All you can hit
Da giovani ci intruppiamo a Sinistra, poi finiamo quasi tutti a Destra (appena abbiamo due soldi). Nasciamo idealisti, moriamo cinici. E poi c’è sempre quel momento della nostra vita, una curva della nostra età, in cui ci si sorprende a carezzare l’idea della pena di morte come soluzione al disordine e alla crudeltà altrui, che faccia piazza pulita dei costi carcerari a carico del contribuente, della rieducazione del condannato, della colpevolizzazione della Società – quel curioso impeto auto flagellante per cui se Anders Breivik ha ucciso 77 persone è un po’ anche colpa mia -.
Alla notizia della sentenza del tribunale norvegese che ha condannato l’autore della strage di Utoya a “soli” 21 anni di carcere confesso, ho temuto di essere a quella curva della mia vita. “Ci vorrebbe la pena di morte”, ho sempre pensato, è la posizione anticamera del rimbecillimento senile, la caduta della prima foglia che anticipa il lungo autunno del qualunquismo. Ho quindi rimandato al mittente quell’insinuazione che per qualche ora ha fatto capolino all’orizzonte delle mie certezze liberali.
E’ l’avanzare dell’età? Certo. Tornerà quel pensiero nei prossimi mesi? anni?
Sicuro. [Leggi tutto] All you can hit



