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Un grande momento di televisione

Pubblicato il 7 ottobre 2010

Difficile che si ripeta, nei prossimi 100 anni, un momento di cronaca e di televisione come quello vissuto a Chi L’Ha Visto, ieri sera: una storia angosciante che dura da 42 giorni, una ragazzina sparita nel nulla, il cellulare scoperto dopo un mese in circostanze misteriose, un parente sospettato interrogato dai carabinieri proprio durante la diretta, la madre della ragazzina che partecipa alla trasmissione dal salotto della casa del sospettato, lo zio, casa dove si trova anche la figlia del parente, amica del cuore della scomparsa.

Se poi, durante la diretta, arrivano le notizie prima confuse poi sempre più certe sul fatto che lo zio è crollato davanti ai carabinieri e che ha confessato l’omicidio della nipote, e il tutto viene annunciato senza filtri, senza interruzioni, in faccia alla madre, con lo strazio delle conferme che arrivano al posto delle smentite, il risultato non può che essere una catastrofe improvvisa, un Act Of God dalle conseguenze imprevedibili dove la morale viene ribaltata e gli atti dei singoli diventano ingiudicabili, come nelle guerre,  dove tutto è in qualche modo giustificabile, il giudizio finale sospeso.

Parliamo della Sciarelli.

La conduttrice della trasmissione è stata accusata di sciacallaggio per l’insistenza nella diretta, per l’indelicatezza nella lettura delle notizie alla madre, per non aver chiuso la trasmissione nei tempi previsti, aggrappata con le unghie all’irripetibile audience della tragedia. “La diretta dalla casa dall’assassino” marchierà la Sciarelli per sempre, e a giudicare dal fantasma inquieto della conduttrice avvistato il giorno dopo nel TG di Mentana lei lo ha capito benissimo.

Facile giudicare, dice qualcuno. In una situazione del genere ogni cosa si sarebbe rivelata sbagliata, ogni errore sarebbe stato errore anche facendo il contrario.

A me la Sciarelli più che cinica è sembrata completamente inadeguata. Capitata nel posto giusto al momento sbagliato si è fatta esplodere con la bomba addosso. Il climax tragico della trasmissione è stato affrontato a occhi chiusi fino alla fine, con un’ansia da situazione e prestazione assieme, riassunte nel tono petulante e inopportuno della zia scema al funerale di famiglia. La fredda opportunista avrebbe cambiato registro, studiato le pause, nascosto la voce sotto la galleria nei momenti più palpitanti. La Sciarelli invece andava avanti senza sentire, senza ascoltare, dritta verso il muro del ridicolo, con l’occhio vago per lo studio in cerca di aiuto per poi finire a prendere a pugni (metaforicamente) la povera madre di Sarah che stava penosamente adattandosi alla situazione: “come è possibile che una madre sappia della morte della figlia dai giornalisti?” si chiedeva retoricamente la Sciarelli rispondendosi tragicamente da sola, “Cosa vuole fare, vuole interrompere la trasmissione e andare dai carabinieri? Mi dica lei!” chiedeva non al regista, non agli assistenti di studio, ma proprio alla persona che si supponeva la meno lucida di tutte avendo appena appreso della morte della figlia.

E altre cose che potete godere nei vari spezzoni che girano per YouTube.

Un momento lungo di televisione in cui si sono confrontate due impassibilità: l’impassibilità chiassosa di una giornalista che ha rivelato tutti i suoi limiti e l’impassibilità dolorosa di una madre a cui sono successe troppe cose, tutte assieme, il cui volto rimarrà per sempre nella storia della TV, come una specie di maschera dell’innocenza, in mezzo al disastro mediatico.

(per chiarirci, il grande momento di televisione è al minuto 01:30, quando Concetta Scazzi, su proposta dell’avvocato Biscotti, dice: “vabbeh, andiamo”: la madre esce di scena, mentre la Sciarelli, con lo sguardo supplice di chi ha capito che sta arrivando per lei una qualche specie di fine annunciata, chiede a gran voce se almeno gli altri, l’inviata Maria Lucia, Alessio e Ivano, gli altri abitanti di quel salotto infame sarebbero rimasti in onda dopo la pubblicità, senza lasciarla lì da sola. Sola con il suo day after).


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