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Uomini ed Epitteti

Pubblicato il 5 gennaio 2010

sole_ventiquattro.jpgHo già avuto modo di contestare l’attribuzione, durante la peggior recessione economica del dopoguerra, da parte di prestigiose riviste anglosassoni, del premio di “Persona dell’anno 2009″ a uomini dell’Establishment politico-finanziario quali Ben Bernanke e Lloyd Blankfein, grandi personaggi che hanno avuto il pregio di cadere in piedi dopo la capriola ma che pure rappresentano in pieno quegli ambiguos spirits che ci hanno condotto dentro la crisi, con le sue contraddizioni.
A maggior ragione non posso pensare bene del vincitore e del Premio assegnato dal Sole 24 Ore: il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Valgono le stesse obiezioni poste per gli altri due con l’aggravante – chi segue questo blog lo sa bene – che considero Tremonti niente di più che un politico di lungo corso, un economista meno che mediocre, sempre pronto alla spocchia e all’alzatina di spalle, che offende l’intellligenza di quei pochi che capiscono che dietro quello che dice (il Mago Otelma, Sant’Agostino, la supercàzzola) ci sono solamente colonne di fumo alte chilometri.


Non mi starò a dilungare sull’impressione che questo premio ossequioso sia l’ennesima conferma del pietoso appiattimento della stampa italiana a fare da house organ a qualunque house of power nazionale, sia essa politica o economica. Ricordo anche che la rincorsa di Riotta a Tremonti parte da lontano, ben prima della sua nomina a direttore del quotidiano di Confindustria, amore celebrato da un’esplicita dichiarazione al Festival dell’Economia di Trento, quest’estate, quando introducendo Giulio in un dibattito in qualità di moderatore, Gianni rullò sulla pista con un complimento che in pochi possono permettersi: “ecco a voi Giulio Tremonti, il ministro più colto d’Europa: in quale altro ufficio di un politico vi capita di trovare il New Yorker sulla scrivania?” (probabilmente altri hanno l’Economist, il bollettino della Banca d’Italia o un insider report sul capitale delle banche, magari un working paper di Nouriel Roubini).
Mi limito a sottolineare, sull’argomento, l’appunto di un uomo che lavora per lo stesso Gruppo (Radio24) di Riotta e che magari per questa velata protesta perderà un’opportunità di carriera interna. Segue risposta del direttore stesso, freddamente irato contro le polemiche sull sua TOP 10 di Capodanno.


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