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J.M.Keynes – Richard Newbury

Pubblicato il 3 aprile 2010

In quel “chiostro di pragmatismo e sodomia”, come Maynard Keynes definì Cambridge a Lytton Strachey, l’economista filosofo sviluppò una “fede” costruita in parte sui Principia Mathematica di Bertrand Russel e soprattutto sui Principia Ethica di G.E. Moore. Era la “riforma” anticristiana e antibenthamiana e i suoi discepoli osavano nominare l’innominabile; considerato che solo dieci anni prima, per il “delitto che non osa dire il suo nome”, Oscar Wilde era stato condannato prima ai lavori forzati, e poi all’ostracismo e all’esilio.
(J.M.Keynes di Richard Newbury, pag.44, Boroli Editore)


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