La manovra commentata a puntate/I pedaggi autostradali
Totale della manovra: 24,965 miliardi
Congelati per una brevissima stagione (il 2009) ma poi rilanciati al rialzo già a partire dal 1 gennaio 2010, i pedaggi autostradali tornano a essere protagonisti quando c’è da trovare due soldi subito; oddìo, due soldi, mica poco, si parla di 1,3 miliardi nel 2011 e 0,9 nel 2012 per un totale non trascurabile di 2,2 miliardi di euro.
Mentre i rialzi di ogni Capodanno servono a remunerare i concessionari privati per gli investimenti di manutenzione e sviluppo nelle tratte da loro gestite, questa volta si tratta di sgravare dal deficit pubblico gli oneri degli investimenti dell’ANAS previsti per i prossimi anni nelle tratte direttamente gestite dall’Azienda Pubblica delle Autostrade.
Le maggiori indiziate di “messa a pedaggio” sono il raccordo di Roma (GRA) e la tristemente nota (per chi la percorre) Salerno-Reggio Calabria. Sarà il Governo a decidere a breve sul pedaggio di queste e altre tratte, entro un paio di mesi. Nel frattempo – è già un indizio – l’ANAS potrebbe già caricare una maggiorazione di 1 o 2 euro sui caselli in contatto con queste tratte gratuite, cifra che quindi si potrebbe spendere entrando o uscendo dal GRA o dalla Salerno-Reggio Calabria immettendosi in altre autostrade.
Ho già scritto di quanto consideri antiquato e anti-economico il pedaggio autostradale, gli stessi incassi e gli stessi scopi si potrebbero raggiungere prelevando una parte delle tasse sui carburanti. Pedaggi che risultano particolarmente odiosi quando rappresentano una rendita ingiustificata per i gestori privati di un monopolio pubblico, che solitamente incassano ben più di quanto investano.
Nel caso di questa norma sono però diviso, il motivo per cui alcune tratte debbano essere a pagamento e altre no francamente mi sfugge. E che uno per andare da Salerno a Reggio Calabria (443 km) da domattina possa spendere quanto io per il “raccordino” della tangenziale nord tra Cologno Monzese e Monza (7,9 km.), proprio non mi dispiace.
Ma sono altre cose a preoccuparmi, la prima è che pagamento di pedaggio significa creare nuovi caselli e impiegare nuovi casellanti, aumentando i costi operativi dell’esazione, aprendo la strada all’entrata di concessionari privati in altri tratti di gestione pubblica con il rischio di creazione di altre rendite; la seconda cosa – e la noto adesso mentre scrivo – è che la cifra che si vuole rastrellare equivale più o meno all’impegno finanziario dell’ANAS nella costruzione del Ponte di Messina, dove l’Azienda Pubblica ha la maggioranza del capitale della società omonima.
Ecco cosa sono questi soldi, questi 2,2 miliardi: sono i soldi per costruire il Ponte di Messina e mettere subito a pareggio di bilancio un progetto che tutti sanno essere altrimenti in perdita. Il Ponte verrà costruito con i pedaggi sulle altre tratte in giro per l’Italia, poi presumibilmente la gestione verrà regalata ai privati, senza che questi ci abbiano investito un euro.
Questa è la mia fosca profezia. Non temo di essere smentito.
Gettito: 2,2 miliardi
Voto: 5,5

23 giugno 2010 at 14:24
[...] Pedaggi Autostradali [...]
30 giugno 2010 at 16:31
[...] Bisognerebbe infine raccontare ai romani, che il pedaggio del raccordo altro non serve che a coprire gli investimenti nei prossimi due anni sui tratti gestiti ANAS, non più finanziabili in deficit, investimenti tra cui si staglia fra tutti il famigerato Ponte di Messina (come avevo scritto qui). [...]