(la faccia contro) Il Manganello come prosecuzione della politica con altri mezzi
C’è questa foto, il volto insanguinato di uno dei manifestanti-terremotati durante la manifestazione romana del 7 luglio. Molto sangue, e si vede, ma il ragazzo nella foto e un altro manifestante se la sono cavata con medicazioni leggere.
Le prime notizie di giornata, mentre il corteo si faceva minaccioso verso la residenza di Berlusconi, sembravano più drammatiche di quanto sarebbero apparse solo in serata. Il riflesso dei media, ma più ancora della rete e dei social network, era stato subito per lo scatto della gamba verso il caso noto: il G8 di Genova, la polizia in tenuta da guerra che picchia indiscriminatamente il popolo pacifico, elegie sudamericane. Prima ancora di pranzo sbucavano le prime vignette di stampo centrosocialistico, poliziotti con scudo in plexiglass che menano di manganello l’agnello della manifestazione. Alcuni appelli online di nuove Pasionarie (“stanno picchiando i nostri ragazzi, ditelo a tutti, non lasciateci soli“) ci hanno per un attimo tenuto sull’orlo della parodia macabra.
Ci sono cose che in questo paese non si capiranno mai. Che la misura è forza, che il senso delle proporzioni è controllo.
Un paio di poliziotti ci sono andati giù troppo duro. Un paio di manifestanti le hanno prese più di quanto sia lecito aspettarsi in una manifestazione pacifica. That’s all. Qualche militare perderà il permesso di tornare dalla fidanzata per un paio di week end. Ma non c’è stato un tentativo di eversione fascista dall’interno.
Il corteo di protesta degli Aquilani era contro il decreto del governo che spalmava su 5 anni le tasse da pagare per i residenti delle aree colpite dal terremoto. Dopo gli scontri e il momento di tensione, con la mediazione del PD, gli anni di rateizzazione sono diventati 10.
Alla fine i due feriti sono stati utili alla causa.
Due feriti in un tafferuglio non sono una notizia, sono una forma di negoziazione nell’ambito democratico. Perché la politica ha ancora un rapporto fisico con la realtà umana che è destinata a controllare. Non facciamoci spaventare da un po’ di sangue, a volte serve più di mille parole.


9 luglio 2010 at 10:08
in merito al diritto di manifestare: faccio notare che gli agenti bardati antisommossa erano lì per controllare che gli aquilani non si mescolassero con un’altra manifestazione di DISABILI, che stavano manifestando in un’altra piazza contro i tagli nella manovra…mi fate capire che cazzo di problema ci sarebbe potuto essere se ai terremotati aggiungo i disabili? questioni di numero?
manifestazione non vuole sempre dire BLACK BLOC.
in merito al manganello: “un paio di manifestanti le hanno prese più di quanto sia lecito in una manifestazione pacifica”, ma le debbo prendere anche quando PACIFICAMENTE sto manifestando la mia disperazione? (ricordiamoci che si tratta di TERREMOTATI, gente che ha perso casa, magari qualche famigliare, gente seriamente disperata, perché il danno lo ha subito, con il terremoto, e se lo porterà dentro tutta la vita, non stiamo parlando di gente che l’eventuale danno potrebbe subirlo nell’immediato futuro a seguito di un taglio, una decisione…).
la politica è vicino alla fisicità delle cose: altrimenti non sarebbe politica.
ma, la politica, non è vicina ai pugni e ceffoni della Camera, alle cariche della polizia…questo si chiama ripristino dell’ordine pubblico (secondo il linguaggio della madama), perchè, a tal proposito vi vorrei ricordare che proprio due giorni orsono cadeva il triste anniversario dei 50 anni dai fatti di Reggio Emilia, del 7 luglio 1960, andatevi a leggere cosa accadde e perchè -magari partendo da qui http://www.paolonori.it/).
Ceffoni, pugni e cariche della polizia non è politica, è violenza, senza se e senza ma. io, mio caro Landi, che a genova c’ero con mia figlia di 14 anni e non ero propriamente vestito di nero, non penso, e credo che mai lo farò, che “non facciamoci spaventare da un poco di sangue, a volte serve più di mille parole” sia una frase accettabile.
O forse esiste un campionario delle rivendicazioni con annesso listino prezzi? della serie: no tagli per disabili in manovra finanziaria = tre carrozzelle spaccate, due lussazioni, otto grucce inutilizzabili, 0,375 ml di sangue versati e via proseguendo.
E come mai l’eventuale sangue da versane deve essere sempre considerato come una moneta se è quello di chi manifesta ed invece non lo è se è di quello con il manganello?