Mercoledì 10 Mar 2010
Politica
Categoria: Karl Kraus 2.0
La Politica è come Dio. Senza l'idea che abbiamo di lei impazziremmo, ma probabilmente non ci è di nessuna utilità.
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Mercoledì 10 Mar 2010
Categoria: Karl Kraus 2.0
La Politica è come Dio. Senza l'idea che abbiamo di lei impazziremmo, ma probabilmente non ci è di nessuna utilità.
Domenica 07 Mar 2010
Categoria: Starv the Beast
Si fa un gran parlare, nelle istituzioni europee, di exit strategy dalla crisi economica grazie all'iniziativa dei governi attraverso gli investimenti pubblici, in quella che viene riconosciuta come la sintesi della cosiddetta "ricetta keynesiana".
Alla truppa dei keynesiani si arruolano schiere di insospettabili come il Ministro dell'Economia italiana Giulio Tremonti, che non si era mai distinto nei primi anni del suo magistero per l'accento messo al sostegno pubblico della domanda ma che oggi, soprattutto quando si trova di fronte ai grand commis dei grandi Etat (Francia, Germania, UE) tende a colorarsi di socialdemocratico per rivendicare il primato della politica sulla finanza selvaggia; salvo poi ammonire che tutto deve avvenire in un percorso di riequilibro dei bilanci pubblici e che sarebbe meglio emettere Euro-Bond a nome dell'Unione piuttosto che BTP italiani. Insomma, per rinverdire quel caro vecchio detto: keynesiani con il culo degli altri.
I politici hanno tutto il diritto di rivendicare la propria superiorità morale rispetto al mercato ("il mercato quando serve, la politica dove necessario" è il sinistro slogan che gira nelle stanze d'Europa) e di proporre le loro idee, purché accettino il principio di realtà, e scontino le loro responsabilità.
Mercoledì 03 Mar 2010
Categoria: Contrail
La definizione non è mia ma la potete trovare nell'effervescente (seppure, al solito, in stato di ebbrezza) editoriale di oggi del Fatto Quotidiano a firma Marco Travaglio, e sintetizza in maniera efficace il recente scivolamento del Corriere della Sera sul declivio dell'appeasement a tutti i costi con l'andazzo berlusconiano, anche quando le basi minime della convivenza liberale suggerirebbero un atteggiamento un po' più fermo sulla sponda dei rapporti giustizia e governo del Paese.
Ormai sparita la generazione dei Montanelli e dei Biagi, al Corriere rimarebbero i pompieri Pieluigi Battista, Massimo Franco, Angelo Panebianco, sapientemente guidati da Ferruccio de Bortoli che dopo la strategia storica del Cerchio e della Botte ormai avrebbe puntato esclusivamente sulla strategia dei colpi solo alla Botte (da cui i "bottisti").
L'ultimo episiodo che ha scatenato il Travaglio è stato l'intervento di Pierluigi Battista sul Corriere del 2 marzo che sulla vicenda della mancata audizione in Tribunale di Silvio Berlusconi di lunedì scorso (provvidenzialmente coincidente con una seduta del Consiglio dei Ministri spostata dal venerdi precedente al lunedi per invocare il "legittimo impedimento" a sottrarsi al dibattito) ha deciso di ammonire i magistrati a non protestare troppo, in parte per non aizzare il dibattito (il Corriere si sa, ormai giudica la politica dai decibel dopo le 22) in parte giustificando l'atteggiamento di Silvio, dato il peso insopprimibile per un Presidente del Consiglio, di farsi carico dei problemi del Paese che si bloccherebbe del tutto se il Premier si recasse in aula per un paio d'ore (esiste anche il telefono, tuttavia).
Un Consiglio dei Ministri tra l'altro decisivo per le sorti dell'Italia, che oltre al fumoso provvedimento sulla lotta alla corruzione (si noti l'atteggiamento contradditorio del governo che di fronte allo scandalo Protezione civile prima minimizza il problema di "alcuni birbantelli" poi trova addirittura la necessità di un provvedimento ad hoc tipico delle emergenze) ha avuto il pregio di rifilarci altri due sottosegretari al governo del calibro di Daniela Santanché e Laura Ravetto.
La giustizia può attendere.
Lunedì 01 Mar 2010
Categoria: Top Facts
Fondatori e leader di Partiti Politici Italiani che non hanno mai passato il vaglio del voto democratico all'interno della propria formazione politica
Tempo di validità della carica:
Umberto Bossi 4 dicembre 1989 - oggi (10886 giorni)
Benito Mussolini 9 novembre 1921 - 25 luglio 1943 (7455 giorni)
Silvio Berlusconi 18 gennaio 1994 - oggi (5442 giorni)
Domenica 28 Feb 2010
Categoria: Contrail
Lo scandalo della truffa fiscale di Fastweb e Telecom Italia che ha coinvolto l'onorevole (si fa per dire) Nicola di Girolamo ha mostrato la contraddizione del sistema elettorale italiano che permette a 2 milioni di cittadini italiani residenti all'estero di votare alle elezioni politiche. La manipolazione dei voti di corrispondenza dalla Germania, che hanno portato all'elezione del Di Girolamo, ha messo a nudo un nervo scoperto nella pattuglia dei parlamentari se è vero che anche la parte politica che più volle questa parte di riforma elettorale, il centro-destra, oggi in parte la abiura come emergerebbe dalle dichiarazioni a caldo del Presidente della Camera, Renato Schifani, e del Ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli.
Senza scomodare Lombroso (guardate la foto, in alto, che raccoglie i 5 rappresentanti eletti nel Collegio Italiani all'Estero) appare chiaro che il contributo di questi valenti rappresentanti dei nostri connazionali lontani non sia necessariamente richiesto. Il fatto che gli argentini o gli abitanti di Brooklyn, che spesso del nostro Paese conoscono poco o nulla se non l'iconografia classica che va da Caruso a Paolo Rossi, abbiano un diritto di voto che pesa esattamente quanto quello di un elettore di Roma o Milano che legge i giornali e segue la politica locale, è di per se un monstrum di educazione civica.
Ma c'è anche un aspetto vitale del contratto sociale che viene in qualche modo snaturato. Le democrazie moderne, prima di tutte quella americana, sono nate e prosperate sotto il principio che non c'è tassazione pubblica senza rappresentanza nelle istituzioni: no taxation without representation urlavano i ribelli delle colonie nordamericane raccolti nel BostonTea Party ai loro governanti di Sua Maestà Britannica che pretendevano di tassare le loro attività economiche oltre mare senza dar loro alcuno strumenti per farsi rappresentare al Parlamento Inglese. Da quella rivolta nel Massachusetss nacquero la Rivoluzione e la Nazione Americana.
Domenica 28 Feb 2010
Categoria: Antologia di Sboom River
Le inchieste sulla Protezione Civile, i casi di bustarelle intascate da politici, il riciclaggio emerso nell'inchiesta su Fastweb e su Telecom Italia Sparkle in molti si domandano se non ci si trovi davanti a una nuova tangentopoli?
"Siamo in una società libera, occidentale, nella quale le patologie sono immanenti. E le nuove tecnologie le rendono ancor più agevoli. Nelle società non occidentali le patologie sono ancora più diffuse, ancora più gravi. Non siamo certo peggiori degli altri. Abbiamo le nostre patologie e anomalie, per le quali la deterrenza vera non è data da una giustizia quasi sempre orientata a tradurre un elemento di reato in un teorema sistemico. Ovvero a mettere sotto accusa, sulla base di connessioni vagamente indiziarie, un'intera amministrazione pubbica o un intero sistema produttivo con una immediata proeizione mediatica che confonde ogni cosa, paralizza quel settore e demoralizza tutti."
(il ministro del Welfare Sacconi, intervistato dal Corriere della Sera, ricorre a un antitesi del trascendente per trovare il mandante morale delle ruberìe nella pubblica amminstrazione)
Martedì 23 Feb 2010
Categoria: Starv the Beast
Dietro Red TV non c'è Massimo Dalema. Dietro Red TV non c'è nessuno.
Nessuno?
Dietro Red TV c'è Nessuno TV, una Società per Azioni di natura totalmente privata che ha iniziato la sua attività nel gennaio 2005. Non c'è dietro un partito, nemmeno una corrente. Neanche un complotto. Chi sono i soci di Nessuno TV? Eccoli (in ordine di quota):
Digital Magics Spa 35,33%, Claudio Caprara 10,68%, Unitefilm Srl 8,66%, Luciano Vanni 8,37%, Italpar Srl 8,31%, Lasi Di Paolo Frigieri & C. Sas 6,43%, Dol Srl 4,86%, Paolo Rossetti 4,64%, Bruno Pellegrini 4,64%, Giorgio Cittadini 4,04%, Luciano Consoli 4,04%.
Dall'eterogenea e frammentaria composizione della compagine societaria si intuisce la faticosità di un progetto ambizioso. Si nota la presenza di una stella della new economy dalle alterne fortune (Digital Magics), la rilevante partecipazione individuale del profeta della Tv politica, l'erede non designato delle utopìè televisive di Costanzo e Santoro lungo la terza via (Claudio Caprara), un classico socio operativo di produzione (la Unitefilm), un altro baby prodigio della new economy perennemente alla ricerca di un nuovo modo di fare TV (Bruno Pellegrini) più una pattuglia di modesti sconosciuti ma ben conosciuti nel mondo del lobbismo politico romano, come l'esperto in materia di finanziamenti pubblici (Luciano Consoli).
Lunedì 22 Feb 2010
Categoria: Contrail
Impazza in Tv lo spot della banca retail del gruppo Mediobanca (Che Banca!), con i risparmiatori estasiati dalle sviolinate verdiane del Nabucco.
Il punto forte della campagna è il cosiddetto Conto Deposito, un conto corrente di risparmio che offre un rendimento superiore ai normali conti di tesoreria, dall' 1,5% al 2,50%, in base ai mesi in cui si accetta di vincolare i propri risparmi.
Questo del conto deposito è un po' la moda bancaria degli ultimi anni favorita dal fatto che la remunerazione dei normali conti correnti è schiantata verso lo zero, grazie alle politiche monetarie espansive e alla molteplicità, per le banche, di finanziarsi in maniera alternativa sul mercato. Un conto deposito è più o meno il vecchio libretto di risparmio di una volta, che può essere parzialmente movimentato dal cliente ("i tuoi sono soldi sono sempre disponibili", si dice) ma che in genere si rivolge a chi vuole parcheggiare la liquidità per un po' di mesi, di solito tra un immobile e l'altro, con un rendimento decente e senza rischiare.
Lunedì 22 Feb 2010
Categoria: Starv the Beast
La Grecia è stretta nella morsa degli scioperi, da almeno una settimana. Il motivo è da ricercarsi nel famoso piano "lacrime e sangue" che il nuovo governo socialista deve presentare entro la metà di marzo, per dimostrare alle autorità europee una concreta volontà di ridurre il deficit pubblico e quindi accedere agli aiuti internazionali per evitare il default del debito pubblico.
Tra gli scioperanti i lavoratori di dogana e la generalità dei dipendenti pubblici ai quali si vorrebbe tagliare la 14esima per il 2010. Ma ci sono anche i tassisti, ai quali il governo greco per la prima volta nella storia vorrebbe imporre l'obbligo della ricevuta fiscale. Una misura di buonsenso e di equità fiscale, che i tassisti greci hanno preso ovviamente male cominciando uno di quegli scioperi a oltranza per i quali sono famosi anche i nostri guidatori d'auto con licenza, quando si mette un dito contro i loro privilegi anacronistici.
I creatori dell'euro questo volevano: evitare che i paesi uscissero dalle crisi economiche con le solite svalutazioni della moneta, che danno sollievo nel breve termine ma non danno alcun incentivo a correggere le storture del sistema economico e fiscale, spesso ai danni dell'equità. Se la crisi greca servirà a questo, a darsi finalmente una disciplina nei conti pubblici, senza dover uscire dall'euro sarà stata una buona crisi, una crisi utile.
Non la pensa ovviamente così il solito paladino degli artigiani al volante, il capo del sindacato dei tassisti greci, Efthymios Lymberopoulos, che con il respiro accademico tipico di una categoria mediamente assestata sulla licenza di scuola media, protesta che far pagare le tasse anche ai tassisti sarebbe una diavolerìa della scuola di Chicago, un complotto dell'Unione Europea per spegnere la Grecia come faro di civiltà: "We deem they are wrong measures, that they are measures that come from American-trained economists, from neoliberal Golden Boys from Brussels and that they will bring society to its knees,".
E noi, in Italia, cosa aspettiamo, anche noi la bancarotta?
Venerdì 19 Feb 2010
Categoria: Contrail
Dopo lunga e complicata trattativa un'altra major dell'intrattenimento, la televisa CBS, ha deciso di distribuire alcuni suoi show di successo tramite iTunes, la piattaforma digitale di contenuti di Apple.
I contenuti verranno venduti al prezzo di $ 0,99 - proprio qui stava il nodo principale della vicenda - a dimostrazione che ancora una volta Apple ha vinto la battaglia sulla quantificazione del valore dei contenuti, a scapito delle richieste dei produttori (oltre a CBS sono in trattativa altri network televisivi e produttori cinematografici) che preferirebbero tenere più alta l'asticella del prezzo, allo scopo di non cannibalizzare la normale distribuzione in broadcast.
Forse tra gli show scaricabili su Ipod e Iphone ci sarà il Late Show di David Letterman, che anticipò la questione in un monologo di qualche giorno fa, annunciando la possibilità finalmente di pagare per contenuti che solitamente si possono vedere gratis (anche sul sito della CBS, dopo lo show)
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