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Finalmente tornano in vigore le tariffe minime a garanzia della professionalità dei notai

Pubblicato il 7 aprile 2010

(Monza, studio Notarile in una via del centro, 28 giugno 2002)
Personaggi: un notaio, venditore di immobile, compratore di immobile cioè io
(segretaria con scollatura mozzafiato legge tutto l’atto notarile di compravendita. Appena finita la lettura dalla porta entra il notaio titolare dello studio, in elegante gessato e passo abbronzato)
“allora, avete capito bene l’atto?” (congeda la segretaria con un’occhiata)
“sì”
“sì”
“lei, signor…come si chiama…ah ecco…Moramarco”
“sì, sì”
“bene e lei…dunque…signor Landi…”
“tutto a posto”
“bene, allora adesso dobbiamo indicare la cifra”
“ho qui gli assegni”
“bene, van bene per lei gli assegni…signor…signor…Mora…”
“sì, gli assegni sono ok”
“sono assegni circolari”
“benissimo, allora gli assegni circolari, li dia pure al venditore”
(sposto gli assegni sul tavolo)
“allora, adesso per completare l’atto dobbiamo indicare la cifra.”
“Sono 167mila euro”
“Ecco, benissimo signor Landi, lei paga 167mila euro ma ovviamente nell’atto indichiamo solamente la cifra di 59mila euro”
“Ah…sì?”
“Certo, paghiamo meno imposta di registro, è un valore indicativo”
“Capisco”
“Benissimo, signor Moramarco, sono 167 mila euro e ovviamente dichiariamo 59mila, firmi qui”


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