Nel bel mezzo dell’estate 2010 la Finanza Mondiale sta uscendo lentamente dalla crisi dell’euro e del debito pubblico europeo ma per incontrare un’altra delusione sul fronte americano, dove la crescita del PIL e la fiducia dei consumatori stentano a riprendersi con continuità. Ne risulta un dato di stabilizzazione della disoccupazione americana attorno al 10%, troppo alto per pensare che il peggio sia passato.

Negli ultimi 30 giorni la congiuntura internazionale ha penalizzato Mediaset (-6,41%) ed Enel (-5,68%), mentre per Eni pesano le notizie di un possibile scorporo dal gruppo della rete di distribuzione Snam Rete Gas (-5,65%).

Il totale dell’investimento di Emilio è ora piuttosto vicino ai valori di ingresso nell’ottobre di due anni fa, con un rendimento del +7,4% sul capitale.

Portafoglio Berlusconi: ENI, ENEL, MEDIASET (giudizio buy, secondo il Premier)

Valore di carico al 10.10.08: 120.000 EUR (obiettivo raddoppiare il capitale in due anni)

Valore di chiusura 16.07.10: 128.980 EUR (+7,4%)

Rendimento alternativo “Italian Underdogs” (blue chips non consigliate da Berlusconi TELECOM ITALIA, GENERALI, LUXOTTICA, FIAT): 138.380 EUR (+15,3%)

Rendimento alternativo “Plus 20″ (azioni sconsigliate da Berlusconi APPLE, GOOGLE, AMAZON): 275.030 USD (+129,1% in USD)

Emilio Mood: :-|

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  1. Nel bel mezzo dell’estate 2010 la Finanza Mondiale sta uscendo lentamente dalla crisi dell’euro e del debito pubblico europeo ma per incontrare un’altra delusione sul fronte americano, dove la crescita del PIL e la fiducia dei consumatori stentano a riprendersi con continuità. Ne risulta un dato di stabilizzazione della disoccupazione americana attorno al 10%, troppo alto per pensare che il peggio sia passato.

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  2. Nel bel mezzo dell’estate 2010 la Finanza Mondiale sta uscendo lentamente dalla crisi dell’euro e del debito pubblico europeo ma per incontrare un’altra delusione sul fronte americano, dove la crescita del PIL e la fiducia dei consumatori stenta a riprendersi con continuità. Ne risulta un dato di stabilizzazione della disoccupazione americana attorno al 10%, troppo alta per pensare che il peggio sia passato.

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