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Categoria: Starv the Beast

Un fantasma si aggira nei ristoranti italiani: il pre conto

Pubblicato il 4 giugno 2011

Lo sapevamo già, ma che lo certifichi l’Istat è un passo importante: il picco di evasione fiscale, in Italia (quasi il 57%), si verifica nel settore della ristorazione. Uno degli strumenti diabolici per ottenere questo brillante risultato è il cosiddetto pre-conto: il conteggio  delle consumazioni che viene portato dagli inservienti a fine pasto che somiglia, in tutto per tutto, a una ricevuta [Leggi tutto]

Esco a comprare le sigarette. Anzi, una casa.

Pubblicato il 25 maggio 2011

Sarà capitato anche a voi, ogni volta che leggete le rilevazioni ISTAT sull’inflazione, di non riuscire a raccapezzarvi sul perché, a fronte di un gestibilissimo +2/3% annuo di aumento dei prezzi, le vostre spese domestiche sembrino correre ben più veloci dello stipendio, lasciandovi con un reddito disponibile sempre più risicato anche a fronte di aumenti in busta paga indicizzati all’inflazione [Leggi tutto]

Il giro del fumo greco

Pubblicato il 23 maggio 2011

La banca più esposta nei confronti del debito pubblico di Atene è Societé Generale, per circa 5 miliardi di euro. L’Italia fino a oggi si è impegnata a salvare la Grecia con un prestito di almeno 5 miliardi di euro, garantendo così anche l’investimento di Societé Generale nel paese ellenico. Nel frattempo Societé Generale si è impegnata nella scalata a Parmalat, essendo la principale [Leggi tutto]

Standard & Poor: moltissimi i Poors

Pubblicato il 23 maggio 2011

E’ bastato un buffetto dell’agenzia di rating Standard & Poor, nella notte americana di venerdì, per rimettere in discussione il futuro finanziario dell’Italia. S&P ha rimodulato il giudizio complessivo sul debito pubblico  italiano da “stabile” a “negativo”, senza con ciò cambiare il rating a nessun nostro titolo di debito (quelle AAA, A+, BBB, [Leggi tutto]

Il legno storto dell’8 per mille

Pubblicato il 17 maggio 2011

Abbiamo il debito pubblico più alto del mondo in proporzione al PIL, assieme al Giappone, abbiamo una pressione fiscale superiore a quella della Svezia, al lordo di un’evasione fiscale impressionante. Dobbiamo tagliare la spesa pubblica per diversi miliardi nei prossimi anni. Abbiamo ipotecato almeno tre generazioni per pagare contributi pensionistici e contenere il deficit non più finanziabile [Leggi tutto]

Buttate benzina sul federalismo (e togliete l’Irap dai vostri cannoni)

Pubblicato il 12 maggio 2011

Sarebbe il 2011 un periodo di tavoli programmatici, per la riforma fiscale (a colpi di switch) più annunciata di tutti i tempi, sarebbe il momento di procedere seriamente con il federalismo fiscale, dopo il topolino partorito con la finanza comunale: si dovrebbe fare sul serio, con l’attribuzione di maggior autonomia fiscale alle Regioni, vero banco di prova sulle reali intenzioni della [Leggi tutto]

Stop the Sun. Here we come

Pubblicato il 8 maggio 2011

Ha fatto bene il Governo, al netto degli errori sulla retroattività e gli impegni già assunti, a confermare il raffreddamento dello stimolo solare già anticipato nel decreto Romani del Marzo scorso.  L’incentivo ai pannelli, sicuramente mosso dalle migliori intenzioni sia in termini di autosufficienza energetica che di riduzione dell’emissione di gas serra, è andato un po’ troppo [Leggi tutto]

Guardate che l’IRI c’è già

Pubblicato il 4 aprile 2011

Come ci ricordano le nomine oggi deliberate dal governo riguardo a società come Eni, Enel, Terna, Finmeccanica e Poste Italiane, la nostalgia struggente del nostro ministro dell’Economia per l’holding statale fondata da Beneduce del 1933 è quanto meno teatrale. Le società di cui sopra vengono controllate con una quota del Ministero del Tesoro o affini per una quota variabile tra il 30 [Leggi tutto]

Del perché tutto il debito pubblico andrebbe pagato dai parrucchieri

Pubblicato il 4 aprile 2011

Io mi ricordo che prìa di partire (con l’euro) ci si poteva ben tagliare i capelli con diecimila lire. Certo, bisognava accontentarsi di barbieri e parrucchieri di seconda linea, non degli aedi estetici di formazione milanese, e bisognava accontentarsi di un taglio regolare, con la testa regolare, “il solito”, insomma. E’ dall’introduzione dell’euro, nel 2002, [Leggi tutto]

La cultura come sciagura

Pubblicato il 24 marzo 2011

Anche quest’anno la baldracca ce la farà, cioè no, volevo dire, non ce la farà. Morirà, morirà anche quest’anno di tifo la baldracca, come diceva l’Illustrissimo. La cultura italiana è infatti riuscita a sopravvivere ai tagli di Tremonti e grazie alla mediazione di un ex uomo di spettacolo come Gianni Letta è riuscita a portare a casa il reintegro totale del Fondo Unico [Leggi tutto]