socio di Berlusconi in avventure televisive come la casa di produzione Quint</a>a, dove si prevedono nuovi sviluppi con i gas-dollari libici (cioè Gheddafi in persona, nonostante i ridicoli distinguo del suo entourage sulla indipendenza del Fondo Sovrano dalle lune del Colonnello), creando il sospetto di una conventicola hollywoodiana che si riunisca in segreto a Palazzo Chigi, con la scusa della politica ufficiale per tramare ben altro.</p>
<p>Ma c&#8217;è di peggio. Il ritorno della figa. La carica delle hostess. A quanto pare il Colonnello ha molto gradito <em>l&#8217;happening</em> del novembre scorso nel quale fece una <em>Lectio Islamica</em> a una palpitante platea di giovani e belle ragazze selezionate da una agenzia della capitale. L&#8217;Islam spiegato alle hostess ebbe un notevole effetto sulle hostess, almeno quanto procurò sbigottimento e perplessità ai media italiani. <a href="http://www.jonkind.com/2009/11/19/la-ragazza-stregata-da-gheddafi/">Si è parlato di conversioni all&#8217;Islam di molte ragazze presenti alla serata</a> (non si hanno però conferme), di Gheddafi come protettore del sesso femminile nella Mezzaluna. Fatto sta che l&#8217;evento verrà ripetuto, secondo le indiscrezioni fuoriuscite dalla stessa agenzia romana <a href="http://www.hostessweb.it/">(www.hostessweb.it)</a> nella serata di lunedì, questa volta saranno 200 e non 300 &#8211; la carenza di traghetti dalla Sardegna &#8211; e si prevedono altre folgorazioni per gli occhi nero brillante del profeta di Tripoli.</p>
<p>Chissà, se l&#8217;Islam deve cogliere ogni occasione per uscire dal tunnel medioevale in cui è stato gettato dalla sua stessa classe politica, proiezione-erezione di un maschilismo su cui batte sempre il sole del deserto, potrebbe anche essere attraverso un dissolvimento dell&#8217;immaginario di una religione claustrale, per un recupero della leggerezza delle origini, dell&#8217;ispirazione profumata del Corano da Mille e una notte.</p>
<p>Chissà, se ci fosse Obama forse ci sarebbe l&#8217;offerta scandalosa di una birra, da bersi nel giardino della Casa Bianca, per rompere un altro tabù della religione maomettana, quello alcolico (il medioevo islamico terminerà prima o poi di fronte a una Bud). Altrimenti c&#8217;è la gnocca, i centimetri scoperti tra spalle e coscia. Magari Berlusconi potrebbe riuscire dove fallì Ronald Reagan.</p>
<p>In attesa della Pax Libido, sperando che i sudditi libici non si perdano lo spettacolo.</p>
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		<title>Vaticano S.p.A. &#8211; Gianluigi Nuzzi</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 12:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Suggestion Of The Day]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Negli anni Cinquanta inizia a percorrere i corridoi della Santa Sede un giovane sacerdote americano, trasferitosi a Roma per frequentare i corsi di diritto canonico all&#8217;Università gregoriana. E&#8217; un uomo alto un metro e ottantasei, imponente, dal passo deciso. Viene da Cicero, violento sobborgo della Chicago di Al Capone, dov&#8217;è nato da genitori lituani immigrati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/08/vaticanospa1.jpg"></a><a href="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/08/vaticano-spa6.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1138" title="vaticano-spa" src="http://www.jonkind.com/wp-content/uploads/2010/08/vaticano-spa6-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8220;Negli anni Cinquanta inizia a percorrere i corridoi della Santa Sede un giovane sacerdote americano, trasferitosi a Roma per frequentare i corsi di diritto canonico all&#8217;Università gregoriana. E&#8217; un uomo alto un metro e ottantasei, imponente, dal passo deciso. Viene da Cicero, violento sobborgo della Chicago di Al Capone, dov&#8217;è nato da genitori lituani immigrati nel 1922. Si chiama Paul Casimir Marcinkus e cresce nella periferia senza legge dove il mafioso aveva insidiato il suo quartier generale.&#8221;</p>
<p>&#8220;Si può vivere in questo mondo senza preoccuparsi del denaro? Non si può dirigere la Chiesa con le Avemaria&#8221;. (Paul Marcinkus)</p>
<p>(<em>tratto da Vaticano S.p.A. di Gianluigi Nuzzi, edito da Chiarelettere, pag. 11 e 13)</em></p>
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