DIO e la FED
Non si ricordava un intervento tanto drammatico di un pontefice da quando Roma fu bombardata nel ’43. In quei giorni Papa Pacelli si presentò tra le macerie del quartiere San Lorenzo per confortare, con la sua parola, i cittadini che avevano perso case e familiari durante il bombardamento alleato.
Ieri Papa Ratzinger ha voluto portare una parola di conforto e carità ai risparmiatori devastanti dal collasso della finanza: “solo la parola di Dio è solida, il denaro non vale niente”.
A queste parole (il denaro non vale niente, i risparmiatori pensavano che la regola valesse solo per le obbligazioni e le azioni) il Dow Jones, l’Eurostoxx ed il Nikkei hanno fatto harakiri perdendo tra il 5 ed il 10% e bruciando trilioni di dollari, euro e yen.
Ma così parlando Papa Ratzinger si è proposto come ultimo baluardo al crollo totale, proponendo la fiducia in Dio come estremo argine prima del baratro. Non più liquidità o iniezioni di fiducia basata sugli interventi pubblici. Ma parole sagge e ferme. E totale fiducia nel mistero della fede.
Non più Bernanke o Trichet ma Ratzinger. Non più azioni, obbligazioni, cash e manco il rifugio nei lingotti d’oro. Ma la Parola di Dio.
La Chiesa è diventata prestatore di ultima istanza.
La Fede invece della Fed.
Il tasso? L’8 per mille.

8 ottobre 2008 at 17:23
facciamo una class action per farci ridare con gli interessi fosse anche solo dell’8 per mille tutti i soldi ‘prestati’ dai fedeli con le offerte della domenica?
8 ottobre 2008 at 21:24
Sfondi una porta aperta.
Anzi, un arco.
Le mie riflessioni.
A.