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Assegnare alla Roma gli ultimi 40 scudetti

Pubblicato il 18 aprile 2010

Leggo e malvolentieri ricordo che il designatore degli arbitri Bergamo, oggi al centro più che mai dell’affare Calciopoli per la controffensiva Moggi, era nel 1981 l’arbitro che annullò il famoso gol di Turone in un Juventus-Roma 0-0, che finì per assegnare alla Juventus lo scudetto 1980-81, davanti alla Roma stessa.

Ero bambino, ero juventino, ma quel gol ingiustamente annullato segnò probabilmente la perdita dell’innocenza del calcio italiano, già macchiato dal calcioscommesse dell’anno prima, che stava entrando nella sua fase di riflusso politico/poetico diventando consumo di massa (definitivamente con il Mundial 82) con sempre crescenti esigenze di accontentare il potere economico che allora era solo la Juventus (posseduta Fiat) ma che ben presto si sarebbe arricchito di altri grandi club del Nord che non potevano più permettersi di perdere.

L’unica eccezione fu il Verona della stagione 1985-86, che vinse lo scudetto nell’unico anno in cui gli arbitri non venivano “designati” a tavolino, bensì sorteggiati a caso.

E la Roma, per piccolezza, ingenuità o chissà cos’altro (non uso mai la parola onestà), sembra averla presa in quel posto quasi tutti gli ultimi 40 anni.

Da cui il titolo.


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