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	<title>Jonkind &#187; La Paura e La Speranza</title>
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		<title>La Paura e la Speranza &#8211; I Fondi Sovrani</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 00:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Paura e La Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Quo Vadis Europa? Proposte concrete, pag. 108). In ogni caso e per contro va bloccata l&#8217;attività in Europa dei cosiddetti Fondi Sovrani. COMMENTO: La Lybian Investment Authority possiede il 4,6% di Unicredit, l&#8217;1% di Eni (in predicato di superare il 4%) e si appresterebbe ad entrare nel capitale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="copt13.asp.jpg" src="http://www.jonkind.com/copt13.asp.jpg" width="80" height="122" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span>(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Quo Vadis Europa? Proposte concrete, pag. 108).<br />
<em>In ogni caso e per contro va bloccata l&#8217;attività in Europa dei cosiddetti Fondi Sovrani.</em><br />
COMMENTO: La Lybian Investment Authority possiede il 4,6% di Unicredit, l&#8217;1% di Eni (in predicato di superare il 4%) e si appresterebbe ad entrare nel capitale sociale di Enel, Telecom Italia ed Impregilo.<br />
Il fondo di investimento Libico dispone di 65 miliardi di dollari da investire in patria e fuori. Gli italiani, dopo il Trattato firmato da Berlusconi, sono in prima fila per beneficiare del flusso di petrodollari, tanto che Marco Tronchetti Provera è addirittura entrato nel Board of Advisors del fonto stesso, per fornire consigli strategici.<br />
Durante la visita di Gheddafi a Roma, per celebrare lo storico accordo di amicizia tra Libia ed Italia, Giulio era in prima fila a rendere omaggio al Rais Tripolitano.<br />
Evidentemente solo i cretini non cambiano idea.</p>
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		<title>La Paura e la Speranza &#8211; le 7 parole d&#8217;ordine</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 00:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Paura e La Speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Sette parole d&#8217;ordine per salvarsi dalla crisi globale, pag.87) Le parole chiave che nell&#8217;insieme definiscono una politica di questo tipo e perciò una politica opposta alla dittatura &#8220;sfascista&#8221; del relativismo, sono sette. Tre parole formano un gruppo unico, le altre stanno separate, in modo da figurare tutte insieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><br />
<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="DISPLAY: inline"><a href="http://www.jonkind.com/tremonti.jpg"><img class="mt-image-left" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 20px 20px 0px" height="122" alt="tremonti.jpg" src="http://www.jonkind.com/assets_c/2009/03/tremonti-thumb-80x122-168.jpg" width="80" /></a></span>(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Sette parole d&#8217;ordine per salvarsi dalla crisi globale, pag.87)</em></em></p>
<p><em>Le parole chiave che nell&#8217;insieme definiscono una politica di questo tipo e perciò una politica opposta alla dittatura &#8220;sfascista&#8221; del relativismo, sono sette.</em></p>
<p><em>Tre parole formano un gruppo unico, le altre stanno separate, in modo da figurare tutte insieme come quattro blocchi concettuali essenziali: <strong>valori, famiglia e identità; autorità; ordine; responsabilità; federalismo.</strong></em></p>
<p><em>E&#8217; questo un tipo di politica che puà anche essere di grossa coalizione, ma fondata su di un catalogo di valori forti, che si articolano nei seguenti termini.</em></p>
<p><em>Valori, famiglia e identità. Il nostro problema, in un&#8217;età di crisi universale, è quello di conservare valori che per noi sono eterni. Rispetto al consumismo, è meglio quel che di bene resta ancora nel &#8220;romanticismo&#8221;.</em></p>
<p><em>Un esempio per tutti: il contrasto politico all&#8217;idea post-moderna della cosiddetta &#8220;famiglia orizzontale&#8221;. Non è questione di essere religiosi o laici. L&#8217;idea della famiglia orizzontale(&#8230;) sublima infatti la cultura del consumismo.[...]</em></p>
<p><em></em></em></p>
<p>COMMENTO: [...] etc. etc. Se è senz&#8217;altro legittima la visione verticale della famiglia rispetto a quella orizzontale non si capisce dove sia la necessità di una&nbsp;centralità della politica&nbsp;per risolvere un&nbsp;aspetto meramente sociologico. La Repubblica Italiana può&nbsp;cercare di&nbsp;bloccare i PACS e mettere in severa difficoltà economica le coppie orizzontali, ma difficilmente potrà invertire una tendenza secolare che affonda (per tenere le parole di Tremonti) le sue radici nel romanticismo più di quanto i&nbsp;giovani sposini davanti all&#8217;altare.</p>
<p>Sulle 7 parole d&#8217;ordine preferiamo glissare: apprezziamo il passo in avanti rispetto a Dio, Patria, Famiglia ma in queste 7 parole, se escludiamo il federalismo che almeno si capisce cos&#8217;è, ci sono solo dei pleonasmi indigesti. </p>
<p>I valori che servono sono i valori.</p>
<p>E fin qui ci arrivavamo anche noi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Paura e La Speranza &#8211; Ritorno a Versailles</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 23:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrail]]></category>
		<category><![CDATA[La Paura e La Speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, I valori, per un&#8217;identità europea, pag. 75). Un secolo pieno, se pure breve. Un secolo che non contiene infatti solo la fine del comunismo e l&#8217;avvento del mercatismo, le due polarità ideologiche più forti nate rispettivamente al principio e alla fine del Novecento, ma anche i fascismi, il nazismo, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="tremonti.jpg" src="http://www.jonkind.com/tremonti.jpg" width="80" height="122" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span>
<p>(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, I valori, per un&#8217;identità europea, pag. 75).</p>
<p><em>Un secolo pieno, se pure breve. Un secolo che non contiene infatti solo la fine del comunismo e l&#8217;avvento del mercatismo, le due polarità ideologiche più forti nate rispettivamente al principio e alla fine del Novecento, ma anche i fascismi, il nazismo, la Shoah, i misteri di Fatima, la sepoltura della civiltà contadina, il principio e la fine della fabbrica, il consumismo, infine la crisi della democrazia e l&#8217;alienazione dalla democrazia. E&#8217; tutto questo insieme di frenetici mutamenti, tutta questa straordinaria concentrazione di eventi, che ha stravolto la nostra cultura e che alla fine ha creato e lasciato un vuoto nel cuore e nell&#8217;anima dell&#8217;Europa. </em></p>
<p><em>Prima non era così. Prima l&#8217;Europa &#8220;cristiana&#8221; era une grande république che, pur dilaniata da guerre interne, si presentava tuttavia come lo spazio di un&#8217;immensa repubblica dominante &#8220;nell&#8217;arte&#8230;nella ricchezza&#8230;nell&#8217;industria&#8221; (Voltaire, il secolo di Luigi XIV, 1751)</em></p>
<p>COMMENTO: mischiando, al solito, le pere con le mele, il Vandeano Giulio Tremonti ritorna a bomba, al regno di Luigi XIV, per lenire la nostalgia del suo tempo ed i suoi valori irrimediatamente perduti.</p>
<p>Il ricordo Giuliano, quasi agreste, dell&#8217;Europa Cristiana perde ahimè per strada la Rivoluzione Francese, l&#8217;Illuminismo, i moti rinascimentali, lo sviluppo dei continenti extra europei ma caccia dentro il segreto di Fatima (importante quasi quanto le guerre mondiali, veh) e piange per sempre la sepoltura della civiltà contadina (quella dei pogrom della Shoah, per dire) e la fine della fabbrica, che sarà finita in Italia per le scelte idiote di politica economica, ma che altrove non è ancora smarrita. Così come è successo per la democrazia, grazie all&#8217;imbalsamatura del Parlamento.</p>
<p>Pur dilaniata da guerre interne&#8230;tsé&#8230;dettagli.</p>
<p>Giulio, ritorna a Volterra.</p>
<p>E restaci.</p>
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		<title>La Paura e la Speranza &#8211; Il culo è di Destra, ma anche il PC</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 19:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Paura e La Speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Una politica nuova, dopo il fallimento delle ideologie, pag. 66) Il mito politico dell&#8217;Arbeiter (la figura insieme mitica ed eroica del lavoratore) è progressivamente sostituito dal medium del personal computer che, agendo in termini &#8220;periferici&#8221;, destruttura le vecchie organizzazioni economiche, sociali, politiche.[...] I computer, rompendo l&#8217;ordine chiuso degli spazi territoriali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1164" title="copt13asp1" src="http://www.jonkind.com/images/2008/12/copt13asp1.jpg" alt="copt13asp1" width="80" height="122" />(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Una politica nuova, dopo il fallimento delle ideologie, pag. 66)</em><br />
<em>Il mito politico dell&#8217;Arbeiter (la figura insieme mitica ed eroica del lavoratore) è progressivamente sostituito dal medium del personal computer che, agendo in termini &#8220;periferici&#8221;, destruttura le vecchie organizzazioni economiche, sociali, politiche.[...] </em><em>I computer, rompendo l&#8217;ordine chiuso degli spazi territoriali, modificano la bilancia dei poteri, a favore delle libertà individuali. Quello che si sta formando, attraverso processo di distruzione e ricostruzione creativa, è in specie un mondo &#8220;libertario&#8221;, basato su ampi spazi fisici e virtuali di libertà. La vecchia struttura sociale era simile a un vecchio main frame computer, disegnato e organizzato, a somiglianza della società e della mentalità da cui veniva e per cui lavorava, dentro uno schema rigido e verticale, geometrico, disegnato dall&#8217;alto verso il basso: top down. La nuova struttura sociale è invece simile a Internet, anche perché è in parte fatta proprio dalle nuove strutture della comunicazione: è orizzontale e flessibile, anarchica e federale. Questo nuovo habitat non è favorevole per la &#8220;sinistra&#8221;; lo è invece molto più probabilmente per la &#8220;destra&#8221;.</em><br />
COMMENTO: ma Stalin ha inventato il Main Frame? O era l&#8217;IBM?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Paura e La Speranza &#8211; L&#8217;Europa Giudaico Cristiana</title>
		<link>http://www.jonkind.com/2008/11/04/la-paura-e-la-speranza-leuropa-giudaico-cristiana/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 00:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Paura e La Speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Europa Le Cause della Crisi Continentale pag. 54). &#8220;Bruxelles, castello di Laeken, 14 e 15 dicembre 2001, vertice dei capi di Stato e di governo europei. Si lancia il progetto di una Nuova Costituzione europea. Nel corso dei lavori si propone di inserire nel testo il riferimento alle radici giudaico-cristiane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.jonkind.com/images/2008/11/tremonti-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-880" title="tremonti-2" src="http://www.jonkind.com/images/2008/11/tremonti-2.jpg" alt="" width="80" height="122" /></a></em><br />
<em>(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Europa Le Cause della Crisi Continentale pag. 54).</em><br />
<em>&#8220;Bruxelles, castello di Laeken, 14 e 15 dicembre 2001, vertice dei capi di Stato e di governo europei. Si lancia il progetto di una Nuova Costituzione europea. Nel corso dei lavori si propone di inserire nel testo il riferimento alle radici giudaico-cristiane dell&#8217;Europa. Si apre un dibattito.</em><br />
<em>La prima, e in qualche modo superficiale o parziale, interpretazione ha visto questo dibattito come una partita giocata tra Parigi e Roma. Tra Parigi, luogo tutelare dei Lumi, e Roma, centro storico e spirituale. L&#8217;interpretazione più vasta e profonda è invece un&#8217;altra: non una partita tra Parigi e Roma, ma tra Londra e Roma e, al fondo, la lotta tra due visioni della società. </em><br />
<em>Londra come base di irradiazione di una visione della società che, banalizzandosi nei consumi e di riflesso nei costumi, si identifica e si appiattisce sull&#8217;economia: l&#8217;idea dell&#8217;Europa-mercato.</em><br />
<em>All&#8217;opposto, l&#8217;idea dell&#8217;Europa-politica. Frutto della sua storia passata e proiettata nella storia a venire proprio perché costruita come qualcosa di diverso e più alto, rispetto alla geografia piana tipica di un&#8217;area di libero scambio + alcune autorità guardiane preposte alla regolamentazione del traffico&#8221; (&#8230;) nel primo tempo ha vinto l&#8217;Europa-Mercato (&#8230;) per questo le radici non sono state inserite nella bozza di testo costituzionale, celebrando invece il trionfo del mercato (&#8230;) E&#8217; così che l&#8217;Europa, rinunciando a codificare le sue radici in nome del mercatismo, più ancora che del laicismo, ha rifiutato la propria identità, perché ha rifiutato la priopria anima. (&#8230;)accettando la confusione globale, l&#8217;opposto della cultura che invece per sua natura non è solo universale, ma anche locale, ha rinunciato alla sua difesa dalle forze esterne che premono sull&#8217;Europa. La difesa dall&#8217;esterno è infatti possibile solo se si sa cosa si è all&#8217;interno e se ci si crede.&#8221;</em><br />
<strong>COMMENTO</strong>: E&#8217; facile, oggi, sparare addosso a Londra ed all&#8217;avidità del liberismo economico come denominatore sociale degli stati. Tuttavia il tentativo di Tremonti di accreditare Roma (ed il Neopapismo Berlusconiano), come principale avversaria della Parigi dei Lumi o della Londra di Adamo Smith, fa un po&#8217; ridere.</p>
<p><span id="more-180"></span><br />
In questa polemica continua con il Mercato Tremonti ha individuato il Nemico numero Uno, fonte di ogni male, tanto da vederlo responsabile anche delle castrazione del sigillo giudaico-cristiano al tentativo fallito di costituzione europea. Ci sarebbe quindi un pervicace desiderio, da parte del satana mercatista, di divorare i bastioni umanistici, le piccole patrie, le povere anime d&#8217;Europa, riducendo tutto al mercato unico di libero scambio ed all&#8217;adozione della diabolica unità di misura: l&#8217;Euro.<br />
L&#8217;Europa Storica ha avuto molte albe: l&#8217;agorà ateniese, il tardo Impero Romano, il Sacro Romano Impero di Carlo Magno, il Rinascimento, la pace di Westfalia, la Rivoluzione francese, la Belle Epoque, i dopoguerra del Novecento. Non vi è un continente che sia stato tanto frastagliato e tormentato e la cui identità sia stata così divisa e confusa, come l&#8217;Europa. Ma tutto questo è successo prima che nascesse quel diavolo di Mercato Unico. Prima che il denaro diventasse l&#8217;unico Simbolo.<br />
Ma in Europa la Politica e la Religione hanno solo costruito ma anche (e soprattutto) distrutto: non si contano le guerre ed i morti in centinaia di anni di storia. Le radici giudaiche di cui parla Tremonti sono andate in fumo ad Auschwitz, per mano degli stessi cristiano europei. L&#8217;idea Tremontiana che adesso, più o meno da quando lui e Berlusconi sono al Governo in Italia, ci sia una ispirazione Politica comune e fraterna, di stampo angelico, finalmente virtuosa ed in grado di temperare l&#8217;impulso demoniaco del commercio e del libero scambio è un&#8217;immagine sciocca ed ingenua ed che purtroppo il nostro ministro non si impegna affatto a nascondere.<br />
Noi siamo fedeli all&#8217;idea originaria che vuole la resistenza laica delle classi dirigenti europeo-continentali alla base della eliminazione dell&#8217;incipit religioso dalla costituzione della UE. Sono stati i Lumi, quindi. Quei Lumi che forse hanno lo stesso scopo di Tremonti (tenere lontano l&#8217;Islam più che si può dalla vergine Europa) ma non in nome di una contrapposizione tra musulmani e cristiano-giudaici che dovrebbe (per negazione, forse) farci immaginare l&#8217;idea di Europa, ma per l&#8217;avversione illuministica al fanatismo religioso, alla confusione tra Cristo e Cesare, agli Stati confessionali.<br />
L&#8217;identità politica europea (che sia chiaro, non è mai esistita se non come accumulo di vicende storiche di tipo omogeneo e talmente stratificate nel tempo da costituire un corpus ad alto peso specifico) è una strada lunga, interessante e piena di speranze. Tuttavia non può nascere un&#8217;identità a freddo, di tipo politico-ideale, tra popoli che si sono sempre impegnati a combattersi a vicenda lungo duemila anni.<br />
E&#8217; un percorso lungo ma possibile. Ma deve prima nascere dall&#8217;annullamento delle differenze storiche attraverso la conoscenza, la consuetudine e la continuità dei rapporti amichevoli che si ottengono attraverso gli scambi culturali e la condivisione dei destini politici extra europei (le crisi balcaniche, il rapporto con la Russia e la Cina etc.). Ma anche e soprattutto attraverso i commerci. E&#8217; attraverso i commerci che le civiltà si iniziano e si formano, non con le religioni.<br />
E&#8217; dopo anni ed anni di frequentazioni commerciali, di scambi economici, di viaggi, di omogeneizzazione linguistica (pur nelle differenze) che potranno nascere gli Stati Uniti d&#8217;Europa.<br />
Nonostante il pessimo esempio fornito dai banchieri in questi ultimi mesi, personalmente abbiamo ancora fiducia in due essere umani che si incontrano per scambiarsi un bene contro denaro. Abbiamo ancora fiducia nello scambio di personali interessi e di mutue convenienze per far avvicinare due simili. Abbiamo molto più fiducia in questo che nel caso in cui due estranei che si incontrino l&#8217;uno per convertire l&#8217;altro: soprattutto se si tratti di un giudaico cristiano che incroci la strada con un musulmano. Armato di Fede. Ma anche di Spada.</p>
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		<title>La Paura e La Speranza &#8211; L&#8217;anima mercatista</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 00:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrail]]></category>
		<category><![CDATA[La Paura e La Speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Europa Le Cause della Crisi Continentale pag. 36). &#8220;Un tipo umano che non solo consuma per esistere, ma che esiste per consumare. Un soggetto che pensa come consuma e consuma come pensa, per cui i vecchi simboli civili e morali sono sostituiti dalle icone e dalle immagini commerciali. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.jonkind.com/images/2008/11/tremonti-21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-887" title="tremonti-21" src="http://www.jonkind.com/images/2008/11/tremonti-21.jpg" alt="" width="80" height="122" /></a>(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Europa Le Cause della Crisi Continentale pag. 36).</em><br />
<em><a href="http://www.jonkind.com/images/2008/08/copt13.jpg"></a>&#8220;Un tipo umano che non solo consuma per esistere, ma che esiste per consumare. Un soggetto che pensa come consuma e consuma come pensa, per cui i vecchi simboli civili e morali sono sostituiti dalle icone e dalle immagini commerciali. Per cui i jeans e le scarpe sono una divisa e la divisa un sostiuto dell&#8217;anima, per cui il turismo sublima l&#8217;avventura umana, la musica metallica spiritualizza l&#8217;esistente, i concerti sostituiscono provvisoriamente la comunità&#8230;&#8221; </em><br />
COMMENTO: Riecco i jeans, citati già a pagina 10 come totem dell&#8217;uomo consumatore ad una dimensione. I jeans, per l&#8217;autore, sono un tormento modernista onnipresente.<br />
Il problema è anche il turismo di massa che, invece di mettere a contatto popoli diversi e renderli più prossimi, anche per odiarsi un po&#8217; di meno, sarebbe addirittura un surrogato del cammino dell&#8217;uomo, da svolgersi per lo più, nella propria provincia d&#8217;origine.</p>
<p><span id="more-133"></span><br />
Ma il colpo di genio arriva alla fine, con la musica metallica (proprio così, metallica, non siamo nemmeno sicuri che questo fosse il termine usato ai primordi per accogliere chuck berry ed elvis presley, supponiamo che si usassero già allora termini piu sofisticati). La musica rock, quindi, strumento di perdizione che travolge i vecchi valori civili e le comunità (alzi la mano, poi, chi ha capito <em>&#8220;&#8230;spiritualizza l&#8217;esistente&#8221;).</em> Le vecchie comunità di una volta, tutto valori civili che quando si incontravano non lo facevano certo per due salti di liscio e mazurka ma, evidentemente, sospiravano alla luna il loro essere così comunità. E così civili.</p>
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		<title>La Paura e la Speranza &#8211; i cinesi e le automobili</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 00:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrail]]></category>
		<category><![CDATA[La Paura e La Speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Il lato oscuro della globalizzazione, pag. 25). &#8220;A questo punto è logica e legittima la domanda: perché penalizzare ora i Paesi in via di sviluppo? Perché le ragioni dell&#8217;ambientalismo dovrebbero valere solo ora, con l&#8217;ingresso dell&#8217;Asia del mercato mondiale?&#8221;. Per una ragione molto semplice e non solo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.jonkind.com/images/2008/11/tremonti-22.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-889" title="tremonti-22" src="http://www.jonkind.com/images/2008/11/tremonti-22.jpg" alt="" width="80" height="122" /></a>(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, Il lato oscuro della globalizzazione, pag. 25).</em><br />
<em><a href="http://www.jonkind.com/images/2008/07/copt135.jpg"></a>&#8220;A questo punto è logica e legittima la domanda: perché penalizzare ora i Paesi in via di sviluppo? Perché le ragioni dell&#8217;ambientalismo dovrebbero valere solo ora, con l&#8217;ingresso dell&#8217;Asia del mercato mondiale?&#8221;. Per una ragione molto semplice e non solo per astuzia politica o per egoismo occidentale in generale ed europeo in particolare. Perché non si può rifare la storia, non si può guardare indietro, si può solo guardare avanti. L&#8217;ipotesi che, per esempio, 200 o 300 milioni di cinesi abbiano nei prossimi anni la loro automobile (inquinante) terrorizza per prime le stesse autorità cinesi. La risposta è quindi e in ogni caso una sola. Nell&#8217;interesse di tutti, va fermato ovunque il mercatismo.&#8221; </em><br />
COMMENTO: Tremonti non vuol fare la storia, e neanche noi. Tremonti non vuole guardare indietro. Ma noi si. Con la legge che portava il suo nome, la Legge-Tremonti appunto, <span class="Apple-style-span" style="word-spacing:0;font:13px/19px 'Lucida Grande';text-transform:none;color:#000000;text-indent:0;white-space:normal;letter-spacing:normal;border-collapse:separate;orphans:2;widows:2;">nel periodo 2001-2002, il Ministro introduceva robusti incentivi fiscali alle aziende ed ai titolari di partita IVA per l’acquisto o il leasing di autoveicoli nuovi, appena usciti di fabbrica e non ancora immatricolati. Il 2002 fu un anno eccezionale per il mercato automobilistico italiano ed in particolare per i veicoli commerciali quali camion, furgoni etc. (260.354 unità immatricolate). Per questi veicoli (generalmente inquinanti) Il mese di dicembre 2002, l’ultimo valido per usufruire degli incentivi, stabilì addirittura il primato di “<a title="record mensile di vendita di tutti i tempi" href="http://www.infomotori.com/a_299_IT_5016_1.html" target="_self"><span>record mensile di vendita di tutti i tempi</span></a>“.</span><br />
Quello era il Tremonti del secondo Governo Berlusconi, che per far ripartire i consumi e sostenere l&#8217;industria automobilistica dopo la crisi degli attentati terroristici a New York, vedeva di buon occhio l&#8217;inondazione di nuove auto sul mercato, specialmente per le aziende che di solito scelgono auto di grossa cilindrata ed elevati consumi.<br />
Il Tremonti di oggi invece ha paura che i cinesi si comprino pure loro la loro bella automobile per inquinare l&#8217;aria che anche gli europei respirano. E&#8217; colpa del mercatismo, ovvio. La soluzione? I dazi ai cinesi che proteggano i redditi dei lavoratori e degli imprenditori italiani che potranno così permettersi due auto a famiglia (magari tre, tanto Tremonti ha abolito il bollo auto) mentre il cinese continuerà a muoversi in risciò.<br />
Ci saranno almeno 30 milioni di auto in Italia (<a title="siamo addirittura il paese con il più altro rapporto veicolo per abitante" href="http://www.businessonline.it/news/3748/nazioni-con-piu-automobili.html" target="_self">siamo addirittura il paese con il piu alto rapporto di veicoli per abitante</a>) ma a Tremonti spaventano i 200 milioni di veicoli che si compreranno un miliardo di cinesi.<br />
Fermate la storia. Tremonti vuole scendere.</p>
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		<title>La Paura e La Speranza: I nuovi totem</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 01:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Paura e La Speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, I costi della globalizzazione, pag.10). &#8220;Cosa è successo in questi anni in Europa, cosa ha cambiato la nostra vita? Cosa ci ha portato via la speranza? Cosa ci consegna ad una vita senza futuro? Perché abbiamo buttato via la civiltà contadina, ma non sappiamo più gestire la modernità? Perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.jonkind.com/images/2008/07/copt133.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-304" src="http://www.jonkind.com/images/2008/07/copt133.jpg?w=80" alt="" width="80" height="122" /></a></em><br />
<em>(Giulio Tremonti, La Paura e La Speranza, I costi della globalizzazione, pag.10).</em><br />
<em>&#8220;Cosa è successo in questi anni in Europa, cosa ha cambiato la nostra vita? Cosa ci ha portato via la speranza? Cosa ci consegna ad una vita senza futuro? Perché abbiamo buttato via la civiltà contadina, ma non sappiamo più gestire la modernità? Perché abbiamo scambiato gli interessi con i valori, l&#8217;avere con l&#8217;essere, il consumismo con l&#8217;umanesimo? Perché, barattando il piccolo con il grande, abbiamo firmato una cambiale mefistofelica con il dio mercato? Perché, passando disinvoltamente from Marx to Market, dall&#8217;utopia comunista all&#8217;utopia mercatista, abbiamo fatto del mercato unico il nostro nuovo habitat? Un territorio nuovo popolato da simboli, da nuove icone, da nuovi totem: pop, rap, jeans, reality, ecstasy, pc, online, ecommerce, e-bay, i-Pod, dvd, facebook, r&#8217;n'b, disco, techno, tom tom etc. Simboli, icone e totem capaci tutti insieme di avvolgerci nella forza virtuale propria di una nuova dialettica esistenziale. Nella forma dinamica continua di un nuovo materialismo storico, la fabbrica illusoria del nuovo uomo post-moderno.&#8221; </em><br />
COMMENTO: Ecco, perché? Tutti questi perché&#8230; Per passare dalla civiltà contadina al tom tom (il navigatore satellitare), smaterializzando i nostri valori? Perdendo di vista (pur avendo il tom tom) i veri valori? E dov&#8217;è finito l&#8217;umanesimo?</p>
<p><span id="more-131"></span><br />
Francamente queste domande sono un po&#8217; troppe. Lasciamo perdere il ricordo agreste della civiltà contadina; una reminiscenza che rimane solo a chi il contadino non la fa più oppure non l&#8217;ha mai fatto. A ben vedere il termine civiltà contadina significa soprattutto privazioni, povertà, carestia, alluvioni, l&#8217;ignoranza delle campagne, la chiusura, la grettezza. Mentre la civiltà contadina albeggiava e si sviluppava lungo il corso della storia d&#8217;Italia vengono in mente non solo le messi rigogliose di grano e granturco e le mondine festose nelle risaie, ma anche il brigantaggio, la tassa sul macinato, l&#8217;emigrazione in America, le lotte dei braccianti, il fascismo, per non dire di due guerre mondiali che i contadini li hanno stravolti per davvero scaraventadoli sulle trincee e contro i carri armati.<br />
Tremonti pare rimpiagere Marx rispetto al Market (questa poi&#8230;) ma ciò che annichilisce è la definizione e la sua disposizione, in fila indiana, dei totem del nuovo uomo-consumista: <em>pop, rap, jeans, reality, ecstasy, pc, online, ecommerce, e-bay, i-Pod, dvd, facebook, r&#8217;n'b, disco, techno, tom tom etc..</em><br />
A sorpresa 5 totem su 17 sono generi musicali, inclusi il rythm and blues di Rihanna e la disco degli Abba; un altro totem è il dvd (chissà perchè il non il cd&#8230;) prima della sfilza che va dal Pc a facebook, passando dall&#8217;ecommerce e dall&#8217;Ipod. Con il Pc (inventato degli anni &#8217;70, c&#8217;era ancora la Guerra Fredda, non la globalizzazione) probabilmente Tremonti ci ha scritto il suo libro ma un totem rimane e chissà cosa dirà la società di aste online e-bay di essere accostata alle pillole di ecstasy nella fabbrica illusoria dell&#8217;uomo post-moderno?<br />
Tacciamo dei reality. Se Tremonti vuole lamentarsi può benissimo bussare alla porta del suo datore di lavoro nonché Primo Ministro, che con i reality ci fa i milioni a palate.<br />
Ma i Jeans&#8230;che gli hanno fatto i Jeans&#8230;? Inventati già a <a title="partire dal XV secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jeans" target="_self">partire dal XV secolo</a> ed usati dai marinai genovesi, poi da Garibaldi, poi dai cow-boys americani e via via da tutti i lavoratori e non che volevano qualcosa di comodo, il mitico tessuto blu-denim ha conquistato il mondo da moltissimi anni come sinonimo di pantalone alla portata di tutti&#8230;Perché diavolo i jeans simbolo dell&#8217;utopia mercatista?</p>
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		<title>La Paura e La Speranza &#8211; Bibliografia</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 19:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrail]]></category>
		<category><![CDATA[La Paura e La Speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[Nessuna. Il libro non ha bibliografia. Tuttavia si contano almeno 28 citazioni su 96 pagine. 1 ogni 4 pagine. Di queste in almeno 12 occasioni Tremonti cita se stesso, vale a dire suoi precedenti articoli su quotidiani (Il Corriere della Sera) o il precedente volume Rischi Fatali (2005). Tra i non-Tremonti una sola citazione (a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jonkind.com/images/2008/07/copt131.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-295" src="http://www.jonkind.com/images/2008/07/copt131.jpg?w=80" alt="" width="80" height="122" /></a>Nessuna. Il libro non ha bibliografia.<br />
Tuttavia si contano almeno 28 citazioni su 96 pagine. 1 ogni 4 pagine.<br />
Di queste in almeno 12 occasioni Tremonti cita se stesso, vale a dire suoi precedenti articoli su quotidiani (Il Corriere della Sera) o il precedente volume Rischi Fatali (2005).<br />
Tra i non-Tremonti una sola citazione (a testa) tocca a Platone, Hegel, Voltaire, Papa Ratzinger e Karl Marx.</p>
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		<title>La Paura E la Speranza &#8211; Premessa</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 00:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonkind</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il suo saggio-manifesto: &#8220;La Paura e La Speranza&#8221; (sottotitolo Europa: la crisi globale che si avvicina e la via per superarla) l&#8217;attuale Ministro dell&#8217;Economia del Governo Berlusconi, Giulio Tremonti, ha tracciato il solco del pensiero conservatore delle piccole patrie che puntano a sopravvivere nell&#8217;Europa del futuro. Il manuale, come dice lo stesso autore, vuole aiutare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jonkind.com/images/2008/07/copt13.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-280" src="http://www.jonkind.com/images/2008/07/copt13.jpg?w=80" alt="" width="80" height="122" /></a>Con il suo saggio-manifesto: &#8220;La Paura e La Speranza&#8221; (sottotitolo Europa: la crisi globale che si avvicina e la via per superarla) l&#8217;attuale Ministro dell&#8217;Economia del Governo Berlusconi, Giulio Tremonti, ha tracciato il solco del pensiero conservatore delle piccole patrie che puntano a sopravvivere nell&#8217;Europa del futuro.<br />
Il manuale, come dice lo stesso autore, vuole aiutare a capire perché la nube nera della globalizzazione stia oscurando l&#8217;isola felice del Belpaese italiano. Secondo Tremonti, l&#8217;irruzione di una visione liberista-consumistica nell&#8217;ambito della società mondiale travolgerebbe, con l&#8217;avvento del paradigma &#8220;mercatista&#8221; (un&#8217;ossessione Tremontiana) quei valori di solidarietà, coesione sociale, sostegno alla famiglia e rispetto della religione sui quali si era basato, fino ad oggi, il placido benessere economico e politico dell&#8217;Italia prima, dell&#8217;Europa poi. Le minacce verrebbero quindi oggi dalla speculazione dei mercati internazionali, dalla concorrenza cinese a basso costo, dal denaro-pensiero come unico denominatore delle relazioni dei popoli, dall&#8217;immigrazione incontrollata, dalla debolezza del pensiero politico europeo, rispetto alla forza del suo mercato integrato e della sua valuta: l&#8217;Euro. Per non parlare dei matrimoni tra omosessuali, o anche solo dai PACS.</p>
<p><span id="more-123"></span><br />
Tremonti propone quindi la sua diagnosi sulla crisi che si abbatterà sulla Fortezza Europa e che rischia di portarsela via, travolta dal progresso dell&#8217;Asia e dalla deriva, altrettanto pericolosa, dell&#8217;America, travolta da se stessa. Egli propone  alcune ricette utili ad evitare il disastro, richiamandosi a sette parole d&#8217;ordine: <em>valori, famiglia e identità, autorità, ordine, responsabilità, federalismo.</em><br />
Questo blog si propone semplicemente di dimostrare, con un edizione commentata al suo libro ed una rubrica dedicata, che il Tremonti Pensiero è un Pensiero al Tramonto; un&#8217; espressione vetusta e storicamente abusata, in Italia, di una <em>weltanschaung</em> Piccolo Borghese che nulla ha capito del momento attuale e che si richiama a generiche categorie conservatrici che non danno alcuno strumento per comprendere la realtà, bensi inoculano un virus che porta alla chiusura mentale, alla sopravvalutazione dei pericoli esterni ed alla sottovalutazione delle capacità interne, infine al declino suicida della società italiana ed europea, iniziata con le guerre mondiali del Novecento e mai veramente concluso. <br />
Tremonti è persona capace intelligente, ma il suo tentativo di salire in cima all&#8217;albero per guardare l&#8217;orizzonte a nome di tutti noi, mostra il limite velleitario di un tecnico-politico che si è sempre mosso nell&#8217;ambito ristretto della politica economica e finanziaria della Repubblica Italiana, su e giù dai ministeri anche ai tempi di Treviglio e Formica nei ruggenti anni &#8217;80 (quelli che hanno veramente sfasciato il debito pubblico italiano) e che forse dovrebbe riflettere un po&#8217; di più sulla opportunità (e necessità) del suo parlare come un oracolo, o come un filosofo della Storia.</p>
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