Domenica 03 Gen 2010
Il rigorista mancato
Categoria: Top Facts
E' ormai passata l'idea, tanto a Destra quanto in maniera soprendente, a Sinistra, che il Ministro Tremonti si sia trasformato in un "rigorista di ferro", in un "Mister No" intransigente sulle finanze pubbliche, un cocchiere con winchester che non sfigurerebbe nel film Ombre Rosse di John Ford, pronto a sparare ad alzo zero contro il il parlamento-comanche all'assalto della diligenza-Finanziaria.
Ma può esistere un rigorista senza rigore? Nei fatti? Nei numeri?
Passi l'idea di Giulio che durante le crisi non si fanno le riforme fiscali e previdenziali. I provvedimenti espansivi del 2009 e 2010 sono ridicoli e sfiorano lo 0% del PIL, essendo concepiti (vedi esempio Robin Tax) per fare comunicazione con il minimo sforzo senza avere impatto su alcun indicatore economico, dando giusto un po' di elemosina qua e là (vedi anche la copertura del 5 per mille, fondi dirottati altrove e adesso ripristinati come se fosse un nuovo provvedimento, un vero gioco delle tre carte).
In Economia i provvedimenti funzionano solamente se sono di facile comprensione e ampia portata perché oltre al valore del sussidio in sé devono incrementare la fiducia nel futuro, rianimando gli animal spirits di imprenditori e consumatori. Le crisi si vivono meglio se ci aspetta qualcosa di nuovo una volta che sarà finita: in questo senso le proposte dell'onorevole Baldassarri del PDL, seppur troppo ambiziose nella misura, avrebbero dato migliori frutti, interventi anche parziali su IRPEF e IRAP avrebbero avuto un effetto placebo, prospettando un futuro con meno tasse o con un sistema fiscale semplificato, incentivando a mantenere intatta la capacità produttiva, a non licenziare, a consumare il risparmio fiscale. Queste cose Tremonti le sa però ciurla nel manico e, in questi giorni, propone il dibattito nazionale su come riformare il Fisco, anticipando però che - come nei suoi precedenti 5 anni di Ministero, la riforma non potrà farsi comunque prima del 2013, cioè la fine della legislatura, con buona pace di un'altra regola aurea dell'Economia: le chiacchere stanno a zero.
Rigorista senza rigore, si diceva.
Nonostante l'incorruttibilità del cocchiere, nei soli 12 mesi che vanno da Maggio 2008 ad Agosto 2009, al ministero dell'Economia si è aperto un nuovo buco di bilancio pari a 108 miliardi di euro, un deficit annuale di circa il 6% del PIL, una voragine di 10 miliardi ogni mese; per dare l'idea la somma delle manovre finanziarie degli ultimi due anni non vale neanche a eguagliare trenta giorni di caduta tendenziale della finanza pubblica. Tutto questo nonostante grazie alla politica monetaria lo Stato paghi praticamente zero interessi sui BOT e BTP, finanziandosi a condizioni mai così favorevole sui mercati. Tutto questo quando il peggio dal lato delle entrate fiscali deve ancora venire dato che il crollo del PIL del 2009 si vedrà solo nei modelli unici del 2010. 20 miliardi era il costo per il taglio IRAP e IRPEF di Baldassarri, due mesi di deficit attuale, davvero era disastroso per il bilancio dello stato applicarle? Forse no.
Quindi di che parliamo? Nei numeri non c'è affatto una finanza rigorosa in Italia, perché le azioni sulla spesa e la riforma sui trend distruttivi (vedi le pensioni) non ci sono affatto. La fiducia nel futuro, nonostante i mitici "tagli orizzontali" ai Ministeri e i discorsi filosofici è scarsa, in un sistema che ripresenterà tutti i suoi difetti anche quando le esportazioni (vera causa della crisi interna) dovessero timidamente ripartire. Dove va l'Italia? Boh. Rimane dov'è, anche quando ripartirà il ciclo. Questo, nell'economia globale delle expectations, è un'esitazione micidiale.
Abbiamo un ministro rigoroso senza rigore, dunque, almeno nei numeri. Ma in una cosa Giulio dimostra una tenacia senza precedenti. Nella conservazione dei suoi interessi elettorali, nella difesa della sua base politica, sostanzialmente il piccolo-medio commercio interessato a che si mantenga un altro record italiano, quello del 20% del PIL evaso. Quello che si sta cercando di fare è di non mutare l'assetto socio-economico del paese, neanche di una virgola, neanche durante una crisi strutturale internazionale, in piena coerenza con politica completamente conservatrice. Lo scudo fiscale è il manifesto di questa politica, 100 miliardi di euro condonati agli evasori con soldi all'estero, sono una dichiarazione di intenti ben più importante di qualche accertamento in più della Guardia di Finanza sbattuto in prima pagina. Molto più importante di una guerra ai paradisi fiscali che di fatto non c'è ancora, fino a che non si arriverà ai mitici accordi di scambio dati con Svizzera e San Marino. Così come l'anticipo dell'IRAP sospeso agli autonomi, il tira e molla sugli studi di settore. Tutti messaggi rassicuranti inviati alla propria base elettorale.
Il rigore di Tremonti è il rigore dello status quo, non del bilancio pubblico: non vengono modificate le leve del Fisco Ideale (le aliquote, le basi imponibili etc.) anche per compiacere i guardiani di Bruxelles che non potendo vedere in controluce si accontentano dell'impostazione formale delle manovre, mentre si fa in modo che il Fisco Reale (la pressione fiscale al 50% sugli onesti e allo 0% agli altri) non intacchi troppo la rassicurante vacatio debitum di un popolo di almeno 5 milioni di persone, che esprime voti forse almeno per 10 o 15 e che, da sempre, in questo paese, garantisce un ritorno politico ai Partiti Conservatori, contro il terrore pavloviano dei Visco e delle sinistre. Se anche stavolta non si vanno a chiedere i soldi a quelli, e si scarica la crisi sul resto del Paese, c'è un'elevata probabilità che la geografia del consenso elettorale non muti, e con questo la garanzia di conservazione del potere nei prossimi 5-10 anni, quando Tremonti non si acconterà di un ruolo subalterno a Berlusconi ma presumibilmente vorrà essere incoronato come Premier.
Un rigorista che non tira i rigori.
Un rigorista che pensa a sé, piuttosto che alla squadra.
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punkwithgun dice : (Rispondi)
che dolore PRF sotto al titolo. un trauma mai superato
Inviato: Lunedì 4 Gen 2010, at 06:37 PM
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