(da un servizio a Sky TG 24)
“Oggi gli amici delle vittime sono tornate sul luogo della tragedia, in quel tunnel maledetto dove hanno visto morire quei ragazzi e ragazze che assieme a loro volevano solo partecipare a un momento di gioia e divertimento. Sono scioccati, spaesati e arrabbiati. Vogliono capire di chi è la responsabilità di quei 19 morti.”
(eh, ragazzi e ragazze che stavate vicino ai vostri amici, fianco a fianco, da un punto di vista puramente tecnico, è stata colpa vostra)
Mhhh, sono d’accordo solo in parte. C’è un breve articolo oggi sul Corriere, a pagina 2, che spiega della follia organizzativa. Sempre che le cifre sulla partecipazione fossero corrette: per smaltire tutta quella gente attraverso quel tunnel, unica via d’uscita e di accesso, sarebbero servite 15 ore. E poi, 1,4 milioni di persone in uno spazio di 230.000 metri quadrati significano 16 centimetri quadrati a persona. Fosse scoppiato un incendio in quell’area, sarebbe stata una carneficina.
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non voleva essere un giudizio definitivo, ma solo immettere l’elemento dell’imprevedibile e della responsabilità individuale, poi tutto vero quello che dici
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indubbiamente conta anche la responsabiltà individuale.
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apelle, con una densità di 35kg/mc non brucia un bel niente, potrebbe essere omologato per reazione al fuoco in classe 1.
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