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Mercoledì 14 Ott 2009

Play Poker (as they do)

Categoria: Top Facts

poker_digitale.jpgA differenza di quello che molti vi diranno - sempre che non l'abbiano già fatto - il poker non è affatto una metafora della vita. Non di più di quanto lo sia il gioco della scopa con gli assi.

E' invece vero invece che il poker è un'ottima similitudine di quanto sta avvenendo con la crisi finanziaria mondiale e la cura della crisi tramite politica di salvataggio pubblico.

Nel poker esiste la figura del "finanziatore". Colui che ha i soldi ma che non sa giocare, almeno a livello professionistico, tanto da prestare denaro per i tornei a qualcun'altro, "il finanziato" che, viceversa, possiede talento al tavolo ma pochi liquidi. Se il torneo va bene si divide il premio a metà. Ora, fate finta di vedere tutta la finanza mondiale impegnata in un gigantesco torneo di poker, i finanziatori sono le banche centrali (e relativi governi), i finanziati sono le banche che hanno fatto crac. Dopo anni di vittorie il finanziato ha cominciato a prendere diverse sberle dagli avversari, ha finito per sbagliare gioco a ogni mano. Fino a perdere tutto quello che aveva. Tutto quello che il finanziatore gli aveva prestato.

Come rimediare?

I due (il finanziatore e il finanziato) si sono guardati in faccia e hanno deciso che - piuttosto che tornare a lavorare - l'unica soluzione era provare a rigiocarsi tutto, rovesciando le sorti della fortuna. Il finanziato ha chiesto al finanziatore di raddoppiare la posta. Il finanziatore, pur non avendo più nulla, ha deciso di rifinanziare perché, in buona sostanza, i soldi non erano nemmeno suoi. Eh sì, perché anche il finanziatore aveva a sua volta un altro finanziatore che, per semplicità, chiameremo "sua madre".

Con il gigantesco piano di salvataggio pubblico dell'economia, le banche centrali hanno rifinanziato le banche per l'importo esatto che queste avevano bruciato al tavolo da poker, nella speranza di annullare le perdite precedenti (qualcosa come 3mila miliardi di dollari). Le banche stanno usando questi soldi per ricomprare i loro titoli e fare trading in borsa, facendo salire i prezzi delle attività. In gergo pokeristico provano il double-up all in, giocando tutto in un colpo solo per raddoppiare il capitale rimasto e andare in pari. Speriamo proprio che gli vada bene, alle banche, perché di mezzo ci sono sia i soldi del finanziatore che quelli della madre. Che forse non lo sa ancora.

Perché vi racconto tutto ciò, proprio oggi? Perché uno dei modi in cui gli stati stanno disperatamente cercando di finanziare gli enormi deficit pubblici causati dalla crisi è quello di tassare pesantemente nuove attività, soprattutto se legate al gioco, tra cui l'invenzione di nuove lotterie e giochi a premi, o la legalizzazione su larga scala di giochi d'azzardo prima circoscritti ai soli casinò. Allargando il giro d'affari di ciò che prima si riteneva pericoloso per le anime pure, si cerca almeno di unire l'utile al disdicevole. Oggi la Francia ha legalizzato i giochi su Internet, tra cui il poker. Cosa già avvenuta in Italia qualche mese fa. Italia dove, sempre oggi, il ministro per il turismo Michela Brambilla, sta per proporre in un decreto legge la creazione di casinò negli alberghi a 5 stelle italiani, per incentivare nello stesso tempo gioco e turismo.

Il mio consiglio in questo crescente mondo dell'azzardo, del gaming come piattaforma di riscatto? Io suggerirei alla madre del finanziatore di giocare direttamente lei, al tavolo da poker, dato che lo fanno tutti gl altri. Almeno giocando in proprio ci si diverte di più. Il poker è un bel gioco e se preso a piccole dosi può dare gustose soddisfazioni.

Ah, dimenticavo di dirvi: la madre del finanziatore siamo tutti noi. Cittadini e contribuenti di questo mondo.

Author Profile Page Jonkind risposta al commento di Anonymous : (Rispondi)

Grazie C.

per fare il giornalista sono tempi duri. per il momento mi alleno a scrivere in piena libertà di quello che mi interessa, quando ho tempo. Affiancandolo alla mia normale attività. Devo ancora migliorare, parecchio, e ho diversi modelli che seguo, anche sui blog. se qualcuno mi farà qualche proposta, ci penserò. di sicuro non voglio smettere. Come diceva Ivan Karamazov, fino ai 35 anni bisogna vivere, bere dalla coppa della vita, poi si può scriverne.

Inviato: Venerdì 16 Ott 2009, at 01:29 AM

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Anonymous dice : (Rispondi)

la metafora della vita consiste nel finanziatore, che ha i soldi ma che non sa giocare, e nel finanziato che, viceversa, possiede talento al tavolo ma pochi liquidi.
Chi ha pane non ha denti ecc... vecchia saggezza popolare per descrivere una strana forma di equilibrio (e ironia) che regola questo bizzarro mondo.

eccellente analisi della situazione finanziaria. hai talento come giornalista. ma parecchio.
mai pensato di farci qualcosa?

C.

Inviato: Mercoledì 14 Ott 2009, at 07:48 PM

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