(distributore self service di carburante, Milano, ore 19.16)

(nella piazzola davanti alla mia, mentre si avvicina alla pompa, l’automobilista si accende una sigaretta prima di iniziare il rifornimento)

“Scusi, non credo che la sigaretta sia una buona idea”

“Lei non si preoccupi”

(segue grandissima faccia di cazzo)

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(Milano, taxi ore 23.44)

“per noi adesso è una favola, a noi ci ha cambiato la vita il decreto”

“quale decreto?”

“quello che se hai bevuto una birra non puoi guidare, a me prima mi correvano addosso”

“ah certo, per voi è una pacchia”

“prima il week end era un disastro, tutti ubriachi e sniffati, ma guidavano e ci correvano addosso, adesso basta 0,50. A me una volta è corso addosso uno che aveva 2,26″

“adesso li prende tutti su lei”

“li prendo su io, gli ubriachi”

“anche gli sniffati”

“certo, una volta ho portato ***** (noto calciatore, ndr) a prendere la coca in Corso Sempione”

(intanto la radio trasmette un discorso di Berlusconi sulla necessità di tenere unito il PDL)

“eh, glielo dico io, quel Berlusconi lì. E’ bravissimo a farsi gli affari suoi.”

“eh sì, è un dritto”

“racconta a tutti un sacco di balle eh, però i suoi affari li gestisce benissimo”

“e gli vanno dietro in tanti”

“in tanti? in tantissimi, c’è gente che si butterebbe nel fuoco per lui”

“a quanto pare”

“a un sacco di persone gli conviene, il Berlusconi, ci guadagnano”

“beh sì, molti ci guadagnano, molte categorie”

“in tanti ci guadagnano un sacco di soldi, glielo dico io”

“…gli evasori fiscali, per esempio, pensi che prima al ristorante non volevano farmi lo scontrino”

“Ma noooo, nooo. Non dico quelli. Sa di chi parlo? Di quelli che lavorano nelle sue ville. Tutto quel personale assunto nelle sue case in giro per il mondo. Stipendiati e riveriti. E quando lui non c’è? Se ne stanno stravaccati a far niente, glielo dico io.”

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(Taxi a Milano, ore 10 35)

“ma vaff…tutti gi stronzi…tutti a me”

“una tartaruga, questa davanti”

“”sta vecchia, ‘sta stronza”

“non supera?”

“con questo catorcio?”

“cos’è la sua macchina? una Multila? bi-fuel?”

“va a GPL, non supero nemmeno ‘sta vecchia”

“Mmmh, perché non la cambia?”

“Non è nemmeno mia”

“Ah, no?”

“E’ di quello che mi presta la licenza”

“Quindi lei non ha licenza”

“Ce l’avevo, poi l’ho venduta a 200.000 euro”

“Apperò”

“Adesso l’affitto da uno che ha la licenza, ci alterniamo ai turni”

“avete fatto un contratto di subaffitto”

(segue una risposta incomprensibile)

“certo che costano queste licenze, 200.000 euro è una bella somma”

“Sa cosa le dico, non si può vivere così, devo fare qualcosa, non si tira avanti”

“Guardi anche io, come lei, non ne posso più delle banche tradizionali”
(Promotore Che Banca! in uno stand allestito in un centro commerciale, Che Banca! è la divisione aperta al pubblico di Mediobanca, fondata nel 1946)

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Negli ultimi 6 mesi ho dovuto sostituire ben tre volte la lampada del fanale di posizione della mia automobile Alfa Romeo. Il motivo? Vediamo di ricostruirlo:
“ma chi le ha cambiato la lampada? Non è quella giusta. Per questo si è bruciata. Adesso le metto la lampada giusta”
(Distributore Tamoil, Milano, novembre 2009)
“ma chi le ha cambiato la lampada? Non è quella giusta. Per questo si è bruciata. Adesso le metto la lampada giusta”
(Elettrauto di famiglia, Ravenna, febbraio 2010)
“ma chi le ha cambiato la lampada? Non è quella giusta. Per questo si è bruciata. Adesso le metto la lampada giusta”
(Concessionario Alfa Romeo, Milano, aprile 2010)

(Monza, studio Notarile in una via del centro, 28 giugno 2002)
Personaggi: un notaio, venditore di immobile, compratore di immobile cioè io
(segretaria con scollatura mozzafiato legge tutto l’atto notarile di compravendita. Appena finita la lettura dalla porta entra il notaio titolare dello studio, in elegante gessato e passo abbronzato)
“allora, avete capito bene l’atto?” (congeda la segretaria con un’occhiata)
“sì”
“sì”
“lei, signor…come si chiama…ah ecco…Moramarco”
“sì, sì”
“bene e lei…dunque…signor Landi…”
“tutto a posto”
“bene, allora adesso dobbiamo indicare la cifra”
“ho qui gli assegni”
“bene, van bene per lei gli assegni…signor…signor…Mora…”
“sì, gli assegni sono ok”
“sono assegni circolari”
“benissimo, allora gli assegni circolari, li dia pure al venditore”
(sposto gli assegni sul tavolo)
“allora, adesso per completare l’atto dobbiamo indicare la cifra.”
“Sono 167mila euro”
“Ecco, benissimo signor Landi, lei paga 167mila euro ma ovviamente nell’atto indichiamo solamente la cifra di 59mila euro”
“Ah…sì?”
“Certo, paghiamo meno imposta di registro, è un valore indicativo”
“Capisco”
“Benissimo, signor Moramarco, sono 167 mila euro e ovviamente dichiariamo 59mila, firmi qui”

(telefonata n.1)
“Buongiorno, parlo con il signor *****?”
“Sì, sono io”
“Buongiorno, signor *****, come va?”
“Bene, grazie”
“La chiamo dalla direzione di Sky per proporle un’offerta imperdibile, a proposito, lei è già un abbonato Sky?”
“Sì”
“Aahh, beeene…arrivederci”
“Arrivederci”
(telefonata n.2)
“Buongiorno, parlo con il signor *****?”
“Sì, sono io”
“Buongiorno, signor *****, come va?”
“Bene, grazie”
“La chiamo dalla direzione di Fastweb per proporle un’offerta migliorativa rispetto alla sua, lei ha l’Adsl o la Fibra Ottica? Per poter usufruire dei nostri servizi superveloci?”
“Guardi la interrompo subito, la mia azienda mi offre l’Adsl gratuita per l’home office”
“Ah, sì?”
“Sì.”
“Bene, quale azienda?”
“E’ importante?”
“No, in effetti, signor *****, comunque le volevo fare questa proposta migliorativa del suo attuale…”
“Ma, scusi, non ha capito? Ce l’ho gratis”
“Certo, signor *****”
“E lei pensa di poter fare meglio di così”
“No, certo, signor *****”
“Allora arrivederci”
“Arrivederci”

(a bordo di un taxi, mattina, Milano)
- a me non me ne frega più un cazzo
- come, scusi?
- del calcio, dico (indica la radio)
- ah, non è un tifoso, quindi?
- ma no, lo seguo, lo guardo in TV, per carità, ma quelli mi hanno stancato, sono anni che si rubano i soldi che noi portiamo allo stadio
- quelli chi?
- ma i soliti, no? (muove il dito nell’aria), i soliti. tutti. lo sa lei che per avere la corsia preferenziale per Linate ci sono voluti i mondiali di calcio?
- Ah certo, e poi chissà quanto c’hanno mangiato sopra
- Ecco, appunto. E poi l’hanno fatta da schifo, bastava a fare un sondaggio e chiedere in giro: qual’è il più pirla dei tassisti? Ecco, tu che sei il più pirla ti chiedo, come lo devo fare questo marciapiede in mezzo? Invece no, hanno voluto fare tutto loro, che non capiscono niente. Che poi io l’assessore (nome di assessore) lo conoscevo bene, ci andavo a cena e gli davo di gomito e gli dicevo: assessore, lei è bravo ma di ‘ste cose non ci capisce nulla
- E lui?

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(microfono aperto a Radio Popolare, si discute di pensioni con un esperto che risponde ai radioascoltatori)
“Sono io?”
“E’ lei, prego, è in onda, dica”
“Bene, io sono del ’50 e ho iniziato a lavorare nel ’75. Lavoro in Regione, quindi nel settore pubblico”
“Sì, cosa vuol chiedere al nostro esperto?”
“Allora io voglio andare in pensione, perché mi sono proprio stancata”
“Stancata?”
“Sì, di questi politici, non ne posso più”
“Ah, va bene, quando vorrebbe andare?”
“Alla fine della legislatura, dopo le elezioni regionali, quindi direi nella primavera del 2010. Però vorrei sapere se rientro nelle finestre. Io credo di no. Quindi vorrei andare in pensione subito e voglio sapere con quanto.”
“Va bene, sentiamo l’esperto”
“Perché davvero non ne posso più di questi politici, mi hanno stancata.”
“Sì, sentiamo l’esperto”
“Non dovrei rientrare nelle finestre…(si interrompe la comunicazione)
(parla l’esperto): “ma, veramente…si informi…forse le finestre si applicano. Questo significa aspettare almeno qualche mese prima di andare in pensione. Comunque lei è in pieno sistema retributivo, non misto, quindi a lei non si applicano i nuovi coefficienti sul montante. Significa che le spetta il 2% del suo stipendio lordo per ogni anno di contribuzione (quindi 70% ndr), del suo ultimo stipendio.
Momento Raskolnikov – On
Ma ****** vecchia, ti lamenti pure? Le finestre? Ma certo che ti tocca la finestra, e schiatta ancora un po’ su quella scrivania. Altrimenti dalla finestra ti ci ******** noi. Ma ********* arpìa, cosa vuoi ancora? Cosa hai fatto in Regione per 35 anni, che ci stai sul groppone quando lavori e pure quando vai in pensione. Ti stanno sul ***** i politici? Invece dovresti baciargli il **** tutte le mattine che grazie a loro te ne vai in pensione con il doppio rispetto a un ******** che inizia a lavorare adesso e che ti dovrà mantenere fino a quando ********? Ma **********, va’!
Momento Raskolnikov – Off

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(impiegata delle poste a un immigrato che protestava per dover tornare a casa e recuperare la delega al ritiro di una raccomandata)
“guardi che oggigiorno, con il fax, si riesce a fare tutto”

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