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	<title>Jonkind &#187; Mainstream</title>
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		<title>Un&#8217;altra Basilea (ma con calma)</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 22:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Banche]]></category>
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		<description><![CDATA[(da Corriere del 7 Settembre) Il gruppo di governatori delle banche centrali, organo del Comitato di Basilea, ha concordato una serie di misure per rafforzare la regolamentazione, la supervisione e la gestione del rischio del settore bancario. Queste misure &#8211; si legge in una nota &#8211; ridurranno in maniera sostanziale la probabilità e l&#8217;intensità degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da Corriere del 7 Settembre)<br />
Il gruppo di governatori delle banche centrali, organo del Comitato di Basilea, ha concordato una serie di misure per rafforzare la regolamentazione, la supervisione e la gestione del rischio del settore bancario. Queste misure &#8211; si legge in una nota &#8211;  ridurranno in maniera sostanziale la probabilità e l&#8217;intensità degli stress economici e finanziari. Il presidente della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, che presiede il gruppo, ha sottolineato che &#8220;gli accordi raggiunti tra 27 dei maggiori Paesi del mondo sono fondamentali dal momento che stabiliscono nuovi standard per la regolamentazione bancaria e la supervisione a livello globale&#8221;. Il comitato di Basilea effettuerà delle valutazioni d&#8217;impatto all&#8217;inizio del 2010 <strong>con la calibratura dei nuovi requisiti che sarà completata entro la fine del 2010.</strong> L&#8217;intesa, raggiunta ieri, sara ratificata oggi a Basilea nel corso della consueta riunione dei banchieri centrali.<br />
Traduzione: <em>l&#8217;unico modo per evitare una nuova crisi è rafforzare il capitale di rischio delle banche (riducendo la leva di speculazione) ma farlo adesso significa farle fallire oppure ridurre gli impieghi alle imprese innescando il credit crunch. Per cui aspettiamo 15 mesi ed incrociamo le dita. [nota per i politici: abbaiare alle banche ma attenti a non morderle, sennò quelle ci trascinano giù con loro]</em></p>
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		<title>Il rimbalzo del gatto morto</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 18:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[gatto morto]]></category>
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		<description><![CDATA[Se ci dessero 5 cents ogni volta che ci dicono che la crisi è finita probabilmente la crisi sarebbe finita per davvero. Le sequenze sono incalzanti: primo ministro, ministro dell&#8217;economia, ministro del welfare, ministro della PA, banca d&#8217;Italia, FED, BCE, presidente della repubblica, economista n.1, economista n.2 e via andare. Adesso, buone ultime (anche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ci dessero 5 cents ogni volta che ci dicono che la crisi è finita probabilmente la crisi sarebbe finita per davvero. Le sequenze sono incalzanti: primo ministro, ministro dell&#8217;economia, ministro del welfare, ministro della PA, banca d&#8217;Italia, FED, BCE, presidente della repubblica, economista n.1, economista n.2 e via andare. Adesso, buone ultime (anche per la loro perdita di credibilità recente), le agenzie di rating.<br />
Moody&#8217;s ha fornito oggi le sue stime sul PIL italiano: -4,4% nel 2009, +0,1% nel  2010. Sono persino più ottimiste di quelle del governo Berlusconi che poche settimane fa aggiornava i suoi dati a -5,2% e +0,5%.<br />
La crisi è finita?<br />
In finanza esiste la figura del rimbalzo del gatto morto: una breve risalita dopo una clamorosa caduta, destinata a proseguire nel tempo. Gli investitori di borsa non si fidano mai del gatto morto che rimbalza, e rimangono pessimisti. Oggi il gatto di Moody&#8217;s cade dal 44mo piano e rimbalza di 1. Il gatto del governo cade dal 52mo e rimbalza di 5.<br />
La crisi non è finita.<br />
Dato che gli anni solari sono pura convenzione, la &#8220;fine della crisi&#8221; non esiste se si realizza che nell&#8217;arco di 24 mesi la caduta del PIL è del -4,3% (per Moody&#8217;s) e del -4,7% (per il Governo). I veri indicatori, quelli che ancora mancano per dire che l&#8217;aria è cambiata, sono la ripresa delle vendite e degli utili aziendali, uniti all&#8217;inversione di tendenza dell&#8217;occupazione che continua a cadere, anche se meno velocemente, con un numero di nuovi disoccupati nel mondo industrializzato che è pari alle vittime della II guerra mondiale (50 milioni). La crisi sarà finita quando verranno creati nuovi posti di lavoro, una volta passata la tempesta.<br />
Il gatto è morto. Anche se è rimbalzato. Adesso ci vuole un gatto nuovo.</p>
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		<title>Suonatori di clacson</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 23:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
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		<description><![CDATA[un&#8217;idea per l&#8217;estate]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=FMgcvs6kIw8&amp;feature=PlayList&amp;p=DC7054CE6C4203AB&amp;index=73&amp;playnext=2&amp;playnext_from=PL">un&#8217;idea per l&#8217;estate</a></p>
<p></p>
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		<title>Aldo Moro e il passato che non passa (almeno in radio)</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 00:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrail]]></category>
		<category><![CDATA[Mainstream]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi tornando dal lavoro in auto, Radio Radicale. Franco Marini (Partito Democratico) fa un appassionato discorso sul rapimento di Aldo Moro. Non è il primo che sento, negli ultimi giorni. Però forse sono io che mi sono perso qualcosa nella vicenda del rapimento del presidente della DC da parte delle Brigate Rosse. A che punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi tornando dal lavoro in auto, Radio Radicale.<br />
Franco Marini (Partito Democratico) fa un appassionato discorso sul rapimento di Aldo Moro. Non è il primo che sento, negli ultimi giorni.<br />
Però forse sono io che mi sono perso qualcosa nella vicenda del rapimento del presidente della DC da parte delle Brigate Rosse. A che punto stiamo? Abbiamo pagato un riscatto? Lo Stato ha deciso di trattare? Che dice Andreotti? E il Papa?<br />
Tenetemi aggiornato, vi prego.</p>
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		<title>Ma non è Jon(g)kind?</title>
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		<pubDate>Sun, 25 May 2008 03:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrail]]></category>
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		<category><![CDATA[jonkind]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche io mi sono posto questa domanda prima di registrare il mio nick, il mio blog-dominio. Ma non è forse Jongkind? Questo blog non prende forse il nome da un pittore olandese famoso per le sue vedute di Parigi al chiaro di Luna? E invece no, non è lui. Che significherebbe poi? E&#8217; vero, conosco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io mi sono posto questa domanda prima di registrare il mio nick, il mio blog-dominio. Ma non è forse <a title="Jongkind" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Johan_Barthold_Jongkind" target="_self">Jongkind?</a> Questo blog non prende forse il nome da un pittore olandese famoso per le sue vedute di Parigi al chiaro di Luna?</p>
<p>E invece no, non è lui. Che significherebbe poi? E&#8217; vero, conosco Parigi. Ci vado spesso, soprattutto per lavoro. Ma non è per quello. Mi piacciono i suoi quadri, ho avuto l&#8217;occasione di vederli in una famosa personale al Quai D&#8217;Orsay. Ma per me questo pittore olandese non significa nulla, non ha nulla a che fare con la mia vita.</p>
<p>Invece si tratta di Jonkind, senza la &#8220;g&#8221;.</p>
<p>Chi è, dunque, costui?&nbsp;Jonkind?</p>
<p><span id="more-75"></span></p>
<p>Jonkind è un povero Cristo, un ritardato, una specie di bamboccione. Un personaggio secondario di uno straordinario romanzo di Louis Ferdinand Celine -&nbsp;<em>Morte A Credito -</em>&nbsp;dove il nostro piccolo eroe (avrà forse dodici anni) viene così introdotto dallo scrittore a pagina 200: &#8211; <em>Era (la moglie del signor Merrywin) di continuo occupata a far mangiare il piccolo Jonkind, un ragazzo speciale, un &#8220;ritardato mentale&#8221;. Ad ogni boccone, o quasi, bisognava che lei intervenisse, lo aiutasse, lo coccolasse, gli asciugasse tutto quel che lui sbrodolava. Una bella fatica. I suoi genitori, di lui, del cretino, se ne stavan laggiù, nelle Indie, manco venivano a fargli visita. Era una bella schiavitù, un piccolo forsennato simile, specie durante i pasti; inghiottiva tutto quanto trovava in tavola, i cucchiaini, i portatovaglioli, il pepe, i bottiglini dell&#8217;olio e dell&#8217;aceto, e perfino i coltelli&#8230;Ti arrivava lì col suo boccalone dilatato, slargato, proprio come un serpente, aspirava le cose più insignificanti, le copriva tutte di bava, con le lerfie sulla tovaglia. Faceva le fusa, schiumava nell&#8217;esercizio delle sue funzioni. Lei, ogni volta, lo tratteneva, lo allontanava, la signora Merrywin, sempre così piena di garbo, instancabile. Senza mai un gesto di impazienza&#8230;&#8221;.</em></p>
<p>Eccolo qui, Jonkind, un piccolo mostricciatolo che&nbsp;la signora&nbsp;Merrywin, moglie del rettore del collegio dove Celine viene spedito in quarantena per un&#8217;estate, accudisce con gentile rassegnazione. E che lo stesso Ferdinand, di tanto in tanto deve badare, nell&#8217;indifferenza altrui.</p>
<p>Perché dunque mi approprio di&nbsp;Jonkind per aprire un blog? Per un qualche significato intenso? Forse per introdurre una metafora della nostra società bambocciona, indifferente, bulìmica?&nbsp;</p>
<p>No.</p>
<p>E&#8217; stato poco tempo fa, quando lessi <em>Morte a Credito,</em> che venne a galla la&nbsp;mia personalissima <em>Madeleine, </em>la prima pietra che io ricordi di un&nbsp;<i>Bildungsroman&nbsp;</i>ancora tutto da scrivere. Se cerco nel mio Tempo Perduto, nei miei ricordi di adolescente, ben ricordo nel dopo-scuola cattolico quella specie di Jonkind: era un povero cristo di coetaneo, un bamboccione ritardato che alle medie tutti potevano riconoscere perché si muoveva da una classe all&#8217;altra con un insegnante di sostegno. Ai tempi ero un ragazzo buono e servizievole, disposto ad aiutare il prossimo, alla ricerca dell approvazione degli altri. Tanto ero disponibile che i compagni del catechismo (che ho frequentato fino all&#8217;incirca i 14 anni), inevitabilmente indaffarati a scambiarsi chitarre, pianificare gite al mare e salire nella considerazione personale del sacerdote d&#8217;area, preferivano di gran lunga affidare a me, dopo la Messa, l&#8217;assistenza domenicale &#8211; tutte le domeniche &#8211; di quel giovane Jonkind, con il quale vagavo tra il cortile dell&#8217;oratorio e i giardini affacciati sulla statale adriatica, in attesa che qualcuno venisse a riprenderselo.</p>
<p>Fu allora che per la prima volta riuscii a separare l&#8217;idea dalla pratica, l&#8217;impegno collettivo da quello personale, la bontà delle intenzioni da quella delle azioni. Fu in quel preciso istante &#8211; mi ricordo persino il giorno, l&#8217;ora, il minuto &#8211; che cominciai ad apprezzare Gesù Cristo come un personaggio storico.</p>
<p>Nessun motivo particolare, dunque, se non quello di escogitare un nome per partire a scrivere. Un nome qualunque, una impressione momentanea ma ricorrente, un nome con un significato&nbsp;per sé senza gli altri. Iniziare a scrivere è pur sempre un gesto privato ed anche&nbsp;un po&#8217;&nbsp;casuale. Soprattutto alle tre di notte, senza una esigenza di farlo. Senza nessuno che mi costringa.</p>
<p>Ci vuole un nome. Un nome che non sia&nbsp;già preda di un dominio. Un nome che non abbia ancora una pagina su Wikipedia ne un link su Google Search.</p>
<p>Jonkind è il nome giusto. Senza la &#8220;g&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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