|
|
|
|
Movie stars life don’t work Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Movie stars life don’t work

Pubblicato il 5 settembre 2010

Ci sarà un motivo se, sopratutto se distillata da un’insistenza 24/7 della telecamera, la vita delle star del cinema ci par noiosa come quella di un operaio kazhako.

Va bene le fighe, le feste, l’alcol, le pillole, le sigarette e la piscina negli hotel di lusso, ma quanto puoi soffrire per una figlia mocciosetta, seppur simpatica, che frigna sul poggiatesta di una Ferrari? Quanto puoi immedesimarti in un attore che nei primi dodici minuti di film riceve dodici-ammiccamenti-dodici da bionde stratosferiche?, che vive di sesso non regolamentare in un albergo a 5 stelle e piange (poco) a comando?

Non scherziamo.

Il film Somewhere, di Sofia Coppola, sembra il diaro privato di un amico famoso. Una roba che non scalderebbe un cuore fritto in padella. Estetizzante, autocompiaciuto, quell’ispirazione warholiana passata al setaccio dei peggiori difetti di Wim Wenders e del ritmo non proprio serrato dei maestri europei innamorati della scena senza nemmeno un taglietto superficiale (Manoel de Oliveira su tutti).

Eppure il film, miracolosamente, si tiene.

E’ una testimonianza del mito rodato del Sunset Boulevard e di quello meno collaudato del Chateau Marmont. Una riscrittura di Lost in Traslation senza Bill Murray e il Giappone. Tuttavia un film digeribile nonostante la lunghezza delle scene e il furore ideologico della sequenza senza montaggio. Molta gnocca, forse troppa, e un giudizio troppo impietoso sul cattivo gusto italiano della televisione, per chi venga da Hollywood.

Voto: 6


Lascia un commento