La maggioranza +1

Non si creda che il nostro Premier si sia buttato a gamba tesa sulla vicenda Eluana Englaro in maniera avventata. Sia nel caso che la sua sortita politica fosse un oscuro disegno di sovversione istituzionale oppure soltanto un tentativo di creare divisioni insanabili nel Partito Democratico, di certo Silvio Berlusconi deve avere pensato che la maggioranza (assoluta) degli italiani fosse con lui.
Difficile pensare che Berlusconi abbia mai avuto, ab origine, un pensiero politico chiaro, una traiettoria morale. Se escludiamo la gnocca o il comunismo (lo 0 e 1 del sistema binario di Arcore), più facile credere che Silvio non abbia punti fermi nella sua equazione privata e pubblica. Di certo sappiamo solo che il nostro si muove nella tradizione conservatrice italiana, il  più possibile a braccetto con vescovi, prete e suore di carità. Non discostandosi molto da Andreotti che, nonostante le apparenzae, potrebbe essere il suo modello più di quanto fosse Bettino Craxi, in politica.
Tutto il resto è tattica esasperata, guerriglia elettorale permanente.
Sondaggi.
Su ogni argomento Berlusconi abbozza una posizione lì per lì, pronto a cambiarla appena scopre di averla fatta (o detta) grossa. Fiuta l’aria. Getta il sasso. Poi in base ai sondaggi della mattina seguente il futuro della dichiarazione, della presa di posizione o anche solo della gaffe del giorno prima è segnato. Se i sondaggi dicono OK si insiste su quella strada, altrimenti retromarce clamorose, smentite plateali, negazione della realtà. 
Il Nostro Primo Ministro è talmente schiavo dei sondaggi e della maggioranza da pensarla esattamente (al contrario della celebre apologia Morettiana) come la maggioranza mobile del Paese.
Che se stasera pensiamo tutti che è un cretino finisce che domattina appare in TV e lo ammette pure lui.

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