Pax Libica, il gran ritorno della figa islamica
Il ritorno del Colonnello è previsto per lunedi del 30 agosto, o forse domani, o dopodomani (gli piace tenerci sulla corda). Dopo la firma del Trattato di riparazione coloniale fra i due paesi, due anni fa, la visita serve a celebrare il secondo anniversario dell’evento: siamo ormai al quarto incontro ai massimi livelli di leadership, tra due paesi che solo 24 mesi erano teoricamente in guerra fredda.
Come nella tradizione del Governo Berlusconi, collaudata soprattutto con i russi, sapremo quasi niente di quello che lui e Gheddafi si diranno nelle segrete stanze, si parlerà di politica energetica per le forniture di gas, dell’appalto dell’autostrada costiera tra Egitto e Tunisia che verrà pagata dai contribuenti italiani per le misteriose vendette della Storia, si parlerà delle polemiche sulla crescita del capitale libico (tramite la banca centrale libica e il Fondo Sovrano Lia) nel capitale di Unicredit, che ha mandato ai matti gli alleati leghisti del PDL ma che è stata ben accolta da altri elementi dell’establishment economico italiano, come Cesare Geronzi di Generali: “i libici i migliori soci che io abbia mai avuto, non ho nulla da ridire sulla loro classe dirigente” (in questo condividendo il privilegio di quasi tutto il popolo libico).
Ma ancora una volta – ancora la prassi del Berlusconi III tra moschetto e banane -, il frivolo sommergerà il serio, il senso del ridicolo aleggerà silenzioso come un Letta qualsiasi, il piccante incendierà le pietanze servite ai giornalisti.
Quasi tutte le anticipazioni dell’incontro e le relative polemiche si sono concentrate attorno al callido Tarak Ben Ammar, finanziere tunisino dall’opacità cangiante, da anni socio di Berlusconi in avventure televisive come la casa di produzione Quinta, dove si prevedono nuovi sviluppi con i gas-dollari libici (cioè Gheddafi in persona, nonostante i ridicoli distinguo del suo entourage sulla indipendenza del Fondo Sovrano dalle lune del Colonnello), creando il sospetto di una conventicola hollywoodiana che si riunisca in segreto a Palazzo Chigi, con la scusa della politica ufficiale per tramare ben altro.
Ma c’è di peggio. Il ritorno della figa. La carica delle hostess. A quanto pare il Colonnello ha molto gradito l’happening del novembre scorso nel quale fece una Lectio Islamica a una palpitante platea di giovani e belle ragazze selezionate da una agenzia della capitale. L’Islam spiegato alle hostess ebbe un notevole effetto sulle hostess, almeno quanto procurò sbigottimento e perplessità ai media italiani. Si è parlato di conversioni all’Islam di molte ragazze presenti alla serata (non si hanno però conferme), di Gheddafi come protettore del sesso femminile nella Mezzaluna. Fatto sta che l’evento verrà ripetuto, secondo le indiscrezioni fuoriuscite dalla stessa agenzia romana (www.hostessweb.it) nella serata di lunedì, questa volta saranno 200 e non 300 – la carenza di traghetti dalla Sardegna – e si prevedono altre folgorazioni per gli occhi nero brillante del profeta di Tripoli.
Chissà, se l’Islam deve cogliere ogni occasione per uscire dal tunnel medioevale in cui è stato gettato dalla sua stessa classe politica, proiezione-erezione di un maschilismo su cui batte sempre il sole del deserto, potrebbe anche essere attraverso un dissolvimento dell’immaginario di una religione claustrale, per un recupero della leggerezza delle origini, dell’ispirazione profumata del Corano da Mille e una notte.
Chissà, se ci fosse Obama forse ci sarebbe l’offerta scandalosa di una birra, da bersi nel giardino della Casa Bianca, per rompere un altro tabù della religione maomettana, quello alcolico (il medioevo islamico terminerà prima o poi di fronte a una Bud). Altrimenti c’è la gnocca, i centimetri scoperti tra spalle e coscia. Magari Berlusconi potrebbe riuscire dove fallì Ronald Reagan.
In attesa della Pax Libido, sperando che i sudditi libici non si perdano lo spettacolo.


21 febbraio 2011 at 22:39
[...] parole che si spendono per le nazioni più favorite, per gli amici veri, per non parlare delle adunate di hostess in estasi islamica. E’ stato il parossismo cerimoniale italo-libico delle celebrazioni della pace italo-libica, [...]