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Milano ordina uccidete Borsellino – Alfio Caruso

Pubblicato il 20 maggio 2010

(Milano ordina uccidete Borsellino di Alfio Caruso, pag. 84, Longanesi)
Era cominciata la stagione dei sequestri di persona e delle frequentazioni spericolate tra i mafiosi e i re di denari: i primi non impedivano le seconde, anzi, camminavano spesso a braccetto. Il rapimento più eclatante, fra quelli non realizzati, aveva per bersaglio l’emergente Silvio Berlusconi, fresco inventore di Milano 2. Un rapimento del quale molto si è detto e scritto. L’ultima versione è stata fornita da Gaspare Mutolo nell’intervista a Vanity Fair (novembre 2009): “Negli anni ’70 dovevamo rapire Berlusconi. Manco sapevo che si chiamava così. Ci avevano detto: quello di Milano 2. Allora il capo dei capi era Gaetano Badalamenti e aveva proibito sequestri in Sicilia. Non c’era problema, con tutti i ricchi che stavano al Nord. Allora li facevamno in Lombardia. roba pulita: mai donne e bambini, niente orecchie tagliate, niente sangue. Trattativa, pagamento, restituzione. Eravamo in diciotto per rapire Berlusconi, c’era anche Contorno. Poi arrivò il contrordine. E dopo, per tenere alla larga Turatello e altri malintenzionati, Berlusconi assunse Mangano.”


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