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La via segreta dei nazisti – Gerald Steinecher

Pubblicato il 1 settembre 2010

La sorte fu dalla sua parte, e non venne scoperto. Nel frattempo la sua ospite organizzò le tappe successive del suo viaggio attraverso il Brennero. Non era nulla di nuovo, già migliaia di SS, criminali di guerra ma anche soldati semplici e profughi, erano stati inviati in Italia con lo stesso sistema. Gli spalloni portarono Eichmann sul versante italiano del Brennero, dove trovò ad attenderlo il parroco di Vipiteno. Eichmann descrive così il generoso uomo di chiesa:

“Questo prete aiutava già da anni ogni genere di profugo. Qualche volta erano degli ebrei e, questa volta…Eichmann! Ricevetti pieno di riconoscenza la mia valigia dalle mani di questo sacerdote in bicicletta circa 1,5 chilometri oltre i confine italiano. Lo stesso mi invitò a festeggiare il successo dell’operazione con l’abituale bicchierino di vino. Questa volta fu un rosso sudtirolese! Il prete mi fece incontrare con un tassista che mi portò a casa sua. Lì mi tolsi i miei abiti tradizionali tirolesi e indossai qualcosa di meno vistoso.”

Con queste parole, Adolf Eichmann descrive la sua fuga attraverso il Brennero: l’osceno e spietato commento sugli ebrei che troviamo nei suoi appunti presi durante il processo a Gerusalemme nel 1961 rende ogni commento superfluo. Il tassista sudtirolese nascose Eichmann per un paio di giorni a casa sua a Vipiteno. Tappa successiva del viaggio dell’ufficiale delle SS fu un convento francescano a Bolzano, in cui si trattenne più a lungo.

(Tratto da La Via Segreta dei Nazisti di Gerald Steinacher, Rizzoli editore, pag. 45)


Un commento a “La via segreta dei nazisti – Gerald Steinecher”

  1. Quale sarebbe il suo problema, Herr Durnwalder? scrive:

    [...] di lingua italiana. E la vostra cultura è apprezzabile quanto la nostra, entrambe hanno difetti e hanno fatto errori madornali che lei non smette mai di ricordarci, anche senza [...]

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